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Articolo 1071 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Divisione del fondo dominante o del fondo servente

Dispositivo dell'art. 1071 Codice civile

Se il fondo dominante viene diviso, la servitù è dovuta a ciascuna porzione (1), senza che però si renda più gravosa la condizione del fondo servente.

Se il fondo servente viene diviso e la servitù ricade su una parte determinata del fondo stesso, le altre parti sono liberate.

Note

(1) Si reputa che, a causa della divisione del fondo dominante, la servitù si fraziona in diversi ed autonomi diritti della stessa natura quante sono le parti in cui è stato diviso il fondo dominante; è necessario tener presente, in ogni caso, che la circostanza appena descritta non deve in alcun modo danneggiare il fondo stesso .

Ratio Legis

La disposizione non si riferisce solamente divisione in senso tecnico (art. 1111 del c.c.), ma anche ad ogni fatto dal quale derivi il frazionamento del fondo in parti attribuite a persone diverse dall'originario titolare.

Brocardi

Per partes servitus retinetur, licei ab initio per partes acquiri non poterat
Servitutes dividi non possunt

Spiegazione dell'art. 1071 Codice civile

Divisione della servitù con la divisione del fondo dominante e rispetto ad uso

La ragione di una disposizione come quella del primo comma è da ricercare nel fatto, o piuttosto nel principio, consacrato da una tradizione ininterrotta dal diritto romano ad oggi, e che costituisce una caratteristica tipica del diritto di servitù, per cui la servitù grava un fondo per il vantaggio di un altro fondo. La funzione economico-sociale della servitù e l'utilità del fondo dominante, non il vantaggio personale del proprietario, e ciò aveva fin dato origine ad una distinzione molto sfuocata, poi superata dalla dottrina comune e oggi anche dal testo nuovo della legge, fra servitù personali e servitù prediali. Il termine di « servitù » nella legge di oggi non comprende più che le c. d. servitù prediali, cui appunto appartiene la caratteristica predetta.

Orbene, se lo scopo della servitù è l'utilità del fondo dominante, ne consegue che qualunque sia o divenga l'appartenenza giuridica di esso, la servitù è dovuta per intero in ragione della sua configurazione fisica. Le persone a cui il fondo appartiene non interessano che sotto il profilo dei legittimati ad esercitare la servitù, non sotto quello del quantum di utilità che il fondo servente deve fornire al dominante. Perciò, continui questo fondo ad appartenere al proprietario originario o passi ad un altro o venga ripartito fra più proprietari in comunione pro indiviso o venga invece diviso, tutte queste sono vicende giuridiche, le quali non incidono su ciò che potrebbe chiamarsi il quantum di spettanza del fondo dominante, nella sua configurazione originaria, dal fondo servente. E cosi ogni proprietario di una porzione del fondo dominante può esercitare sul servente l'intero contenuto del diritto di servitù.

Ma, poiché appunto le vicende giuridiche del fondo dominante sono irrilevanti sul contenuto pratico della servitù, tale irrilevanza riguarda cosi la posizione del fondo dominante come quella del fondo servente; e come la prima non può scapitarne, altrettanto non deve scapitarne la seconda col subire un onere maggiore. Pertanto, vi ha, per es., una servitù di passaggio e il fondo dominante viene diviso fra più proprietari? Ciascuno può esercitare l'intero contenuto della servitù sul fondo servente, ma avvalendosi tutti di quello stesso passaggio che originariamente serviva all'esercizio della servitù, nessuno potrà pretendere l'apertura di un nuovo passo e la formazione di una nuova via, anche se la parte a lui toccata nella divisione del fondo dominante, lo metta in condizione più scomoda dei proprietari di altre porzioni, rispetto all'esercizio della servitù.


Divisione della servitù in dipendenza della divisione dal fondo servente

Il capoverso contiene una disposizione nuova, in quanto nel codice abrogato nulla era disposto circa l'estensione della servitù in caso di divisione del fondo servente. Il principio fondamentale resta fermo ed è che il fondo servente, qualunque siano le sue giuridiche vicende, soggiace per intero alla servitù con tutte le risorse che ne costituiscono da questo profilo il contenuto.

Ma temperando il principio in quelle conseguenze che sarebbero state un inutile ingombro per la condizione giuridica dei beni senza sufficiente costrutto, il secondo comma riproduce la regola già propria del diritto romano (D. 8, 6. 6. I) è seguita anche dal § 1026 del codice civile tedesco, per la quale, se la servitù ricade sopra una parte determinata del fondo servente, in caso che questo venga diviso resta soggetta a servitù solamente questa parte, restando le altre liberate. Cosi, pertanto, se una servitù di passaggio grava il fondo servente, in una zona determinata, venendo questo diviso resta soggetta alla servitù solamente quella parte (o quelle parti), per le quali il passaggio poteva essere esercitato. A che pro e con quale costrutto considerare giuridicamente servente tutta l'ampiezza originaria del fondo indiviso, e cosi anche altre parti, quando su di esse la servitù non potrà essere praticamente esercitata?


Indennizzo fra condividenti del fondo servente

La liberazione delle parti del fondo non materialmente gravate, può richiedere, secondo la natura della divisione, una equa ripartizione fra i condividenti dell'onere sopportato dal solo proprietario della parte che rimane gravata. Il progetto preliminare prevedeva un indennizzo per l'assegnatario della porzione che dovrà sopportare l'intero onere della servitù. Il testo definitivo, come risulta dalla Relazione al Re (n. 163), ha ritenuto superflua una riserva espressa di tale indennizzo, confermando e conservando perciò, nella sua sostanza, la regola accennata.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 1071 Codice civile

Cass. civ. n. 11330/2013

In tema di servitù prediali, quando, a seguito di plurime vendite parziali, il fondo a cui vantaggio sussiste una servitù di passaggio venga frazionato in porzioni separate, in modo che una sola di esse rimanga contigua al fondo servente, non si costituisce, per effetto di tale frazionamento, un autonomo diritto di servitù a favore della porzione non contigua e a carico di quella contigua al fondo servente, in quanto il principio dell'indivisibilità della servitù, di cui all'art. 1071 cod. civ., riguarda il fondo servente e non quello dominante. Ne consegue che il proprietario della porzione non contigua al fondo servente non ha titolo per accedere a questo attraverso la porzione interposta tra quella di sua proprietà e il fondo servente medesimo.

Cass. civ. n. 2168/2006

In tema di servitù prediali, il principio della cosiddetta indivisibilità di cui all'art. 1071 c.c. comporta, nel caso di frazionamento del fondo dominante, la permanenza del diritto su ogni porzione del medesimo, salve le ipotesi di aggravamento della condizione del fondo servente; poiché tale effetto si determina ex lege al riguardo non occorre alcuna espressa menzione negli atti traslativi attraverso i quali si determina la divisione del fondo dominante, sicché nel silenzio delle parti — in mancanza di specifiche clausole dirette ad escludere o limitare il diritto - la servitù continua a gravare sul fondo servente, nella medesima precedente consistenza, a favore di ciascuna di quelle già componenti l'originario unico fondo dominante, ancora considerato alla stregua di un unicum al fini dell'esercizio della servitù, ancorché le singole parti appartengano a diversi proprietari, a nulla rilevando se alcune di queste, per effetto del frazionamento, vengano a trovarsi in posizione di non immediata contiguità con il fondo servente.

Cass. civ. n. 26973/2005

In tema di acquisto della servitù, tra gli istituti della destinazione del padre di famiglia e della divisione del fondo dominante, rispettivamente disciplinati dagli artt. 1062 e 1071 c.c., non è configurabile in linea astratta alcuna incompatibilità. (Nella specie, indiscusso che, dopo la divisione del fondo dominante, la servitù spettava anche alla porzione di esso non contigua con quello servente, la sentenza di merito, confermata dalla S.C., ha accertato la costituzione in concreto, nei termini di cui all'art. 1062, di una relazione di fatto tra le due porzioni risultanti dalla divisione, volta alla costituzione di una servitù di passaggio a favore di quella risultata interclusa).

Cass. civ. n. 4399/1982

A norma dell'art. 1071 c.c., la servitù consistente in un non facere (nella specie: divieto di costruire oltre determinati limiti), che, salvo diversa espressa previsione del titolo, non ricade su una parte determinata del fondo servente, viene a gravare, in ipotesi di frazionamento di tale fondo, sulle singole porzioni nelle quali esso è stato diviso.

Cass. civ. n. 2264/1982

Quando a seguito di plurime vendite parziali il fondo a cui vantaggio sussiste una servitù di passaggio venga frazionato in porzioni separate in modo che una sola di esse sia contigua al fondo servente, non si costituisce, per effetto di tale frazionamento, un autonomo diritto di servita a favore della porzione non contigua e a carico di quella contigua al fondo servente, in quanto il principio dell'indivisibilità della servitù sancito dall'art. 1071 c.c., riguarda il fondo servente e non quello dominante. Ne consegue che il proprietario della porzione non contigua al fondo servente non ha titolo per accedere a questo attraverso la porzione interposta tra quella di sua proprietà e il fondo servente medesimo.

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Consulenze legali
relative all'articolo 1071 Codice civile

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francesco chiede
Saturday 22/01/2011

“Sono proprietario di un viale di circa 800 mq (fondo servente) gravato da una servitù a piedi e con autoveicoli, con obbligo di manutenzione ordinaria e straordinaria della pavimentazione senza limitazione di estensione, a favore di un condominio composto da 24 appartamenti (fondo dominante).
Su una parte di tale fondo potrei realizzare posti auto scoperti.
Posso avere questa possibilità, garantendo sempre la servitù anche se limitata a 4 metri di larghezza circa?”

Consulenza legale i 28/01/2011

Il proprietario del fondo servente non può compiere alcuna cosa che tenda a diminuire l'esercizio della servitù o a renderlo più incomodo ([[1067cc]]): tuttavia, nel caso di specie, il fondo servente, anche dopo la realizzazione dei posti auto, sembra rimanere perfettamente funzionale allo scopo per cui è stata costituita la servitù e il pregiudizio che verrebbe eventualmente a cagionare, sarebbe di entità talmente lieve da far ritenere insussistenti i presupposti per una azione di riduzione in pristino e/o risarcimento dei danni ai sensi dell'art. 1067 citato da parte del condominio.

Non è pertinente nel caso in esame il richiamo all'[[1071cc]], che parla di divisione in senso negoziale, quindi di frazionamento del fondo in porzioni attribuite a soggetti diversi dall'originario titolare, e non di divisione materiale mediante apposizione di muri etc.


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