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Articolo 155 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Notificazioni per pubblici annunzi alle persone offese

Dispositivo dell'art. 155 Codice di procedura penale

1. Quando per il numero dei destinatari o per l'impossibilità di identificarne alcuni, la notificazione nelle forme ordinarie alle persone offese risulti difficile, l'autorità giudiziaria può disporre, con decreto in calce all'atto da notificare, che la notificazione sia eseguita mediante pubblici annunzi (1). Nel decreto sono designati, quando occorre, i destinatari nei cui confronti la notificazione deve essere eseguita nelle forme ordinarie e sono indicati i modi che appaiono opportuni per portare l'atto a conoscenza degli altri interessati.

2. In ogni caso, copia dell'atto è depositata nella casa comunale del luogo in cui si trova l'autorità procedente e un estratto è inserito nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

3. La notificazione si ha per avvenuta quando l'ufficiale giudiziario deposita una copia dell'atto, con la relazione[168] e i documenti giustificativi dell'attività svolta, nella cancelleria o segreteria dell'autorità procedente.

Note

(1) Si tratta di una norma aperta, in quanto permette il ricorso a tutte le possibili forme di divulgazione dell'atto ritenute idonee a portare l'atto a conoscenza di una pluralità di interessati e proprio tale per l'incertezza che caratterizza la reale conoscenza dell'atto a tale modalità non è possibile ricorrere in relazione al soggetto imputato, altrimenti si avrebbe una lesione consistente del diritto alla difesa.

Ratio Legis

La ratio di tale disposizione si ravvisa nella necessità di far fronte a situazioni di pluralità di persone offese o di incertas personas.

Spiegazione dell'art. 155 Codice di procedura penale

Qualora, per il numero elevato di persone offese o per l'impossibilità di identificarne alcune, la notificazione di cui all'articolo 154 risulti difficile, il legislatore demanda all'autorità giudiziaria il potere di utilizzare un meccanismo di notificazione molto simile a quello previsto dal codice di procedute civile (“notificazione per pubblici proclami”, art. 150 c.p.c.).

La notificazione per pubblici annunzi si differenza tuttavia da quest'ultima figura per una attenuate rigidità dei presupposti, nonché per una maggior facilità di esecuzione.
La notificazione in esame è disposta dall'autorità giudiziaria con decreto in calce all'atto, in cui sono indicati i modi ritenuti più opportuni per portare l'atto a conoscenza degli interessati.

Ad ogni modo, copia dell'atto deve essere depositata presso la casa comunale del luogo n cui si trova l'autorità procedente, ed u medesimi estratto dell'atto viene inserito nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

La notificazione si ritiene perfezionata quando l'ufficiale giudiziario deposita una copia dell'atto nella segreteria o nella cancelleria dell'autorità procedente, unitamente alla relata di notifica ed ai documenti giustificativi.

Massime relative all'art. 155 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 6769/2002

In tema di notifiche, l'impossibilità di identificazione di taluna delle persone offese, in presenza della quale è consentita, ai sensi dell'art. 155 c.p.p., la notificazione per pubblici proclami, va intesa in senso rigoroso, costituendo essa il presupposto per l'adozione di un mezzo di notificazione da riguardarsi come eccezionale.

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