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Articolo 5 Costituzione

Dispositivo dell'art. 5 Costituzione

La Repubblica (1), una e indivisibile (2), riconosce e promuove le autonomie locali [114 ss.]; attua nei servizi che dipendono dallo Stato [97] il più ampio decentramento amministrativo (3); adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Note

(1) La norma in esame opera un essenziale bilanciamento tra le varie autonomie componenti la Repubblica; con questo termine si è voluto quindi indicare lo Stato-comunità, unico ed indivisibile rispetto agli altri enti, periferici e non, che strutturano il complessivo ordinamento.
(2) L'unità e l'indivisibilità della Repubblica sono due concetti distinti ma entrambi qualificanti lo Stato nel suo complesso. L'unità è l'integrazione (perlomeno normativa) tra i vari livelli di governo; l'indivisibilità è invece il limite assoluto alla separazione del territorio. Dal 2001, con la riforma costituzionale, si sono introdotti diversi livelli di governo del territorio, tra cui spiccano le (inattuate) Città metropolitane (art. 114 Cost. e art. 23 D.Lgs. n. 267 del 2000, cd. Testo unico degli enti locali), in aggiunta a quelli previsti sin dal 1948.
(3) Tra autonomia e decentramento il rapporto va così inquadrato. Il decentramento amministrativo può essere burocratico-funzionale (permanendo le competenze interne allo Stato), ed autarchico (le competenze vengono rivolte all'esterno dello Stato); in questo quadro, gli Enti potranno dotarsi di un proprio indirizzo politico ed amministrativo finalizzato all'interesse pubblico, ossia risultando strumentali rispetto alla comunità.

Spiegazione dell'art. 5 Costituzione

La Carta Costituzionale contiene, all'interno dei primi dodici articoli, i principi fondamentali dell'ordinamento repubblicano.

A differenza di altre Costituzioni straniere, il Costituente ha preferito inserire tali principi direttamente nel testo della Carta fondamentale, senza cioè relegarli in un preambolo separato, al fine di evitare qualsiasi dubbio sull'ampiezza della propria efficacia e sulla immediata applicabilità.

Così facendo, i principi non fungono solamente da criteri guida cui i poteri pubblici devono conformarsi, ma altresì come norme che vincolano l'interprete.

Per quanto concerne il principio autonomista di cui al presente articolo, esso rappresenta una risposta alle tendenze centriste dell'epoca fascista.

Viene qui infatti sancito il pluralismo territoriale, ovvero il riconoscimento di centri di potere autonomi, più vicino al cittadino, in un'ottica di c.d. sussidiarietà verticale.

Così, oltre al principio di unità ed indivisibilità della Repubblica, si afferma il principio di decentramento dei poteri, della promozione e del riconoscimento della autonomie locali.La norma in commento enuclea quattro principi fondamentali:

  • l'unita ed indivisibilità della Repubblica;

  • la promozione ed il riconoscimento della autonomie locali;


  • lo Stato deve adeguare le proprie leggi alle esigenze dell'autonomia e del decentramento, mediante la creazione e la tutela di enti territoriali espressione dello Stato comunità.

Il decentramento e l'autonomia sono infatti complementari tra loro. Lo sviluppo delle autonomie territoriali garantisce anche un importante decentramento di funzioni, mentre il decentramento amministrativo consente di avvicinare i servizi erogati e le funzioni ai destinatari di essi. Nondimeno, lo Stato è comunque da considerarsi l'Ente pubblico sovrano per eccellenza.

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