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Articolo 47 Costituzione

Dispositivo dell'art. 47 Costituzione

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito (1).
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice (2) e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese (3).

Note

(1) L'ultima parte del primo comma evidenzia la volontà che vengano adottate leggi ordinarie valevoli per tutti coloro che operano nel settore al fine di garantire uniformità all'interno di esso ed evitare che si realizzino diseguaglianze che ricadrebbero sui risparmiatori. Tra le autorità preposte al coordinamento ed al controllo vi sono: il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio (CICR); il Ministero dell'economia e delle finanze e la Banca d'Italia. In realtà, il ruolo di quest'ultima ha subito un ridimensionamento a seguito della creazione dell'unione economica monetaria e della correlata introduzione della moneta unica e deve essere letto entro il quadro comunitario. Così, oltre alle tradizionali funzioni (quali la vigilanza sulle banche nazionali, sui mercati e sul sistema dei pagamenti) essa, ad esempio, emette banconote su autorizzazione della BCE, al cui consiglio direttivo partecipa.
(2) Il riconoscimento del diritto ad un tenore di vita adeguato a garantire un'abitazione trova il suo fondamento nell'art. 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. A sostegno del diritto alla proprietà dell'abitazione si sono susseguite nel tempo una serie di misure di agevolazione (mutui agevolati, sgravi fiscali ecc.) soprattutto rispetto all'acquisto della prima casa. Di recente, tuttavia, anche le abitazioni sono state oggetto di gravose imposizioni fiscali. Anche a sostegno della proprietà diretta coltivatrice sono state introdotte misure volte a favorire la figura del coltivatore.
(3) A presidio di questi investimenti l'ordinamento ha introdotto la CONSOB, istituto preposto alla vigilanza delle condotte tenute dalle società quotate e dalle società di intermediazione finanziaria allo scopo di tutelare gli investitori. La sua introduzione, tuttavia, non ha incentivato un tipo di investimenti già scarsi proprio a causa della diffidenza dei piccoli risparmiatori ad impiegare denaro in attività potenzialmente molto redditizie ma anche molto pericolose.

Ratio Legis

Lo scopo del legislatore era quello di proteggere il risparmio come espressione di quanto accantonato dal lavoratore con il proprio lavoro e di quanto guadagnato dall'imprenditore. In sostanza, mediante questa tutela si permette a questi soggetti di risparmiare perchè non si impone loro di spendere queste somme.

Relazione al Progetto della Costituzione

(Relazione del Presidente della Commissione per la Costituzione Meuccio Ruini che accompagna il Progetto di Costituzione della Repubblica italiana, 1947)

47 L'impresa e la proprietà terriera richieggono un complesso di provvedimenti che vanno dai vincoli, come quelli già esistenti di bonifica, e dalla lotta contro le proprietà troppo estese e latifondistiche, suscettive di miglior coltivazione, all'aiuto ai piccoli o medi proprietari ed all'elevazione dei lavoratori.
Tre brevi disposizioni chiudono la parte dei diritti economici. Affermato il diritto dei lavoratori di partecipare alla gestione delle imprese, si rinvia pei modi e pei limiti ad una legge regolatrice. Nel breve cenno alla cooperazione, che deve essere uno dei maggiori caposaldi di una democrazia economica, vi è già l'avviamento alla disciplina legislativa che è necessaria per stabilire la figura e le caratteristiche della società cooperativa e la sorveglianza che gli stessi cooperatori invocano per colpire gli abusi della falsa cooperazione. L'altro accenno alla tutela del risparmio ed alla vigilanza sul credito contiene — né più si poteva fare nella costituzione — un'indicazione al coordinamento di norme ed istituti, che manca oggi in Italia.

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