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Articolo 541 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Distribuzione amichevole

Dispositivo dell'art. 541 Codice di procedura civile

Se i creditori concorrenti chiedono la distribuzione della somma ricavata [509] secondo un piano concordato, il giudice dell'esecuzione (1), sentito il debitore (2), provvede in conformità (3).

Note

(1) La parola "pretore" è stata sostituita dalle parole "giudice dell'esecuzione" dal Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51.
(2) Il debitore deve essere solamente sentito senza che sia necessario il suo consenso. Tuttavia, nell'ipotesi in cui il debitore sollevi contestazioni fondate su motivi di legittimità, il giudice non dovrebbe approvare il piano di riparto proposto dai creditori.
Diversamente, se il debitore non si presenta all'udienza oppure resta in silenzio, il piano di riparto viene ugualmente approvato.
(3) L'accordo proposto dai creditori può essere redatto per iscritto ed, in questo caso, necessita di sottoscrizione da parte di tutti i creditori oppure può anche essere manifestato oralmente al giudice in udienza e documentato nel verbale.
Non vi è unanimità di vedute in dottrina circa il tipo di controllo che deve effettuare il giudice. Alcuni ritengono che quest'ultimo debba limitarsi a verificare l'effettiva partecipazione di tutti i creditori al piano di riparto; altri sostengono, invece, che il giudice possa anche effettuare un controllo nel merito dello stesso accordo.
In ogni caso, il piano di riparto diviene irrevocabile una volta approvato dal giudice.

Massime relative all'art. 541 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 1954/1977

Nel processo di esecuzione mobiliare, la distribuzione della somma ricavata dalla vendita dei beni pignorati secondo un piano concordato fra tutti i creditori aventi diritto alla partecipazione ed approvato dal pretore a norma dell'art. 541 c.p.c. (cosiddetta distribuzione amichevole) è un negozio giuridico con il quale i creditori concorrenti liberamente dispongono della somma ricavata dalla vendita; essi pertanto, nella loro autonomia negoziale, ben possono modificare, anche transattivamente, l'ordine delle graduazioni, i diritti di prelazione e l'ammontare dei crediti rispettivi, con la conseguenza che tale piano, una volta concordato, esplica la sua piena efficacia: la relativa approvazione potrà, quindi, essere negata solo nei casi in cui il pretore, nell'esercizio del controllo affidatogli, accerti la mancata partecipazione alla relativa stipulazione di tutti i creditori aventi diritto alla distribuzione ovvero accerti, in mancanza di un diverso specifico accordo, il mancato rispetto dei diritti di prelazione; fuori di queste ipotesi, il pretore deve perciò provvedere «in conformità», come previsto dalla norma indicata.

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