Cassazione penale Sez. II sentenza n. 15571 del 4 aprile 2013

(2 massime)

(massima n. 1)

Il reato di maltrattamenti in famiglia assorbe i delitti di percosse e minacce anche gravi, ma non quelli di lesioni, danneggiamento ed estorsione, attesa la diversa obiettivitÓ giuridica dei reati.

(massima n. 2)

Non sussiste, sul piano astratto, alcuna incompatibilitÓ tra il vizio parziale di mente e la circostanza aggravante di cui all'art. 61 n. 1 c.p. in quanto i due particolari motivi (abietti o futili) non costituiscono in sÚ una costante e diretta estrinsecazione della infermitÓ per la quale la capacitÓ di intendere e di volere pu˛ risultare grandemente scemata. (In motivazione, la Corte ha precisato che il giudizio di compatibilitÓ deve essere svolto tramite un apprezzamento della situazione sottoposta in concreto al giudice di merito).

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