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Articolo 376 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Vendita di beni

Dispositivo dell'art. 376 Codice civile

Nell'autorizzare la vendita dei beni [375 n. 1], il tribunale determina se debba farsi all'incanto [534 ss. c.p.c.] o a trattative private, fissandone in ogni caso il prezzo minimo [733 c.p.c.].

Quando nel dare l'autorizzazione [375] il tribunale non ha stabilito il modo di erogazione o di reimpiego del prezzo, lo stabilisce il giudice tutelare [43, 45](1).

Note

(1) Il mancato reimpiego del prezzo, e quindi la violazione delle precedenti disposizioni, rileva per quanto concerne il rapporto tra minore e tutore, originando solamente sanzioni in capo a quest'ultimo; non costituisce quindi motivo di nullità della vendita.

Spiegazione dell'art. 376 Codice civile

È notevole la disposizione dell'art. 376 con cui si attribuisce al tribunale il compito di stabilire la modalità della vendita dei beni: se debba cioè farsi ai pubblici incanti o per offerte private, e di fissare in ogni caso il prezzo minimo della vendita.
Da quanto si è detto sul sistema delle autorizzazioni, sia del giudice tutelare sia del tribunale, si deduce che è esente da controllo in senso tecnico (e quindi ha solo come presupposto la compilazione dell'inventario) l'attività che può qualificarsi di ordinaria amministrazione: l'espressione si ricava dall'art. 374, n. 2, che autorizza il tutore ad assumere, senza il compimento di alcuna formalità, obbligazioni che riguardino le spese necessarie per l'ordinaria amministrazione del patrimonio del minore. I limiti che definiscono l'ambito dell'ordinaria amministrazione si ricavano negativamente dagli articoli 374 e 375, ed eventualmente da tutte le norme speciali che pongono particolari controlli.
Dalle suddette disposizioni si deduce tra l'altro che il tutore può, senza bisogno di autorizzazione alcuna:
  1. acquistare i mobili necessari per l'uso del minore, per l'economia domestica e per l'amministrazione del patrimonio;
  2. assumere obbligazioni che riguardino le spese necessarie per il mantenimento del minore e per l'ordinaria amministrazione del suo patrimonio;
  3. fare locazioni di immobili entro i nove anni, purché non si prolunghino oltre l'anno dalla maggiore età;
  4. promuovere azioni di denuncia di nuova opera o di danno temuto, azioni possessorie o di sfratto e azioni per riscuotere frutti o per ottenere provvedimenti conservativi (arg. ex art. 374);
  5. alienare i frutti e i mobili soggetti a facile deterioramento (arg. ex art. 375, n. 1).

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

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