Cassazione civile Sez. II sentenza n. 1628 del 23 febbraio 1985

(2 massime)

(massima n. 1)

Il chiamato all'ereditÓ il quale non sia nel possesso dei beni ereditari, qualora abbia iniziato le operazioni d'inventario non precedute dall'accettazione con il beneficio d'inventario a norma dell'art. 487 c.c., pu˛ accettare l'ereditÓ in modo puro e semplice durante lo svolgimento di tali operazioni con la conseguenza che in tale ipotesi non pu˛ trovare applicazione l'ultimo comma di detta disposizione che prevede la perdita del diritto di accettare l'ereditÓ quando questa non sia stata ancora accettata.

(massima n. 2)

La facoltÓ di accettazione tacita dell'ereditÓ a norma dell'art. 476 c.c., spetta anche agli eredi del chiamato all'ereditÓ il quale sia deceduto prima di averla accettata, in quanto, secondo l'art. 479, la delazione resta identica nel passaggio dal chiamato al suo erede, con la conseguenza che quest'ultimo oltre ad accettare l'ereditÓ cosý come poteva accettarla il suo autore, pu˛ compiere, rispetto all'ereditÓ, il cui diritto di accettare gli viene trasmesso, tutti gli atti spettanti al chiamato che prima della sua morte non abbia accettato l'ereditÓ.

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