Cassazione civile Sez. III sentenza n. 3544 del 23 febbraio 2004

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di responsabilitÓ civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, nell'ipotesi di coesistenza di pi¨ contratti di assicurazione di un medesimo interesse e contro un medesimo rischio, stipulati presso diversi assicuratori (cosiddette assicurazioni cumulative), qualora non vi sia un accordo interno tra gli assicuratori volto a ripartire per quote la copertura del rischio, in applicazione dell'art. 1916 c.c., l' assicurato, anche se ha giÓ riscosso parte dell'indennizzo spettategli da una assicurazione, pu˛ agire per ottenere il risarcimento totale, senza che il responsabile possa opporgli l'avvenuta riscossione e senza che il giudice possa detrarre dalla somma dovutagli a titolo di risarcimento del danno quanto giÓ percepito da altro assicuratore.

(massima n. 2)

Nei giudizi aventi ad oggetto l'accertamento della responsabilitÓ civile da circolazione dei veicoli a motore soggetti ad assicurazione obbligatoria, all'interno dei quali sussiste litisconsorzio necessario tra il danneggiato, l'assicuratore nei cui confronti questi propone la domanda, e il responsabile del danno (per tale intendendosi il proprietario del veicolo danneggiante), la confessione resa dall'assicurato al danneggiato fa piena prova nei rapporti tra tali parti, ma non pu˛ essere posta a fondamento di una sentenza di condanna dell'assicuratore, nei confronti del quale la confessione Ŕ liberamente apprezzabile dal giudice; tale valore esplica anche la confessione resa in giudizio dal conducente del veicolo, responsabile materiale del danno, ove evocato in giudizio dalla parte.

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