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Articolo 522 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Ratto a fine di matrimonio

[ABROGATO]

Dispositivo dell'art. 522 Codice penale

Articolo abrogato dalla L. 15 febbraio 1996, n. 66.

[Chiunque, con violenza, minaccia o inganno, sottrae o ritiene, per fine di matrimonio, una donna non coniugata, è punito con la reclusione da uno a tre anni. Se il fatto è commesso in danno di una persona dell'uno o dell'altro sesso, non coniugata, maggiore degli anni quattordici e minore degli anni diciotto, la pena è della reclusione da due a cinque anni.]

Massime relative all'art. 522 Codice penale

Cass. pen. n. 924/1997

I delitti di ratto a scopo di libidine o a scopo di matrimonio — previsti dagli artt. 523 e 522 c.p. ed abrogati per effetto della legge 15 febbraio 1996, n. 66 — pur avendo in comune con quello di sequestro di persona la privazione della libertà personale del soggetto passivo, si differenziavano da quest'ultima per la qualificazione del fine, essendo i suddetti reati di ratto caratterizzati, o dal fine di soddisfare la propria libidine, o da quello di indurre al matrimonio la parte offesa, mentre lo schema legale del sequestro di persona si completa con la semplice privazione della libertà personale del soggetto passivo, senza una particolare qualificazione del fine del soggetto attivo. Ne deriva che, venute meno le fattispecie di ratto a fine di libidine o di matrimonio, a seguito della nuova disciplina in materia di violenza sessuale introdotta con la suindicata legge n. 66 del 1996, non per questo devono andare esenti da sanzione quei comportamenti in cui siano ravvisabili violazioni di altre norme giuridiche tuttora vigenti; con conseguente configurabilità del delitto di sequestro di persona allorquando il soggetto attivo, per fine di libidine o per indurre al matrimonio la parte offesa, privi quest'ultima della libertà personale.

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Testi per approfondire questo articolo

  • Atti del Convegno. Ultimo tango a Parigi quarant'anni dopo. Osceno e comune sentimento del pudore, tra arte cinematografica, diritto e processo penale

    Editore: Aracne
    Pagine: 208
    Data di pubblicazione: dicembre 2013
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    "Ultimo tango a Parigi" è stato protagonista di una vicenda giudiziaria intricata e discussa, che ha reso pienamente meritata al film di Bernardo Bertolucci la fama di leading case nei rapporti tra arte cinematografica e diritto, tanto per ciò che attiene alla scure della censura amministrativa, abbattutasi su molti "film simbolo" di quegli anni, quanto in riferimento alla possibile rilevanza penale di opere cinematografiche ritenute oscene. Il 13 marzo 2012, a quarant'anni... (continua)