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Articolo 167 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 31/08/2021]

Notificazioni ad altri soggetti

Dispositivo dell'art. 167 Codice di procedura penale

1. Le notificazioni a soggetti diversi da quelli indicati negli articoli precedenti si eseguono a norma dell'articolo 157 commi 1, 2, 3, 4 e 8, salvi i casi di urgenza previsti dall'articolo 149(1).

Note

(1) Sebbene si richiami la disciplina della prima notificazione all'imputato, al pari della persona offesa non operano le regole dettate per la riservatezza e per il doppio accesso, di cui i commi 5, 6 e 7 dell'art. 157.

Ratio Legis

Il legislatore ha ritenuto in tale sede di costruire la disciplina delle notificazioni all'imputato sulla base del relativo status personale, così da garantire il pieno rispetto del diritto di difesa.

Spiegazione dell'art. 167 Codice di procedura penale

La norma comprende i soggetti sinora non considerati dagli articoli precedenti, vale a dire i difensori, testimoni, interpreti, periti, consulenti tecnici, custodi di cose sequestrate, procuratori e curatori speciali ed applica nei loro confronti la disciplina prevista per la prima notificazione all'imputato non detenuto.

Tuttavia ciò non vale per la tutela della riservatezza e per il doppio accesso di cui ai commi 5, 6 e 7 dell'articolo 157.

In primis, la notifica si esegue in mani proprie, dovunque si trovi il destinatario.

Se la consegna a mani proprie non risulta possibile, la notificazione si esegue nella casa di abitazione o nel luogo in cui il destinatario esercita abitualmente la propria attività lavorativa, consegnando l'atto al convivente (anche temporaneamente) o, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci.

Nell'ipotesi i cui i luoghi su descritti non siano conosciuti, la notificazione va fatta nel luogo ove il destinatario ha temporanea dimora o recapito, mediante consegna a chi conviva lì, al portiere o a chi ne fa le veci.

In entrambi i casi il portiere (o chi ne fa le veci) sottoscrive l'originale dell'atto notificato, mentre l'ufficiale giudiziario è tenuto a darne comunque notizia al destinatario mediante lettera raccomandata A/R.

Massime relative all'art. 167 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 36634/2005

In caso di notifica di atti al difensore dell'imputato eseguita con consegna di copia al portiere o a chi ne fa le veci, l'ufficiale giudiziario ha l'obbligo di dare notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, atteso che la prescrizione di cui all'art. 157, comma terzo, c.p.p. si applica anche per le notifiche da eseguire a soggetti diversi dall'imputato (art. 167 c.p.p.).

Cass. pen. n. 11792/1993

Poiché l'art. 167 c.p.p. prescrive che per le notificazioni a soggetti diversi da quelli indicati negli articoli precedenti si osservano le disposizioni dell'art. 157 stesso codice, le notifiche al difensore dell'imputato non devono essere obbligatoriamente effettuate presso lo studio del difensore stesso.

Cass. pen. n. 2338/1992

Nel procedimento per la convalida dell'arresto, dominato da una specialissima urgenza che richiede conseguentemente una procedura di estrema semplicità e praticità, il giudice, ove il difensore di fiducia dell'arrestato non risulti prontamente reperibile, deve, senza ulteriori tentativi di notifica dell'avviso e senza che si faccia luogo agli incombenti, necessariamente non solleciti, di cui all'art. 157, ottavo comma, c.p.p., richiamato dall'art. 167 dello stesso codice, può e deve designare un difensore di ufficio immediatamente reperibile.

Cass. pen. n. 3171/1992

L'avvenuta notificazione al difensore di fiducia, residente fuori circoscrizione, dell'avviso di fissazione di udienza di discussione della richiesta di riesame su provvedimento cautelare personale, attesa la ristrettezza e perentorietà dei termini, può essere provata anche mediante fonogramma spedito dall'ufficiale giudiziario, dal quale risultino gli elementi essenziali della notificazione, quali, oltre l'organo procedente, la data, il luogo, la persona del consegnatario e il rapporto tra costui e il destinatario dell'avviso.

Cass. pen. n. 645/1992

Principio generale in materia di notificazione di atti ed avvisi al difensore è che la stessa sia effettuata, ai sensi degli artt. 167 e 157 c.p.p., mediante consegna di copia alla persona e, nei casi di urgenza, ai sensi dell'art. 149 stesso codice. La previsione di cui all'art. 65, secondo comma, att. costituisce, perciò, una deroga al detto principio (introdotta al fine di rendere più agevoli i rapporti tra l'ufficio giudiziario ed il difensore non domiciliato nella circoscrizione) onde va interpretata restrittivamente e comunque non oltre i casi espressamente previsti. Ne consegue che nel corso delle indagini preliminari la notifica dell'avviso dell'interrogatorio ex art. 294 c.p.p. al difensore non domiciliato nella circoscrizione del giudice che procede, non può essere fatta presso il Presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati se non siano decorsi i cinque giorni dalla nomina del difensore, salvo che questi abbia eletto il domicilio prima di tale termine.

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