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Articolo 869 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 31/08/2021]

Piani regolatori

Dispositivo dell'art. 869 Codice Civile

I proprietari d'immobili nei comuni dove sono formati piani regolatori(1) devono osservare le prescrizioni dei piani stessi nelle costruzioni e nelle riedificazioni o modificazioni delle costruzioni esistenti.

Note

(1) Ecco una possibile classificazione relativa ai piani regolatori: a) piani territoriali di coordinamento, che definiscono i criteri generali per lo sviluppo urbanistico del territorio; b) piani territoriali paesistici, finalizzati alla tutela dell'ambiente; c) piani regolatori generali (comunali e intercomunali), che trasformano le indicazioni generali in disposizioni dettagliate; d) piani particolareggiati di esecuzione: i quali definiscono criteri più particolareggiati, divenendo, in questo modo, uno strumento di esecuzione dei piani regolatori generali. Si rammentano, da ultimo, i progetti di fabbricazione, semplici piani regolatori dei piccoli Comuni, le convenzioni di lottizzazione, per l'attuazione, ad iniziativa privata, dei piani regolatori generali.

Ratio Legis

L'analisi dei piani regolatori, il cui contenuto i proprietari devono tenere ben presente qualora si apprestino a costruire nuovi edifici o a rifare quelli già esistenti, materia propria del diritto urbanistico.
Ci si limita a ricordare, qui, solamente alcuni profili importanti dell'argomento che ci occupa:
a) al proprietario è consentito edificare solamente in un momento successivo all'ottenuta concessione edilizia;
b) quest'ultima precisa quali sono le misure da rispettare nel costruire in conformità alla sostanza del progetto che è stato presentato;
c) se si edifica senza concessione o in senso opposto a quanto in essa indicato la relativa costruzione diviene abusiva, e, in quanto tale del tutto incommerciabile; gli atti dispositivi della stessa sono, perciò, viziati da nullità. La costruzione di edifici abusivi è considerata come reato dalla legge e, pertanto, punita anche con la reclusione fino a due anni;
d) può accadere che la concessione venga rilasciata dopo che sia terminata l'opera di costruzione. Verrebbe, in questo modo, sanato l'abuso ed il bene diverrebbe commerciabile.
Le disposizioni fondamentali in materia urbanistica sono la l.1942 n. 1150 (c.d. [/i]legge urbanistica), il quale ha dato ai comuni il potere di imporre vincoli e indicazioni al fine di delineare un adeguato sviluppo edilizio locale tramite l'adozione di strumenti urbanistici (piani); la legge-ponte 1967, n. 765 e la l.1977, n. 10 (c.d. legge Bucalossi), che ha individuato nel rilascio della concessione edilizia lo strumento senza il quale non può avvenire alcuna attività di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.
L'argomento è stato disciplinato compiutamente solo con il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, che hanno introdotto il permesso di costruire, eliminando, così, la vecchia concessione edilizia, ed ampliato il novero delle ipotesi di applicazione della denuncia di inizio attività.

Spiegazione dell'art. 869 Codice Civile

I piani regolatori in generale

La disposizione in esame attribuisce espressamente valore obbligatorio, in via di principio, a quegli atti amministrativi che sono i piani regolatori comunali. La norma dettata dal nuovo legislatore è ispirata a quella contenuta nell'art. 89 della L. 25 giugno 1865, n. 2359.

Il codice non stabilisce quali siano le sanzioni per l' inosservanza e le modalità per farle valere ed eseguire, ma a tal fine non c' è che da richiamarsi ai principi generali del nostro diritto pubblico e privato e alle norme contenute nella legislazione speciale.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 869 Codice Civile

Cass. civ. n. 742/2003

In tema di proprietā edilizia, la disposizione di cui all'art. 869 c.c. — secondo la quale i proprietari d'immobili nei comuni dove sono formati piani regolatori devono osservare le prescrizioni dei piani stessi nelle costruzioni e nelle riedificazioni o modificazioni delle costruzioni esistenti — va coordinata con quella di cui al successivo art. 872, che attribuisce al privato la tutela risarcitoria del proprio diritto soggettivo a seguito della violazione delle norme urbanistiche integrative del codice civile, senza subordinarla all'annullamento di provvedimenti amministrativi.

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