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Articolo 451 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Svolgimento del giudizio direttissimo

Dispositivo dell'art. 451 Codice di procedura penale

1. Nel corso del giudizio direttissimo si osservano le disposizioni degli articoli 470 e seguenti (1).

2. La persona offesa [90] e i testimoni possono essere citati anche oralmente da un ufficiale giudiziario o da un agente di polizia giudiziaria.

3. Il pubblico ministero, l'imputato e la parte civile possono presentare nel dibattimento testimonisenza citazione.

4. Il pubblico ministero, fuori del caso previsto dall'articolo 450 comma 2, contesta l'imputazione all'imputato presente.

5. Il presidente avvisa l'imputato della facoltà di chiedere il giudizio abbreviato [438 ss.] ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444 (2).

6. L'imputato è altresì avvisato della facoltà di chiedere un termine per preparare la difesa non superiore a dieci giorni. Quando l'imputato si avvale di tale facoltà, il dibattimento è sospeso fino all'udienza immediatamente successiva alla scadenza del termine.

Note

(1) Questo significa che il giudizio direttissimo si svolge nelle forme ordinarie.
(2) Di tale diritto, protetto da sanzione di nullità ex art. 178, lett. c), l'imputato deve essere avvertito prima che sia dichiarato aperto il dibattimento. Su eventuali richieste in tal senso, il giudice è chiamato a esaminarne l'ammissibilità.

Ratio Legis

Tale rito speciale trova la propria ratio nella superfluità di procedere di fronte a situazioni in cui il fondamento dell'accusa è così evidente da rendere non necessaria non solo la verifica dell'udienza preliminare, ma anche la ricerca di mezzi di prova solitamente attuata nell'indagine preliminare.

Spiegazione dell'art. 451 Codice di procedura penale

Per quanto concerne lo svolgimento del giudizio direttissimo, esso segue la disciplina dell'udienza dibattimentale.

Tuttavia, a differenza di quest'ultima, la persona offesa, l'imputato e la parte civile possono essere citati anche in forma orale da un ufficiale giudiziario o da un agente di polizia giudiziaria. La stessa modalità di citazione vale per il p.m., per l'imputato e per la parte civile nei confronti dei testimoni.

Tranne nelle ipotesi in cui l'imputato si trovi in stato di libertà e debba essere citato a comparite ai sensi del comma 2 dell'articolo 450, il pubblico ministero contesta l'imputazione direttamente all'imputato presente.

A pena di nullità, l'imputato deve essere avvisato dal presidente del tribunale che egli ha la facoltà ed il diritto di richiedere l'applicazione del giudizio abbreviato o il patteggiamento.

Da ultimo, al fine di permettere all'imputato di poter preparare la sua linea difensiva, gli si può concedere un termine a difesa non superiore ai dieci giorni ed in tal caso il dibattimento è sospeso.

Massime relative all'art. 451 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 11287/2007

L'inosservanza della norma dell'art. 451 comma 5 c.p.p., secondo cui l'imputato contro il quale si procede con giudizio direttissimo, deve essere avvertito della facoltà di richiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, risolvendosi in una illegittima menomazione del diritto sancito dall'art. 24 Cost., integra una nullità di ordine generale di cui all'art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p. (nel caso di specie sanata dalla presenza del difensore). (Mass. redaz.).

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