(massima n. 1)
Nel giudizio equitativo sul quantum debeatur nel danno da perdita del rapporto parentale può essere utilizzato un sistema tabellare basato sulla forbice tra un minimo e un massimo (non essendo ancora state integrate le tabelle milanesi), purché sorretto da una adeguata motivazione che dia conto delle circostanze prese in considerazione dal giudice per la quantificazione del danno risarcibile nel caso concreto; altrimenti si traduce nella richiesta di suscitare un apprezzamento alternativo a quello compiuto dalla Corte d'appello ed ad essa insindacabilmente riservato.