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Diritto penale -

La violenza sessuale di gruppo

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2021
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: UniversitÓ Telematica Niccol˛ Cusano
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente lavoro, si pone il fine di trattare nei suoi vari aspetti, giuridici, etici e sociali, la delicata questione della violenza sessuale, nel suo più torbido e delicato aspetto dell’agire in gruppo, la quale, purtroppo, si presenta come uno dei reati che maggiormente caratterizzano la società moderna, e che sovente vede quali autori, persone in giovane età.
La disciplina inerente i reati di violenza sessuale, contemplati nel vigente codice penale negli art. 609 bis e susseguenti, ha subito una particolare evoluzione con l’entrata in vigore della Legge 15 febbraio 1996, n. 66, essendo, tali fattispecie delittuose, inserite nel titolo inerenti i reati contro la persona, e non più, quindi, considerate come offensive del buon costume e della morale pubblica, come accadeva nell’originario codice Rocco. Si porrà, quindi, l’accento su come, l’evoluzione normativa inerente i delitti della sfera sessuale, abbia tenuto il passo dell’evolvere del comune sentire, soprattutto in relazione al ruolo della donna nella società, quale persona destinataria dei medesimi diritti dell’uomo, non più mero oggetto della proprietà maschile, ma individuo, soggetto di diritto, capace di decidere e disporre autonomamente della propria sfera sessuale. Dopo un breve accenno alla considerazione che, nell’ Ancien Regime, era data al reato di violenza sessuale ed al ruolo della donna, specie nell’ordinamento giuridico francese, si farà riferimento alle importanti innovazioni in campo normativo e giurisprudenziale di cui la delicata materia ha beneficiato, soprattutto dagli inizi del novecento, sino ai giorni nostri. Tuttavia, la rinnovata sensibilità in tema di uguaglianza fra uomo e donna dei nostri giorni, non ha portato ad una diminuzione dei reati della sfera sessuale che, come si vedrà, hanno fatto registrare un notevole incremento negli ultimi anni, con particolare riferimento alla violenza sessuale di gruppo, commessa, spesso, da giovani adolescenti, quasi sempre ignari della gravità del gesto che si apprestavano a compiere ed al dolore ed al nocumento che potevano apportare alla propria vittima.Proprio l’introduzione del reato di violenza sessuale di gruppo, di cui all’art. 609 octies c.p., è tra le innovazioni più importanti introdotte dalla Legge 66/1996, attraverso la quale il Legislatore ha voluto punire con una pena maggiormente grave, da otto a dodici anni, coloro che si rendessero responsabili di tale grave delitto, proprio in virtù della maggiore offensività dell’agire in gruppo, e delle maggiori conseguenze sia fisiche che psicologiche subite dalla vittima, a seguito di un’aggressione operata da più soggetti.
Nel secondo capitolo, si procederà ad una dettagliata analisi dei principali aspetti della norma, con particolare riferimento al neo introdotto articolo 609 octies c.p., soffermandosi sulla sottile distinzione tra la violenza sessuale di gruppo ed il concorso di persone nel reato di cui all’art. 609 bis c.p. ( violenza sessuale mono soggettiva), sulla scorta delle recenti ed unanimi pronunce giurisprudenziali. Non potendo prescindere da un analisi del reato di violenza sessuale monosoggettiva, e dalla nozione di atto sessuale, sarà affrontato il discusso problema della violenza con costrizione attuata mediante abuso di autorità, con riferimento alla rilevanza della sola concezione di autorità pubblicistica, oppure, come la recente giurisprudenza ritiene, comprendente anche l’abuso di autorità privatistica. Un cenno, poi, sarà fatto alla sentenza n. 45589 del 2017 inerente la nozione di abuso di inferiorità fisica della parte offesa, e si discuterà della rilevanza del contributo di minima importanza fornito dal correo nell’esecuzione del reato, e della sua incidenza sulla eventuale pena da infliggere. Particolare attenzione, poi, sarà posta in tema di consenso della persona offesa e su come la concezione di tale importante aspetto psicologico e soggettivo, la cui sussistenza è elemento costitutivo del reato, abbia subito, nel tempo, notevoli evoluzioni percettive, sia in campo etico/morale, che processuale.

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