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Articolo 682 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Ingresso arbitrario in luoghi, ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato

Dispositivo dell'art. 682 Codice penale

Chiunque (1) si introduce in luoghi, nei quali l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato [260] (2), con l'arresto da tre mesi a un anno, ovvero con l'ammenda da cinquantuno euro a trecentonove euro.

Le disposizioni del presente articolo si applicano, altresì, agli immobili adibiti a sedi di ufficio, di reparto o a deposito di materiali dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, il cui accesso è vietato per ragioni di sicurezza pubblica (3).

Note

(1) Si tratta di un reato comune, ovvero può essere commesso da un soggetto qualsiasi. Tuttavia, se si tratta di un militare viene ad applicarsi l'art. 90 del codice penale militare di pace.
(2) La condotta non deve essere posta in essere in modo clandestino o fraudolento, diversamente troverebbe applicazione l'art. 260.
(3) Tale comma è stato aggiunto dall’art. 7, comma 4, del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla l. 15 ottobre 2013, n. 119.

Ratio Legis

La ratio di tale norma è ravvisabile nell'interesse pubblico alla preservazione dei luoghi di interesse militare, a prescindere dalla loro destinazione.

Spiegazione dell'art. 682 Codice penale

Nonostante la dicitura della norma, va escluso che il bene giuridico tutelato sia esclusivamente il segreto militare. La sanzione penale è invece correlata ad un ingresso in luogo vietato ed è prevista per il solo fatto che un divieto sia stato legittimamente imposto, a prescindere dalle ragioni che in concreto hanno determinato la limitazione all'accesso in zona militare.

Il secondo comma estende la punibilità anche all'introduzione in luoghi destinati all'Amministrazione della pubblica sicurezza.

Trattasi di reato di pericolo presunto, in cui il giudice non è tenuto a valutare l'effettiva violazione di un interesse militare.


Massime relative all'art. 682 Codice penale

Cass. pen. n. 9618/2004

Qualora, per ragioni essenzialmente di salvaguardia della pubblica incolumità, sia stato imposto il divieto di accesso ad un'area adiacente ad un poligono di tiro, in quanto possibile zona di ricaduta di ordigni inesplosi, l'inosservanza di detto divieto, non essendo questo finalizzato alla tutela di un «interesse militare dello Stato» e non avendo, inoltre, ad oggetto, un vero e proprio «luogo militare» quale definito (con validità da ritenersi estesa anche alla legge penale comune) dall'art. 230 c.p. mil. pace, non può costituire condotta idonea a rendere configurabile il reato di cui all'art. 682 c.p.

Cass. pen. n. 2350/1997

Deve escludersi che l'art. 682 c.p. — il quale punisce l'ingresso arbitrario in luoghi ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato — sia posto esclusivamente a tutela preventiva del segreto militare: infatti la norma fa riferimento generico all'«interesse militare dello Stato», per cui la valutazione delle esigenze da tutelare è rimessa all'autorità che istituisce il divieto. La sanzione penale è, pertanto, correlata ad un ingresso in luogo vietato ed è prevista per il solo fatto che un divieto sia stato legittimamente imposto, indipendentemente dalle ragioni che in concreto hanno determinato la limitazione dell'accesso nella zona militare.

Cass. pen. n. 958/1996

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 682 c.p. — ingresso arbitrario in luoghi ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato — assume decisiva rilevanza la legittimità del provvedimento impositivo del divieto di accesso, come si evince dal riferimento testuale all'esistenza del «divieto» di accesso in determinati luoghi nell'interesse militare dello Stato ed alla «arbitrarietà» della introduzione in essi.

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