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Articolo 1792 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Intestazione e circolazione dei titoli

Dispositivo dell'art. 1792 Codice civile

La fede di deposito [1790] e la nota di pegno [1791] possono intestarsi al nome del depositante o di un terzo da questo designato, e sono trasferibili, sia congiuntamente sia separatamente, mediante girata (1).

Note

(1) Dal momento della emanazione di tali documenti i diritti sui beni cui essi si riferiscono si possono esercitare solo mediante i titoli stessi.

Ratio Legis

La norma indica, insieme all'art. 1793 c.c., la funzione principale della nota di deposito e della fede di pegno cioè quella di con sentire la circolazione delle merci cui si riferiscono (1790, 1791 c.c.).

Spiegazione dell'art. 1792 Codice civile

Intestazione dei titoli

L'art. 1792 dispone che la fede di deposito e la nota di pegno possono essere intestate al nome del depositante o di un terzo da questi designato; prenditore può essere qualsiasi terzo, escluso soltanto l'esercente del magazzino (che del resto non è, in senso proprio, terzo). Ambedue i titoli debbono essere intestati al nome della stessa persona, come risulta sia dall'art. 1791, secondo cui i due titoli debbono recare le stesse indicazioni, sia, e soprattutto, dall'art. 1794, secondo il quale il pegno è costituito dalla prima girata, onde l'intestazione originaria della nota ad un nome diverso da quello del prenditore della fede sarebbe un nihil agere; né sembra ipotizzabile, per assoluta estraneità al sistema positivo, che ad un siffatto prenditore competa, in luogo del diritto di pegno, un potere di costituirlo in favore di terzi.


Circolazione dei titoli

Lo stesso art. 1792 fissa inderogabilmente la legge di circolazione dei titoli di deposito, disponendo che essi sono trasferibili congiuntamente o separatamente, mediante girata.

Quando i due titoli circolano congiuntamente, il loro possesso attribuisce tutti i diritti reali e contrattuali, senza alcuna limitazione; nel caso contrario, invece, il possesso della nota di pegno conferisce il diritto reale di pegno sulle merci, in relazione al quale rimane limitato il diritto del possessore della sola fede di deposito. Nella circolazione può entrare, come giratario del doppio titolo o di uno solo, anche l'esercente del magazzino.

La girata è regolata, in linea di massima, dalle norme generali sulla circolazione dei titoli all'ordine, poste dagli articoli 2008 segg.. Di particolare va osservato:
a) che l'obbligazione di garanzia del girante, esclusa in via dispositiva, come effetto della girata, dall'art. 2012, sussiste invece in favore del possessore della nota di pegno, giusta l'art. 1797;
b) che anche per i titoli di deposito è ammissibile la girata in bianco, disciplinata dal capoverso dell'art. 2011, non ostandovi le ragioni che si oppongono all'emissione in bianco;
c) che è ammissibile la girata in garanzia, con gli effetti di cui all'art. 2014, non solo del doppio titolo, ma anche della sola fede di deposito: la quale girata risponde alla funzione pratica di consentire al depositante, che abbia già ottenuto un'anticipazione su girata della nota di pegno fino a concorrenza di una parte del valore delle merci, di ottenere un'altra anticipazione sul valore residuale. In senso contrario si è osservato che la legge riconosce un solo modo per costituire in pegno le merci depositate, avendo predisposto all'uopo un titolo apposito, e che il concorso dei due diritti di garanzia intralcerebbe le operazioni dei magazzini generali. Ma esattamente si è risposto che "con la girata in garanzia della fede di deposito si costituisce in pegno il titolo rappresentativo della merce e non la merce stessa; quindi il possesso che viene trasferito al creditore pignoratizio, necessario e sufficiente per costituire a favore di lui il diritto reale di pegno, è il possesso del titolo mediante la forma caratteristica della girata in garanzia. Naturalmente il giratario in garanzia, potendo esercitare in modo autonomo e nel proprio interesse i diritti inerenti al titolo (all'infuori di quello di girarlo con effetti traslativi), può ritirare le merci depositate (secondo l'art. 1793) e trasferire così il suo diritto di pegno dal titolo sulle merci ritirate. E poiché per ritirarle deve depositare presso i magazzini il capitale e gli interessi del debito per cui fu girata la nota di pegno l'articolo citato 3° comma, nessun conflitto può verificarsi tra il giratario in garanzia della fede di deposito e il giratario della nota di pegno».­ Si può ora aggiungere che, di fronte al riconoscimento legislativo dell'ammissibilità in via di principio della girata in garanzia (art. 2014, citato), l'asserita deroga per la fede di deposito appare mancante di base testuale;
d) che, in conseguenza, non v'è nessuna ragione per ritenere inammissibile la girata fiduciaria della fede di deposito a scopo di garanzia, come a scopo di incasso.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 1792 Codice civile

Cass. civ. n. 8816/2017

In tema di licenziamento per giusta causa, la modesta entità del fatto addebitato non va riferita alla tenuità del danno patrimoniale subito dal datore di lavoro, dovendosi valutare la condotta del prestatore di lavoro sotto il profilo del valore sintomatico che può assumere rispetto ai suoi futuri comportamenti, nonché all'idoneità a porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento e ad incidere sull'elemento essenziale della fiducia, sotteso al rapporto di lavoro. (Nella specie, la S.C., confermando la sentenza impugnata, ha ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa intimato ad un tecnico addetto alla manovra dei treni, il quale, durante il turno di lavoro, si era impossessato di circa venti litri di gasolio, prelevati dal carrello che conduceva).

Cass. civ. n. 7776/2016

In materia di assegnazione della casa familiare, l'art. 155 quater c.c. (applicabile "ratione temporis"), laddove prevede che "il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell'art. 2643" c.c., va interpretato nel senso che entrambi non hanno effetto riguardo al creditore ipotecario che abbia acquistato il suo diritto sull'immobile in base ad un atto iscritto anteriormente alla trascrizione del provvedimento di assegnazione, il quale perciò può far vendere coattivamente l'immobile come libero.

Cass. pen. n. 13809/2015

In tema di motivi di ricorso per cassazione, non sono deducibili censure attinenti a vizi della motivazione diversi dalla sua mancanza, dalla sua manifesta illogicità, dalla sua contraddittorietà (intrinseca o con atto probatorio ignorato quando esistente, o affermato quando mancante), su aspetti essenziali ad imporre diversa conclusione del processo; per cui sono inammissibili tutte le doglianze che "attaccano" la persuasività, l'inadeguatezza, la mancanza di rigore o di puntualità, la stessa illogicità quando non manifesta, così come quelle che sollecitano una differente comparazione dei significati probatori da attribuire alle diverse prove o evidenziano ragioni in fatto per giungere a conclusioni differenti sui punti dell'attendibilità, della credibilità, dello spessore della valenza probatoria del singolo elemento.

Cass. civ. n. 9112/2014

In tema di assicurazione obbligatoria per responsabilità civile da circolazione di veicoli a motore, allorché l'assicuratore proponga appello, sia pure limitato al "quantum debeatur", nei confronti del solo danneggiato, che aveva promosso azione diretta, si impone sempre il litisconsorzio necessario del proprietario del veicolo assicurato, essendo evidente l'interesse di questo a prendere parte al processo allo scopo di influire sulla concreta entità del danno, di cui egli potrebbe rispondere in via di rivalsa verso il medesimo assicuratore.

Cass. pen. n. 22113/2013

In tema di rimessione è da escludere che le parti private abbiano titolo per partecipare all'udienza camerale di discussione, atteso che il richiamo, contenuto nell'art. 48, comma 1, c.p.p., alla disciplina dettata dall'art. 127 c.p.p. non esclude l'operatività del disposto di cui all'art. 614, comma 2, c.p.p., secondo cui nel giudizio di cassazione le parti private possono comparire solo a mezzo dei propri difensori, nulla rilevando in contrario il fatto che lo stesso, citato comma 1 dell'art. 48 c.p.p., attribuisca alla Corte di cassazione il potere di assumere, “se necessario, le opportune informazioni”, posto che un tale potere comporta solo la possibilità di acquisire dati informativi di esclusiva o prevalente natura cartolare, ma non quella di svolgere attività istruttoria assimilabile a quella propria dei giudici di merito; il che, manifestamente, non si pone in contrasto né con gli artt. 3, 24, comma secondo, e 111, comma secondo, della Costituzione, né con l'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Cass. pen. n. 44932/2012

In materia di misure cautelari personali, il decreto del G.i.p. che dilaziona il diritto dell'indagato al colloquio con il proprio difensore ai sensi dell'art. 104, comma terzo, c.p.p., non è autonomamente impugnabile né può essere oggetto di riesame, non avendo la forma e il contenuto di un provvedimento applicativo di una misura coercitiva, ma può costituire oggetto di sindacato incidentale nell'ulteriore corso del procedimento, qualora abbia determinato una violazione del diritto di difesa che, se non eliminata con l'espletamento di un rituale colloquio, comporta la nullità dell'interrogatorio dell'indagato a norma dell'art. 178, lett.c), c.p.p..

Cass. pen. n. 11671/1999

In tema di elemento oggettivo del delitto di vendita di prodotti industriali con segni mendaci di cui all'art. 517 c.p., la condotta descritta con l'espressione - mette altrimenti in circolazione - è nella fattispecie alternativa a quella di - porre in vendita -, sicché deve ritenersi che essa si riferisca a qualsiasi attività con cui si miri a far uscire a qualsiasi titolo la – res - dalla sfera giuridica e di custodia del mero detentore, ossia a qualunque operazione di movimentazione della merce. Ne consegue che la mera presentazione di prodotti industriali con segni mendaci alla dogana per lo sdoganamento, può, tenuto conto delle circostanze del caso concreto, integrare la condotta prevista dall'art. 517 c.p. con l'espressione - mette altrimenti in circolazione -.

Cass. civ. n. 6871/1999

In tema di imposta sulle successioni, anche nella ipotesi in cui i chiamati all'eredità non siano nel possesso dei beni, dopo la formale dichiarazione di voler accettare l'eredità con il beneficio di inventario, devono completare l'inventario stesso nei tre mesi successivi (sei nel caso di proroga) alla pronuncia del provvedimento del pretore di nomina, ai sensi dell'art. 769 c.p.c., del soggetto (cancelliere o notaio) deputato alla redazione dell'inventario. In tal caso, il termine semestrale per la presentazione della dichiarazione di successione decorre dalla scadenza di quello fissato nel provvedimento pretorile per la formazione dell'inventario.

Cass. pen. n. 3917/1998

La nullità prevista dall'art. 142 c.p.p. per i verbali con incertezza assoluta delle persone intervenute, o privi di sottoscrizione del pubblico ufficiale che li ha redatti, non ha carattere assoluto sia perché non definita come tale sia perché non offende alcuno dei beni del giusto processo garantiti dall'art. 179, comma 1; essa ha carattere relativo, con il conseguente onere della parte di eccepirla immediatamente dopo il compimento dell'atto, quando vi assiste, o al massimo con l'impugnazione della sentenza emessa al termine del giudizio in cui s'è verificata. (Fattispecie di omessa sottoscrizione di verbali stenotipici da parte del pretore e del cancelliere nel corso del giudizio di primo grado).

Cass. pen. n. 7577/1996

Non sussiste ipotesi di nullità con riguardo a verbali di dichiarazioni rese al Gip ed al P.M., redatti e sottoscritti dal solo magistrato e non dall'ausiliario che lo deve assistere. Invero l'art. 142 c.p.p. sanziona di nullità il verbale mancante della sottoscrizione del pubblico ufficiale che lo ha redatto mentre nel caso di cui sopra la sottoscrizione è proprio del suddetto soggetto; d'altro canto la mancata compilazione del verbale da parte dell'ausiliario costituisce mera irregolarità.

Cass. pen. n. 6032/1996

Nel caso in cui sussista semplice discrepanza tra il domicilio anagrafico e luogo di effettiva dimora dell'imputato, quale casa di abitazione, si deve procedere alla notifica ai sensi dell'art. 157 c.p.p. dato che la prova del luogo di abitazione può essere tratta anche da risultanze contrastanti con quelle dei registri anagrafici, non prescrivendo d'altro canto la legge forme e modalità particolari per le ricerche relative al suddetto luogo di abitazione. (Affermando siffatto principio la Cassazione ha ritenuto rituale la notifica del decreto di citazione in giudizio effettuata all'imputato non nel suo domicilio anagrafico, ma all'indirizzo indicato come sua nuova abitazione nella querela e nel verbale di udienza nell'ambito della procedura di separazione; notifica avvenuta secondo la formalità di cui all'art. 157 comma 8 c.p.p., con deposito presso la casa comunale).

Cass. pen. n. 4374/1996

Il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci, di cui all'art. 517 c.p., si consuma nel momento in cui l'opera o il prodotto vengano posti in vendita o messi in altro modo in circolazione, sicché l'elemento oggettivo di esso va ritenuto sussistente sia quando si sia realizzata la materiale traditio della cosa dal venditore all'acquirente, sia quando vi sia stata un'attività prodromica alla vendita, che abbia comportato la messa in circolazione della cosa stessa. Non è ipotizzabile, pertanto, il reato de quo nel fatto della presentazione alla dogana, per lo sdoganamento, di una partita di merce, non essendo la presentazione medesima comparabile ad un atto di messa in vendita della merce e non ne comporta la messa in circolazione, dovendosi per «circolazione» intendere ogni atto diffusivo della merce stessa, né lo sdoganamento è - di per sé - atto prodromico alla vendita o messa in circolazione.

Cass. civ. n. 1391/1983

Il potere di iniziativa dell'affittuario, diretto ad adattare alle proprie esigenze l'ordinamento colturale esistente nel momento del suo ingresso nel fondo, incontra un limite nella destinazione economica del fondo stesso, nelle norme della buona tecnica agraria, nella conformità dell'iniziativa all'interesse della produzione e nella mancanza di danno economico per il concedente. Costituisce, pertanto, grave inadempimento, che impedisce la proroga e legittima la risoluzione del contratto, la violazione dell'obbligo contrattuale di non mutare la destinazione economica del fondo, anche se tale sostituzione dia luogo pur sempre ad un'attività agraria. 

Cass. civ. n. 1859/1974

Ai fini dell'opponibilità delle eccezioni da parte del depositario, la posizione del terzo, originario intestatario della fede di deposito e della nota di pegno per designazione del depositante, non è equiparabile a quella del semplice giratario dei titoli medesimi, perché il «terzo designato», ancorché non direttamente partecipe del negozio tra depositante e depositario, si inserisce sin dall'inizio nel meccanismo negoziale dei titoli dei quali è primo prenditore.

Cass. civ. n. 1120/1969

L'esistenza di norme particolari sulla circolazione dei titoli rappresentativi della merce depositata presso magazzini generali non esclude l'applicazione alla merce stessa delle norme comuni concernenti le cose mobili e, quindi, anche di quelle sul pegno. Pertanto, deve ammettersi che la costituzione in pegno delle cose depositate presso i magazzini generali possa avvenire anche con la girata e la consegna al creditore della relativa fede di deposito unita alla nota di pegno, girata e consegna che comportano l'attribuzione del possesso delle merci al giratario. Né, in caso di prima ed unica girata, assume particolare rilievo, nei confronti dei creditori del girante, la circostanza che la girata della fede di deposito unita alla nota di pegno sia fatta o non con la specificazione «per garanzia», dato che fra girante e giratario (e loro aventi causa) è sempre ammissibile la prova della vera causa del trasferimento.

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