Cassazione civile Sez. II sentenza n. 639 del 21 gennaio 2000

(2 massime)

(massima n. 1)

In tema di compravendita, il legittimo esercizio dell'azione di risoluzione per vizi della cosa alienata non presuppone l'esistenza della colpa dell'alienante, giusta disposto dell'art. 1492 c.c., colpa richiesta, per converso, nella diversa ipotesi di risoluzione per difetto delle qualitÓ promesse ex art. 1497 c.c., norma che, a differenza della prima, richiama źle disposizioni generali dell'istituto della risoluzione per inadempimento╗, fondato, come noto, sul principio della colpa dell'inadempiente.

(massima n. 2)

In tema di compravendita, la norma di cui all'art. 1494 c.c. (responsabilitÓ risarcitoria del venditore per vizi della cosa venduta) disciplina, al primo come al secondo comma, un'ipotesi di responsabilitÓ contrattuale del venditore per inosservanza dell'obbligo di diligenza relativo allo stato della merce oggetto del trasferimento, con la conseguenza che l'azione risarcitoria proposta dal compratore ex contractu non pu˛ estendersi anche al produttore, in quanto l'autonomia delle due successive vendite non consente di indirizzare detta azione nei confronti di quest'ultimo.

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