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Diritto dell'ambiente e dei beni culturali -

Il procedimento di bonifica e le possibili interazioni con la riqualificazione ed il recupero urbano

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2020
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Pavia
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
In questa tesi viene prima di tutto analizzato il percorso attraverso cui l'istituto di bonifica ha avuto origine e si è poi sviluppato. Vengono descritte ed analizzate nello specifico le più fasi di cui si compone il procedimento di bonifica: dall'evento contaminante al ripristino dell'area inquinata, oltre alle problematiche insite in questo istituto: pur vigendo qui il principio comunitario del "chi inquina paga", infatti, in più casi (ad esempio quando l'inquinamento è storico o non è possibile individuare la fonte inquinante) il peso economico del procedimento di bonifica ricade poi sugli enti amministrativi, questo aggrava sia la situazione patrimoniale degli enti, sia è causa di ritardi dell'avvio di tale procedura (gravi effetti ad esempio, sullo stato di salute di chi risiede in tali aree o in aree circostanti, si auspica e cita un caso giudiziario che potrebbe aprire la strada a possibili richieste di risarcimento danno a favore di chi subisce sostanze inquinanti di area e subisce i ritardi della procedura di bonifica).
Vengono analizzate ulteriori problematiche insite a tale istituto della bonifica (es. eccessiva burocratizzazione, continui commissariamenti dei siti, ecc.). La bonifica si configura quale strumento in grado di tutelare lo spreco di matrici ambientali (quali il suolo) permettendo di costruire su aree "sprecate", e permettendone il reintegro nel tessuto urbano (riqualificazione e recupero urbano) ed opponendosi al fenomeno di distruzione/costruzione di c.d. greenfield. Attualmente, il suolo è considerato una delle matrici ambientali maggiormente in pericolo. Non trattandosi, infatti, di una risorsa rinnovabile, la sua esposizione alle innumerevoli fonti di inquinamento ed alle continue attività industriali e edilizie, è in grado di comprometterne la sua salvaguardia. L’esaurimento di tale risorsa consisterebbe in una perdita di valore inestimabile, sarebbe infatti in grado di compromettere l’intero ecosistema e, di conseguenza, la sopravvivenza umana. Per questo motivo la disciplina normativa ambientale è ora più che mai indirizzata verso la ricerca di strumenti e strategie capaci di conciliare esigenze quali lo sviluppo urbano con la tutela di tale matrice ambientale. Risulta necessario, infatti, operare un bilanciamento tra tutti gli interessi esistenti e considerati preminenti e necessari.
Sarebbe irrealistico e non equilibrato prevedere una interruzione di attività quali quella edilizia o industriale che, a loro volta, risultano essenziali per la collettività. Il ruolo della disciplina normativa sia in materia ambientale che in materia urbanistica, quindi, consiste nella promozione di quegli istituti che assicurano il raggiungimento di questi risultati. Primo tra tutti emerge l’attività di bonifica. Quest’ultima è infatti in grado, mediante la rimozione delle sostanze contaminanti presenti in un’area, di rendere il sito ed il presente suolo nuovamente utilizzabile e declinabile a destinazione d’uso urbanistico. Questa risulta quindi una strategia estremamente efficacie in quanto, consentendo il riutilizzo di suolo brownfield è in grado di ridurre o addirittura azzerare il consumo di suolo incontaminato o c.d. greenfield. Nonostante le intenzioni ora esposte siano state più volte citate quali obiettivi sia internazionali che europei che nazionali, ad oggi la disciplina normativa in tema di bonifica presenta varie e gravi problematiche. Non sono, ad esempio, previsti sufficienti incentivi economici e, per questo motivo, l’eccessiva onerosità è spesso il motivo per cui viene preferito lo svolgimento di attività edilizie su suoli verdi. Inoltre, le norme sono spesso risultate lacunose e di difficile interpretazione e questa incertezza ha di sovente disincentivato il ricorso a questo strumento. La pianificazione urbanistica può svolgere un ruolo chiave in questo ambito per almeno due motivi. Prima di tutto in quanto consiste nell’obiettivo a cui l’attività di bonifica deve giungere, in relazione alla destinazione d’uso cui poi sarà declinato il sito, e poi in quanto grazie a progetti urbanistici ed alle scelte strategiche in detta fase si potrebbe pianificare un’efficace attività di recupero e di ottimizzazione degli spazi urbani che sia in grado di evitare l’utilizzo o, peggio ancora, lo spreco della così preziosa ed in pericolo risorsa suolo.

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