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Le unioni civili. Luci e ombre della Legge n. 76 del 20 maggio 2016

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2017
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi Roma Tre
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente elaborato si propone di analizzare in maniera approfondita la legge 20 maggio 2016, n. 76, che rappresenta una riforma storica del diritto di famiglia, sia per quanto riguarda la tutela dei diritti fondamentali, sia per la sua rilevanza all’interno della disciplina del matrimonio e della famiglia.
La legge in questione garantisce alle coppie composte da persone dello stesso sesso di ottenere un riconoscimento del loro rapporto e di costituire una famiglia pienamente riconosciuta, con diritti e doveri reciproci e con effetti nei confronti dei terzi. Si segna, in questo modo, il definitivo superamento del concetto tradizionale di famiglia basato unicamente sull’unione tra un uomo e una donna, aprendo la strada al riconoscimento e alla tutela dei diversi modelli di famiglia che l’evoluzione della società ha portato ad esistenza. In questo modo è emerso un modello che affianca al matrimonio una varietà di tipi di famiglia, tutti meritevoli di protezione.
Nell’esaminare il contenuto e l’importanza di tale legge, si partirà inizialmente dall’analizzare quella che era la concezione del termine «famiglia» nel periodo antecedente alla legge, specificando il modo in cui tale concetto sia mutato nel corso degli anni, in modo da contestualizzare tale riforma. Si studieranno, poi, le più rilevanti sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo sul tema della tutela della vita familiare delle coppie omosessuali, partendo dalle prime pronunce risalenti al 2010 fino alla condanna dell’Italia nel 2015 nel caso Oliari e altri c. Italia, nel quale il nostro Paese venne sanzionato dalla Corte EDU per non aver previsto ancora, a differenza di quanto era accaduto negli altri Stati, un metodo per dare adeguato riconoscimento alle unioni tra persone dello stesso sesso. Fu quello il momento di svolta che ha portato il legislatore ad intraprendere l’iter per l’approvazione della legge in questione. Oltre alle sentenze europee, molto importante è stato il contributo offerto dalla giurisprudenza delle Corti nazionali, partendo dalla fondamentale sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010, che ha rotto il silenzio sul tema delle unioni omosessuali, per la prima volta considerate una formazione sociale che ha il diritto fondamentale di vivere liberamente la sua condizione di coppia e di ottenerne il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri, passando per la pronuncia del 2014, n. 170, sull’irragionevolezza del divorzio imposto alla coppia coniugata in seguito alla rettificazione di sesso di uno dei due coniugi, e arrivando poi alle sentenze dei giudici di merito. La giurisprudenza ha, quindi, sia a livello europeo che a livello nazionale, messo in luce le problematiche relative alla carenza di un’effettiva disciplina per le coppie omosessuali che in concreto condividevano parte della loro esistenza, senza poter vantare diritti o doveri né nei loro rapporti personali né tantomeno nei confronti della società. È stato questo che ha portato all’inizio del faticoso iter legislativo della legge n. 76, di cui si analizzeranno i singoli passaggi che hanno portato all’approvazione del testo definitivo, emanato il 20 maggio 2016, con il titolo «Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze». Passando poi al contenuto della legge, saranno evidenziate le somiglianze e le differenze che sono state introdotte nel nuovo istituto delle unioni civili rispetto al tradizionale istituto del matrimonio, del quale ricalca grossomodo i contenuti e le finalità, seppur mantenendo, almeno formalmente, le due discipline separate. Maggiore attenzione sarà posta ovviamente sulle differenze, sottolineandone la correttezza o l’eventuale ingiustizia. Infine, ci si soffermerà sul confronto tra l’istituto introdotto nel nostro ordinamento e quelle che sono state invece le scelte effettuate negli altri Paesi europei, approfondendo in particolar modo il discorso sul Regno Unito. Tutto l’excursus avrà come scopo quello di mettere in evidenza gli aspetti positivi e negativi di tale legge che, se da una parte ha finalmente raggiunto l’obiettivo di dare alle unioni omosessuali quella tutela e quel riconoscimento dal punto di vista giuridico che mancava loro, dall’altro ha comunque tenuto il matrimonio un privilegio delle coppie eterosessuali. Essa ha ridotto, ma non azzerato, le diseguaglianze tra i due orientamenti sessuali.

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Norme di riferimento

  • Legge 20 maggio 2016, n. 76.

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