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Articolo 48 bis Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

(D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602)

[Aggiornato al 29/04/2022]

Disposizioni sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni

Dispositivo dell'art. 48 bis Disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 2, le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a cinquemila euro, verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e segnalano la circostanza all'agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo. La presente disposizione non si applica alle aziende o società per le quali sia stato disposto il sequestro o la confisca ai sensi dell'articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, ovvero della legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero che abbiano ottenuto la dilazione del pagamento ai sensi dell'articolo 19 del presente decreto nonché ai risparmiatori di cui all'articolo 1, comma 494, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, che hanno subito un pregiudizio ingiusto da parte di banche e loro controllate aventi sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16 novembre 2015 e prima del 16 gennaio 2018(1).

2. Con regolamento del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono stabilite le modalità di attuazione delle disposizioni di cui al comma 1.

2-bis. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, l'importo di cui al comma 1 può essere aumentato, in misura comunque non superiore al doppio, ovvero diminuito(2).

Note

(1) Il comma 1 è stato modificato dall'art. 36, comma 2-undecies del D.L. 30 aprile 2019, n. 34.
(2) Il D.L. 19 maggio 2020, n. 34 ha disposto (con l'art. 153, comma 1) che "Nel periodo di sospensione di cui all'articolo 68, commi 1 e 2-bis, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n.27 non si applicano le disposizioni dell'articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. Le verifiche eventualmente già effettuate, anche in data antecedente a tale periodo, ai sensi del comma 1 dello stesso articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, per le quali l'agente della riscossione non ha notificato l'ordine di versamento previsto dall'articolo 72-bis, del medesimo decreto restano prive di qualunque effetto e le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché le società a prevalente partecipazione pubblica, procedono al pagamento a favore del beneficiario".

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Anonimo chiede
giovedģ 13/01/2022 - Puglia
“Il sig. X ottiene sentenza di condanna del Ministero ai sensi della Legge Pinto.
Il sig. X non ricevendo il pagamento si rivolge al TAR ed ottiene a suo favore sentenza di ottemperanza.
Il Ministero sospende il pagamento dell'indennizzo, in data 30.04.2020, poiché superiore a euro 5000,00 (ai sensi dell’art. 48-bis del DPR n. 602/73) ma l'agente della riscossione non notifica entro 60 giorni (art. 3 comma VI D.M. 18 gennaio 2008, n. 40) da calcolarsi dal 30.04.2020, l'atto di pignoramento ai sensi dell'articolo 72-bis del citato DPR n. 602/73.
Il sig. X dopo molto tempo, in data 29.11.2021, deposita reclamo al TAR per obbligare il Ministero a pagare e il Ministero in data 11.10.2021, inspiegabilmente per la seconda volta, informa il ricorrente di aver sospeso il pagamento ai sensi dell'art. 48-bis del DPR n. 602/73.
A seguito di udienza su reclamo (depositato il 29.11.2021) l'avvocatura chiede un rinvio, poi concesso dal TAR, per meglio articolare la vicenda visto la seconda sospensione del pagamento da parte del Ministero.
Domanda: il sig. X, alla luce di quanto precede, può ottenere il pagamento dell’indennizzo visto che l’agente della riscossione non ha notificato l’atto di pignoramento nei termini (entro 60 giorni da calcolarsi dal 30.04.2020)?”
Consulenza legale i 20/01/2022
L’art. 48 bis, D.P.R. n. 602/1973, impone alle Pubbliche Amministrazioni, prima di effettuare a qualunque titolo (compreso il risarcimento del danno da ritardo giudiziario) il pagamento di un importo superiore a cinquemila euro, di verificare se il beneficiario sia inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo.
In caso affermativo, la P.A. sospende il versamento e segnala la circostanza all'agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell'esercizio dell'attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo.

Le disposizione di attuazione di tale norma sono contenute nel D.M. n. 40/2008, che fornisce anche la risposta al presente quesito.
L’articolo 3 del citato Decreto, infatti, stabilisce che “Decorso il termine di cui al comma 4 senza che il competente agente della riscossione abbia notificato, ai sensi dell' articolo 72 bis del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973, l'ordine di versamento di somme per l'importo di cui al comma 3, il soggetto pubblico procede al pagamento delle somme spettanti al beneficiario”.
Ma soprattutto, nel caso specifico rileva l’art. 153, D.L. n. 34/2020, convertito in L. n. 77/2020, aveva disposto la sospensione delle cosiddette “verifiche 48 bis” per il periodo dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2021 a causa dell’emergenza sanitaria, sancendo inoltre l’inefficacia di quelle antecedenti per le quali l'agente della riscossione non avesse ancora notificato l'ordine di versamento previsto dall'articolo 72 bis cit..

Sarebbe dunque opportuno far presente tali profili al Collegio (con memoria o in udienza), sottolineando che la prima sospensione non era giustificata e che il Ministero avrebbe dovuto procedere già allora al pagamento, considerato che si cadeva proprio all’interno del lasso di tempo considerato dal cd. Decreto Rilancio.

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