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Articolo 689 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente

Dispositivo dell'art. 689 Codice penale

L'esercente un'osteria o un altro pubblico spaccio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità (1), è punito con l'arresto fino a un anno.

La stessa pena di cui al primo comma si applica a chi pone in essere una delle condotte di cui al medesimo comma, attraverso distributori automatici che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell'utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti. La pena di cui al periodo precedente non si applica qualora sia presente sul posto personale incaricato di effettuare il controllo dei dati anagrafici (2).

Se il fatto di cui al primo comma è commesso più di una volta si applica anche la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 25.000 euro con la sospensione dell'attività per tre mesi (2).

Se dal fatto deriva l'ubriachezza, la pena è aumentata.

La condanna importa la sospensione dall'esercizio [35].

Note

(1) Ai fini della configurazione del reato in esame, è sufficiente che la sostanza venga fornita per il consumo, dilazionato ed eventuale, non dunque necessariamente ingerita o assunta dal soggetto.
(2) Il presente comma è stato inserito dall'art. 7, del D.L. 13 settembre 2012, n. 158, convertito dalla l. 8 novembre 2012, n. 189.

Ratio Legis

Tale disposizione è stata introdotta dal legislatore al fine di disciplinare la somministrazione di bevande alcoliche.

Spiegazione dell'art. 689 Codice penale

Il bene giuridico oggetto di tutela è la salute delle persone e, nello specifico, dei minori e degli infermi di mente.

Il reato in esame è integrato dalla condotta di chi, in qualità di gestore di un bar, di un osteria o di altro luogo di commercio di cibi e bevande, somministri bevande alcoliche ad un minore di anni sedici o a persona visibilmente affetta di vizio di mente o da deficienza psichica.

Trattasi di reato di pericolo, essendo dunque necessario un accertamento del gestore in merito alle condizioni o qualità predette. Per quanto riguarda l'accertamento della minore età, non è sufficiente limitarsi a richiedere l'età dell'acquirente, dovendosi per contro, in caso di dubbio, accertare l'effettiva età, ad esempio mediante richiesta di esibizione di un documento. Per quanto concerne invece la deficienza psichica o l'infermità di mente, il reato è integrato qualora tali condizioni siano manifeste.

Il secondo comma prevede l'applicazione del delitto anche nel caso in cui il gestore utilizzi un distributore automatico di bevande, il quale non preveda l'accertamento automatico dell'età, permettendo l'acquisto da parte di minore.Non esistendo documenti in grado di accertare lo stato di mente dell'acquirente, tale comma si rivolge ai soli minori.

Se dal fatto deriva l'ubriachezza della persona offesa, la pena è aumentata.


Massime relative all'art. 689 Codice penale

Cass. pen. n. 7021/2011

Integra il reato di somministrazione di bevande alcoliche a minori (art. 689 c.p.), la condotta di colui che, in qualità di gestore di bar, somministri bevande alcoliche ad un minore degli anni sedici; né, a tal fine, rileva il fatto che nel predetto bar vi siano cartelli indicanti il divieto di erogazione di bevande alcoliche a minori, stante la natura di reato di pericolo della contravvenzione in questione che richiede la necessaria diligenza nell'accertamento dell'età del consumatore.

Cass. pen. n. 27916/2009

Integra la contravvenzione di somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente (art. 689 c.p.) la condotta di chi somministri bevande alcoliche al minore di anni sedici, limitandosi a prendere atto della risposta di quest'ultimo sul superamento dell'età richiesta.

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