Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 1003 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Mancanza o insufficienza della garanzia

Dispositivo dell'art. 1003 Codice civile

Se l'usufruttuario non presta la garanzia a cui è tenuto, si osservano le disposizioni seguenti:

  1. gli immobili sono locati o messi sotto amministrazione (1), salva la facoltà dell'usufruttuario di farsi assegnare per propria abitazione una casa compresa nell'usufrutto (2). L'amministrazione è affidata, con il consenso dell'usufruttuario, al proprietario o altrimenti a un terzo scelto di comune accordo tra proprietario e usufruttuario o, in mancanza di tale accordo, nominato dall'autorità giudiziaria [159 disp. att.];
  2. il danaro è collocato a interesse [1000 2] (3);
  3. i titoli al portatore si convertono in nominativi a favore del proprietario con il vincolo dell'usufrutto, ovvero si depositano presso una terza persona, scelta dalle parti, o presso un istituto di credito, la cui designazione, in caso di dissenso, è fatta dall'autorità giudiziaria;
  4. le derrate sono vendute e il loro prezzo è parimenti collocato a interesse [1000 2].

In questi casi appartengono all'usufruttuario gli interessi dei capitali, le rendite, le pigioni e i fitti.

Se si tratta di mobili i quali si deteriorano con l'uso [996], il proprietario può chiedere che siano venduti e ne sia impiegato il prezzo come quello delle derrate. L'usufruttuario può nondimeno domandare che gli siano lasciati i mobili necessari per il proprio uso.

Note

(1) La scelta è effettuata dall'usufruttuario, anche se, nel caso egli prediliga la locazione, il proprietario può rifiutare un conduttore che non sembri persona adatta a lasciare il fondo in buone condizioni idonei o ad eseguire le riparazioni cui l'usufruttuario ha diritto.
(2) Tale facoltà non è condizionata al fatto che l'usufruttuario versi in stato di bisogno o sia privo di altra abitazione.
L'applicazione di tale disposizione non dipende in alcun modo dall'eventuale stato di bisogno in cui si trovi l'usufruttuario o dal suo essere senza una diversa abitazione.
(3) Il nudo proprietario può opporsi alla decisione di investire denaro in società per azioni o in altre imprese speculative, dal momento che ciò comporterebbe il venire in essere di frutti diversi dagli unici - gli interessi - previsti dalla legge.

Ratio Legis

In caso di mancata prestazione della garanzia, è necessario tener conto sia dell'interesse del proprietario a conservare la cosa sia di quello dell'usufruttuario finalizzato al godimento della stessa.

Spiegazione dell'art. 1003 Codice civile

Le conseguenze della mancata prestazione della cauzione

Le conseguenze che si ricollegano alla mancata prestazione della garanzia da parte dell'usufruttuario o alla prestazione di una garanzia non idonea o non sufficiente hanno la funzione di assicurare al proprietario un surrogato della garanzia e quindi di attuare una energica tutela preventiva del diritto del proprietario. Il diritto dell'usufruttuario resta integro nella sua manifestazione essenziale che è quella dell'appropriazione dei frutti della cosa, ma viene alterato il modo del godimento rispetto a quello normale. L'alterazione è più o meno grave secondo la natura dei beni sui quali l' usufrutto è costituito. A tal proposito l'art. 1003, riproducendo la disposizione degli articoli 498 e 499 del vecchio codice, e allontanandosi dalla formula sintetica che era stata accolta nel Progetto della Commissione Reale (art. 143 che affidava l'amministrazione dei beni al proprietario o a un terzo no-minato dal Pretore), fa una casistica che si può brevemente esaminare.

Quanto agli immobili che l'usufruttuario potrebbe far deperire trascurandone la coltivazione o la manutenzione, è sottratta all'usufruttuario la possibilità del godimento diretto ma gli è riconosciuta quella del godimento indiretto. Essi devono essere dati in locazione oppure posti sotto amministrazione. La scelta fra queste due forme di impiego della cosa spetta all'usufruttuario: se egli preferisce che gli immobili siano affittati, la scelta della persona del conduttore e la determinazione delle condizioni contrattuali devono essere approvate anche dal proprietario. E se l'accordo non si raggiunge, si dovrà necessariamente ricorrere all'altra alternativa di affidare a un terzo l'amministrazione.

Come la locazione degli immobili può essere fatta allo stesso proprietario, cosi a lui può essere affidata l'amministrazione, sempre che vi sia il consenso dell' usufruttuario. Se le parti non raggiungono l'accordo sulla scelta dell'amministratore, questi sarà nominato dall'autorità giudiziaria: l'usufruttuario diverrà creditore dei fitti verso il conduttore ovvero creditore dei frutti verso l'amministratore. La legge però consente che l'usufruttuario si faccia assegnare, per uso di abitazione, tra gli immobili in usufrutto una casa che egli però dovrà godere direttamente, cioè solo per i bisogni suoi e della propria famiglia, e non potrà quindi affittare ne cedere in godimento.

Un mutamento radicale nella posizione dell'usufruttuario si ha relativamente al denaro e alle derrate che sono comprese nell'usufrutto. Secondo le regole generali l'usufruttuario dovrebbe acquistare la proprietà di tali cose con l'obbligo di restituire il tantundem. Invece, se la cauzione non è prestata, questo effetto non si verifica e l'usufruttuario può solo chiedere che il denaro venga investito in modo fruttifero e che le derrate siano vendute e il loro prezzo parimenti investito. Il proprietario conserva cosi la proprietà del denaro e l'usufruttuario ha solo il diritto agli interessi. Anche per questa ipotesi, se non si raggiunge l'accordo tra proprietario e usufruttuario sul modo di investimento del denaro, provvederà l'autorità giudiziaria.

Se nell'usufrutto sono compresi titoli al portatore, questi, a scelta dell'usufruttuario, devono essere convertiti in titoli nominativi con l'annotazione dell'usufrutto sul titolo e sul registro dell'emittente oppure devono essere depositati presso un terzo scelto di accordo dalle parti o presso un istituto di credito che, in caso di dissenso, sarà designato dall' autorità giudiziaria. Per i mobili che si deteriorano con l'uso, secondo la nozione data a proposito dall'art. 996, la legge concede al proprietario un'alternativa: o di chiedere la. vendita e provvedere all'investimento fruttifero del denaro ricavato o di rilasciare il possesso all'usufruttuario. L'alternativa non può essere che questa, perché sarebbe stranissimo che il proprietario possa ritenere per se il possesso. Se infatti questa possibilità ci fosse, non si saprebbe che interesse potrebbe avere il proprietario a chiedere la vendita dei beni. Nel caso in cui il proprietario chieda la vendita, l'usufruttuario pub chiedere che gli siano rilasciati i beni che sono necessari al proprio uso, s'intende con l'obbligo di restituzione alla fine dell'usufrutto secondo la regola dell'art. 996. Se infine si tratta di mobili non deteriorabili, si deve ritenere, nel silenzio della legge, che di essi il proprietario sia autorizzato a ritenere il possesso.

Le spese occorrenti per la vendita, per l'investimento delle somme, per la conversione dei titoli sono naturalmente a carico dell'usufruttuario perchè si tratta di spese necessarie a procurargli ii modo di godimento consentito dalla legge.

Si deve infine rilevare che l'usufruttuario può in qualunque momento far cessare gli effetti dell'art. 1003 e ottenere la libera disponibilità e il godimento diretto dei beni, prestando la garanzia.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

481 L'art. 1002 del c.c. e l'art. 1003 del c.c., relativi all'inventario o alla prestazione della garanzia, riproducono sostanzialmente gli artt. 496-499 del codice del 1865. Peraltro, ammessa la cedibilità del diritto di usufruttto, ho ritenuto opportuno, allo scopo di eliminare eventuali dubbi, aggiungere alla disposizione che dispensa dalla garanzia il venditore e il donante con riserva di usufrutto quella che impone invece l'obbligo della garanzia al cessionario, quando il venditore o il donante con riserva di usufrutto cede tale diritto (art. 1002, terzo comma). Ho poi regolato (art. 1003) l'amministrazione degli immobili, nel caso in cui non sia prestata la garanzia, stabilendo che amministratore sia il proprietario, se l'usufruttuario lo consente, o un terzo scelto dalle parti o nominato dall'autorità giudiziaria. E, sempre in tema dei provvedimenti da adottare qualora l'usufruttuario non presti la garanzia, ho disposto che i titoli al portatore, ove non si convertano in nominativi con annotazione dell'usufrutto, siano depositati presso un terzo, scelto dalle parti stesse o dall'autorità giudiziaria.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • I diritti reali
    [volume 3] Usufrutto, uso, abitazione, superficie

    Collana: Trattato di diritto civile
    Pagine: 256
    Data di pubblicazione: ottobre 2009
    Prezzo: 35,00 -5% 33,25 €

    Un’opera approfondita e completa della materia che fornisce una lettura teorico-pratica della normativa contenuta nel codice e l’analisi di tutta la casistica più significativa.

    PIANO DELL’OPERA

    I diritti sulle cose limitati nel tempo
    I problemi
    La costituzione dell’usufrutto
    Il contenuto dell’usufrutto
    I poteri di disposizione
    La conservazione della cosa e i carichi di godimento
    L’estinzione(continua)

  • Uso, abitazione e servitù irregolari

    Editore: Zanichelli
    Collana: Strumenti del diritto
    Pagine: 632
    Data di pubblicazione: dicembre 2012
    Prezzo: 95,00 -5% 90,25 €

    I diritti di uso e di abitazione si rivelano strumenti utili per i privati, nonché per il legislatore e per la giurisprudenza che ne hanno ampliato notevolmente l'ambito di applicazione: si è risposto così non solo a questioni di diritto immobiliare (si pensi al diritto di uso delle aree a parcheggio), ma anche di diritto di famiglia e delle successioni (come nel caso dei diritti di uso e abitazione in capo al coniuge superstite e per alcuni dell'assegnazione della... (continua)

  • Usufrutto, uso, abitazione

    Editore: CEDAM
    Data di pubblicazione: luglio 2010
    Prezzo: 85,00 -5% 80,75 €

    Il volume attualizza il tradizionale ambito dei diritti reali di usufrutto, uso ed abitazione, alla luce dei nuovi orientamenti offerti dalla giurisprudenza.
    In particolare, ampio risalto è concesso alle “nuove” figure del diritto reale d'uso, “ope legis”, sulle aree a parcheggio e dei diritti d'uso e d'abitazione a favore del coniuge superstite.
    Completa l'opera la disamina della nuova disciplina della mediazione civile (D.lgs. n. 28 del 4.3.2010),... (continua)

  • Rapporti familiari ed esigenze abitative. (Le risposte in uno studio comparato)

    Pagine: 262
    Data di pubblicazione: luglio 2012
    Prezzo: 15,00 -5% 14,25 €

    La casa di abitazione familiare è al centro in questa indagine, finanziata in parte dal MIUR, volta a ricostruire e rendere conoscibili la normativa vigente in materia in vari paesi dell'area europea, e a verificare il più possibile la sua attuazione nella realtà concreta. Il gruppo di ricerca modenese (C.Æ.DI.C Centro Æmilia di Diritto Comparato) ha approntato un questionario su argomenti di particolare interesse giuridico, statistico e sociologico,... (continua)