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Articolo 1297 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 31/08/2021]

Eccezioni personali

Dispositivo dell'art. 1297 Codice Civile

Uno dei debitori in solido non può opporre al creditore le eccezioni personali agli altri debitori [1945].

A uno dei creditori in solido il debitore non può opporre le eccezioni personali agli altri creditori(1)(2).

Note

(1) Sono eccezioni comuni quelle che attengono all'intera obbligazione, ad esempio quelle relative alla sua invalidità o inesigibilità. Si distinguono da quelle personali che attengono al rapporto tra solo un debitore (o creditore) ed il suo creditore (o debitore), qual è, ad esempio, quella relativa al vizio del consenso che cade sul titolo costitutivo di una obbligazione.
(2) Alla regola fa eccezione l'ipotesi in cui l'obbligazione sia stata contratta nell'interesse esclusivo di uno solo dei condebitori o concreditori (1298 c.c.), come nel caso della fideiussione (1945 c.c.).

Ratio Legis

La norma è applicazione del principio per cui solo i profili comuni a tutti i debitori o creditori solidali verso l'unico creditore o debitore possono essere fatti valere indistintamente da ciascuno di essi; invece, ciò che li riguarda personalmente, non è suscettibile di essere fatto valere da chi ne è estraneo.

Spiegazione dell'art. 1297 Codice Civile

Opponibilita delle eccezioni personali

Nell'art. 1297 si disciplina l'opponibilità delle eccezioni personali.

Coerentemente al concetto fondamentale che nelle obbligazioni solidali i vari rapporti obbligatori pur essendo congiunti ed aventi unicità di prestazione, sono distinti, tantochè possono essere sottoposti a diverse modalità: è stabilito che nella solidarietà attiva il debitore non può opporre ad uno dei creditori le eccezioni personali all'altro, e nella solidarietà passiva che nessuno dei debitori può trarre profitto dalle eccezioni personali agli altri condebitori.

Il codice del 1865 si occupava di questa questione solo in relazione alla solidarietà passiva ed all'uopo stabiliva «il debitore in solido non può opporre le eccezioni che sono personali soltanto ad alcuno dei creditori» e positivamente poi enunciava che: «esso può opporre tutte le eccezioni che gli sono personali e quelle che pur sono comuni a tutti gli altri condebitori».

Qui come si vede, si fa menzione delle eccezioni comuni, che si dicono opponibili. Il codice vigente non ne fa cenno. Però la menzione diventava inutile, dal momento che il codice stabilisce solo un limite negativo alla opponibilità, ossia indica solo le eccezioni, che non sono opponibili, vale a dire quelle personali agli altri soggetti; con ciò è evidente che tutte quelle, che in questa categoria non rientrano, possono essere dedotte, come quelle personali in modo esclusivo al deducente ed altresì quelle comuni al primo ed agli altri condebitori.


Significato della parola “eccezioni”

La legge usa l’espressione: eccezione; questa parola va però interpretata in senso ampio, essa comprende le eccezioni, in senso tecnicamente proprio, ed in quello più ampio di mezzi di difesa, di mezzi, di deduzioni comunque idonei a infirmare, in tutto od in parte, le pretese avanzate dal creditore.

Vanno pertanto in essa comprese:
a) i vizi dell'oggetto dell’obbligazione;
b) le eccezioni che mettono capo all'inadempimento da parte dell'altro contraente;
c) i vizi di consenso per colui che dette un consenso viziato;
d) l'incapacità per il soggetto incapace;
e) la sussistenza di condizione o termine per il soggetto, a cui favore la condizione od il termine furono predisposti;
f) i vizi per difetto di forma, rispetto a tutti;
g) infine tutte le difese, che, ai sensi degli articoli susseguenti, possono derivare dal pagamento, dalla remissione, dalla novazione, dalla confusione, dalla compensazione, dalla transazione, dalla rinuncia, dalla prescrizione e così via.


Disciplina dell’opponibilità delle eccezioni sulla solidarietà attiva. Raffronto tra il codice del 1865 e quello vigente

L'art. 1297 non contempla e regola le eccezioni opponibili solo nel campo della solidarietà passiva, così come faceva il codice del 1865; ma anche lo fa in relazione alla solidarietà attiva, ed adotta anche per questa l’identica disciplina: ossia rende opponibili tutti i mezzi di difesa, meno quelli aventi carattere personale esclusivo agli altri concreditori.

Il silenzio tenuto dal codice del 1865 non deve intendersi però nel senso che quello volesse seguire un indirizzo diverso. Esso unicamente fu determinato dal concetto che la solidarietà attiva costituisse una sfera assolutamente eccezionale, regolata per intero dal titolo che la poneva in essere.

Al contrario il codice vigente, in armonia alla concezione accolta, che cioè la solidarietà attiva costituisce anch'essa un fatto normale, che può sorgere per legge, oltre che per contratto, e che va trattato sullo stesso piano e con criteri analoghi a quelli accolti per la solidarietà passiva, anche ai fini dell’opponibilità dell'eccezione, ha previsto e regolato, allo stesso modo, le relative situazioni.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 1297 Codice Civile

Cass. civ. n. 5738/2003

La responsabilità del coerede che non abbia pagato l'imposta di successione nel termine stabilito, produttiva della sanzione prevista dall'art. 52 del D.L.vo n. 346 del 1990, applicabile ratione temporis, non può essere esclusa dal fatto che il termine per il pagamento, computabile solo dal momento in cui diviene definitivo l'accertamento tributario, per un altro dei coeredi sia spirato in un momento più lontano tale che, rispetto a questo, il pagamento del primo non risultasse tardivo. Ciò in quanto, una tale eccezione ha carattere personale e, a norma dell'art. 1297 c.c., non può essere opposta dagli altri debitori solidali.

Cass. civ. n. 4944/1996

Nel caso in cui l'obbligazione solidale sia adempiuta per intero da uno dei condebitori mediante rilascio di un assegno, rimasto insoluto, ed il creditore esperisca azione causale, anche gli altri condebitori possono opporre a quest'ultimo l'eccezione di inammissibilità dell'azione causale prevista dall'art. 58 del R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 (per la mancanza dell'offerta in restituzione dell'assegno, del deposito dello stesso in cancelleria e delle formalità necessarie per conservare al debitore le azioni di regresso), poiché tale eccezione non può essere considerata personale ai sensi dell'art. 1297 codice civile.

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