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Regime fiscale e disciplina anti-riciclaggio nel trasferimento di criptovalute

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 5
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Ferrara
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Lo sviluppo dirompente dei sistemi di comunicazione ha portato, e continua a portare, numerose innovazioni tecnologiche, che scuotono irrimediabilmente gli assiomi e i postulati posti alla base di alcune costruzioni giuridiche. Uno dei concetti che negli ultimi anni è stato oggetto di innumerevoli riflessioni, è sicuramente quello di “moneta”. In pochi campi come in quello degli studi sulla moneta si è vista, in tempi recenti, una così brusca accelerazione ed un mutamento così subitaneo delle posizioni della dottrina e della giurisprudenza. La principale causa è rinvenibile nella nascita delle criptovalute e del protocollo Bitcoin, che rappresenta senza dubbio una delle realtà più importanti che il mondo finanziario e virtuale sta affrontando. Le valute virtuali infatti, se da un lato hanno caratteristiche tali da poter essere assimilate, ad un primo acchito, al concetto di moneta, allo stesso tempo presentano alcune peculiarità che le distinguono fortemente diverse dalle monete aventi corso legale (cd. monete fiat). L’innovazione principale delle criptovalute consiste infatti nel non essere né emanate, né controllate da un’autorità centrale; il risultato del protocollo Bitcoin è infatti una moneta decentralizzata e limitata nella sua quantità totale. Lo scopo della mia trattazione è quello di evidenziare i problemi riguardanti la qualificazione giuridica delle criptovalute, con particolare attenzione al conseguente trattamento fiscale.

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