Cass. civ. n. 6675/2026
Nel procedimento di regolamento di competenza proposto ex art. 473-bis.11 c.p.c. in controversie inerenti alla responsabilità genitoriale e alle condizioni di separazione tra coniugi con prole minore, la mancata notifica del ricorso al curatore speciale del minore - nominato nel giudizio di merito - non determina l'inammissibilità del regolamento, ma integra un'ipotesi di litisconsorzio necessario processuale, imponendo l'integrazione del contraddittorio nei confronti del minore, rappresentato dal curatore speciale, nel termine perentorio fissato dalla Corte di cassazione.
Cass. civ. n. 2083/2026
Nelle cause di separazione e divorzio che coinvolgono questioni di affidamento dei minori, la competenza territoriale è determinata dal luogo di residenza abituale dei minori. Un trasferimento non autorizzato del minore non modifica la competenza territoriale del Tribunale del luogo dell'ultima residenza abituale del minore prima del trasferimento, se la domanda è formulata entro un anno dal trasferimento stesso (art. 473-bis.11 c.p.c).
Cass. civ. n. 27930/2025
In base all'art. 473-bis.11 c.p.c., è competente il Tribunale del luogo in cui il minore ha la residenza abituale al momento della proposizione della domanda. Tuttavia, la competenza territoriale rimane ferma nonostante un trasferimento in corso di causa del minore, a seguito del principio della perpetuatio iurisdictionis.
Cass. civ. n. 27929/2025
In caso di illecito trasferimento del minore, cioè senza il consenso di uno dei genitori, la competenza resta attribuita al Tribunale del luogo della precedente residenza abituale, se la domanda viene proposta entro un anno dal trasferimento (Art. 473-bis.11 c.p.c.).
Cass. civ. n. 11622/2025
In conformità con l'art. 473-bis.11 c.p.c., la competenza territoriale nei procedimenti che riguardano minori è determinata dal luogo in cui il minore ha la sua residenza abituale. La residenza abituale si individua come il luogo in cui si trova di fatto il centro della vita del minore al momento della proposizione della domanda. Questo criterio prevale per tutelare l'interesse superiore del minore, favorendo la prossimità al giudice che può garantire una più efficace e tempestiva tutela.