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Autonomia contrattuale e Problem Solving

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2014
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Trento
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il contratto non prevede l’utilizzo di un algoritmo preciso per l’individuazione di una tattica negoziale e che vari a seconda della situazione da gestire giuridicamente. Le situazioni che il giurista deve affrontare non sono quasi mai standard ed ognuna presenta delle peculiarità che la contraddistinguono pur rientrando in uno stesso ambito giuridico. Sebbene le soluzioni che il giurista individua debbano sempre essere vincolate dalla legge, ciò non significa che siano tutte delle soluzioni standard, anzi, spesso è necessario che il giurista adoperi una serie di abilità che trascendono l’ambito giuridico. Il problem solving si pone quindi come una competenza trasversale che il giurista - problem solver deve imparare ad usare e padroneggiare per potere individuare non una soluzione possibile al caso, ma la soluzione migliore per il cliente. Se la tematica del giurista come problem solver ha trovato un ampio spazio nel mondo di common law, non altrettanto può dirsi con riguardo a quello di civil law. Da questa considerazione nasce l’idea di una tesi che abbracci non solo il campo del diritto, ma tocchi anche il settore dell’economia, della statistica e delle scienze cognitive. Si tratta di una tesi di ricerca che si pone come finalità l’individuazione di una struttura per lo sviluppo di competenze nella negoziazione rapide ed efficienti in modo che i giuristi, con una particolare attenzione alla figura del notaio, possano essere in grado di valutare se le proprie alternative siano correttamente orientate al raggiungimento degli obiettivi, e se la loro effettiva attuazione consenta il loro conseguimento con successo. Lo scopo della ricerca è l’individuazione di un metodo di risoluzione dei casi e della soluzione da applicare con il minor margine di errore possibile, grazie all’apporto della statistica. La domanda che si trova alla base della tesi riguarda nello specifico se vi sia un metodo da applicarsi dal giurista per la soluzione non di un unico caso ma di più casi, quasi una sorta di costante di fondo nella ricerca di una soluzione. La tesi si apre con un’analisi dell’autonomia contrattuale vista in chiave economica concentrandosi principalmente sulla negoziazione e sulla presenza o meno di ZOPA (Zone Of Possible Agreement), di BATNA (Best Alternative To a Negotiated Agreement) e di PP (Prezzo di Prenotazione) in ambito notarile. In seguito viene fatta un’analisi della figura del giurista come problem solver e sono esposte le diverse tipologie di sezione ed inquadramento del problema che trovano un utilizzo affinché il giurista possa affrontare il problema nel miglior modo, individuando non solo le parti interessate del caso, ma fornendo una loro precisa analisi. Dopo un’analisi della creatività, non solo in ambito cognitivo, con un breve cenno alla teoria della bisociazione, si procede all’individuazione delle tecniche finalizzate alla generazione della creatività ed alla innovazione giuridica, ponendo attenzione all’importanza che rivestono gli scenari come strumento per testare la propria soluzione prima di una sua effettiva applicazione nella realtà. Il penultimo capitolo affronta l’analisi delle alternative plausibili individuate dal giurista e la loro selezione con l’apporto dell’analisi statistica, soprattutto per quanto riguarda l’ambito del rischio, ed all’individuazione del contributo alla desiderabilità complessiva che riveste un’importanza cruciale per il giurista in quanto proprio su questo baserà la propria scelta della soluzione preferita. L’albero di decisione riveste un’importanza fondamentale, in quanto grazie a questo possono essere individuati, nel momento in cui la soluzione assunta dal notaio sia rischiosa, quali rischi e perdite possano esservi in capo al cliente in caso si debbano intraprendere le vie giudiziali. Nel corso dell’analisi non si è potuto non considerare l’AIR (Analisi di Impatto di Regolamentazione) e gli indici ideati dal legislatore per passare al vaglio una nuova legge con considerazione dell’impatto che essa avrà alla sua entrata in vigore. Si è quindi cercato di vedere se fosse possibile utilizzare questi indici per la ricerca del metodo di problem solving del notaio. L’esito di tale percorso è stato positivo. L’ultimo capitolo rappresenta il clue della tesi, in quanto partendo da tre casi notarili forniti dallo Studio Notai Associati di Trento si è cercato di individuare quale processo sia stato attuato dal notaio nell’indagine delle soluzioni da dare ad ogni singolo caso, con la selezione di quella da attuare e con il perfezionamento di quello esistente grazie all’applicazione della statistica. Il risultato è stato la creazione di un metodo innovativo di soluzione dei casi grazie al contributo di economia, scienze cognitive e, in particolar modo, della statistica e connotato da una maggiore precisione e scientificità.

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