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Articolo 473 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Ordine di procedere a porte chiuse

Dispositivo dell'art. 473 Codice di procedura penale

1. Nei casi previsti dall'articolo 472, il giudice, sentite le parti, dispone, con ordinanza pronunciata in pubblica udienza, che il dibattimento o alcuni atti di esso si svolgano a porte chiuse (1). L'ordinanza è revocata con le medesime forme quando sono cessati i motivi del provvedimento.
2. Quando si è ordinato di procedere a porte chiuse, non possono per alcun motivo essere ammesse nell'aula di udienza persone diverse da quelle che hanno il diritto o il dovere di intervenire. Nei casi previsti dall'articolo 472 comma 3, il giudice può consentire la presenza dei giornalisti.
3. I testimoni [196], i periti [220 ss.] e i consulenti tecnici [225] sono assunti secondo l'ordine in cui vengono chiamati e, fatta eccezione di quelli che sia necessario trattenere nell'aula di udienza, vi rimangono per il tempo strettamente necessario.

Note

(1) Il giudice in tali casi è chiamato al rispetto di principi sanciti dall'art. 6, comma 1, della Convenzione europea dei diritti umani e dall'art. 14, comma 1, del Patto internazionale sui diritti civili e politici.

Ratio Legis

Il principio di pubblicità del processo, basilare garanzia di legalità, può essere sacrificato solo qualora sia necessario privilegiare altri interessi in gioco.

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Testi per approfondire questo articolo

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