Cassazione civile Sez. II sentenza n. 512 del 18 gennaio 1995

(1 massima)

(massima n. 1)

Nel caso di chiamata per garanzia impropria, come in ogni altro caso nel quale non sia imposta dalla necessitÓ di integrare il contraddittorio, la chiamata in causa del terzo autorizzata dal giudice ai sensi dell'art. 269 c.p.c., a seguito dell'istanza tempestivamente proposta alla prima udienza di effettiva trattazione, resta nella libera disponibilitÓ della parte che la ha richiesta, sulla quale ricade pertanto l'onere di osservare il termine di comparizione per il terzo chiamato. Ne consegue che qualora il giudice abbia concesso per tale chiamata (esplicitamente o attraverso la semplice indicazione dell'udienza di comparizione del terzo) un termine insufficiente a consentire il rispetto dei termini di comparizione, la parte interessata pu˛ chiedere per la rinnovazione dell'atto un termine pi¨ congruo, sempre suscettibile di proroga, ed ove a ci˛ non provveda non pu˛ dolersi, in sede di gravame, della declaratoria di nullitÓ dell'atto di chiamata in causa per inosservanza del termine.

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