Cassazione civile Sez. III sentenza n. 23618 del 20 dicembre 2004

(1 massima)

(massima n. 1)

Mentre l'impossibilitÓ giuridica dell'utilizzazione del bene per l'uso convenuto o per la sua trasformazione secondo le previste modalitÓ, quando derivi da disposizioni inderogabili giÓ vigenti alla data di conclusione del contratto, rende nullo il contratto stesso per l'impossibilitÓ dell'oggetto, a norma degli artt. 1346 e 1418 c.c., nella diversa situazione in cui la prestazione sia divenuta impossibile per causa non imputabile al debitore ai sensi degli artt. 1256 e 1463 c.c., l'obbligazione si estingue; con la conseguenza che colui che non pu˛ pi¨ rendere la prestazione divenuta, intanto, definitivamente impossibile, non pu˛ chiedere la relativa controprestazione, nÚ pu˛ agire con l'azione di risoluzione allegando l'inadempimento della controparte. (Nella specie, relativa a contratto di fornitura di prodotti per l'industria farmaceutica, la Corte Cass. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la pretesa risarcitoria avanzata da produttrice di ferritina di origine animale nei confronti di azienda farmaceutica che, a seguito della sopravvenuta non commerciabilitÓ del prodotto Ś derivante da provvedimento del Ministro della sanitÓ aveva cessato di richiedere la fornitura).

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