Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 738 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 30/10/2020]

Esecuzione conseguente al riconoscimento

Dispositivo dell'art. 738 Codice di procedura penale

1. Nei casi di riconoscimento ai fini dell'esecuzione della sentenza straniera, le pene e la confisca conseguenti al riconoscimento sono eseguite secondo la legge italiana. La pena espiata nello stato di condanna è computata ai fini dell'esecuzione(1).

2. All'esecuzione provvede di ufficio il procuratore generale presso la corte di appello che ha deliberato il riconoscimento. Tale corte è equiparata, a ogni effetto, al giudice che ha pronunciato sentenza di condanna in un procedimento penale ordinario.

Note

(1) Parimenti dovrà detrarsi dalla pena il periodo relativo alla liberazione anticipata eventualmente concesso dall'autorità straniera.

Ratio Legis

La norma ribadisce il principio, tendenzialmente accolto anche in sede pattizia, secondo cui l'esecuzione della sentenza straniera avviene secondo la legge interna dello Stato ricevente.

Spiegazione dell'art. 738 Codice di procedura penale

La norma in commento, analogamente a quanto previsto nella maggior parte degli accordi pattizi internazionali, stabilisce il principio secondo cui l'esecuzione delle sentenze straniere avviene secondo la legge interna dello Stato ricevente.

A tal fine, l'organo che si occupa dell'esecuzione sarà il procuratore generale presso la corte d'appello cha ha deliberato il riconoscimento. Per quanto riguarda la normativa applicabile, essa sarà, oltre al Libro X, con esclusione del Titolo I, anche le norme sull'ordinamento penitenziario.

Proseguendo con l'analisi, scontata appare la disposizione che prevede che la pena espiata nello stato di condanna deve essere computata ai fini dell'esecuzione, così come, alla stessa stregua, dovrà detrarsi dalla pena il periodo relativo alla liberazione anticipata eventualmente concessa dall'autorità straniera. Questo perché il principio, secondo cui la conversione della pena (art. 735) non può determinare una misura della stessa maggiore di quanto disposto con la sentenza di condanna straniera, trova applicazione anche in fase esecutiva.

Massime relative all'art. 738 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 42420/2007

Il condono della pena concesso con il provvedimento di indulto, di cui alla L. 241 del 2006, non è applicabile alle condanne irrogate dal giudice straniero e che sono in esecuzione in Italia, a ciò ostando le previsioni della Convenzione di Strasburgo del 1983 sul trasferimento delle persone condannate.

Cass. pen. n. 11425/2004

In tema di esecuzione in Italia di sentenza straniera, il principio stabilito dall'art. 738 c.p.p., per cui l'esecuzione della pena è soggetta alla legge italiana, trova un limite nel divieto di aggravamento della pena inflitta nell'ordinamento straniero, prescritto dall'art. 735, comma terzo c.p.p. e dall'art. 10 della Convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate del 21 marzo 1983, ratificata con legge 27 luglio 1988, n. 334, di guisa che, al fine di stabilire l'esatta posizione giuridica esecutiva del condannato e i benefici già maturati secondo l'ordinamento straniero, occorre far riferimento al momento del trasferimento in Italia per l'espiazione della pena. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la decisione con la quale la Corte di appello aveva respinto in virtú dell'art. 738 c.p.p. l'istanza del condannato trasferito in Italia per l'espiazione della pena in applicazione della Convenzione di Strasburgo, con la quale intendeva far dichiarare il beneficio della riduzione della pena acquisito durante l'esecuzione all'estero).

Cass. pen. n. 2601/1999

In caso di continuazione in Italia dell'esecuzione di sentenza straniera riconosciuta, il divieto, ai sensi dell'art. 10 della Convenzione di Strasburgo 21 marzo 1983 (resa esecutiva in Italia con legge 25 luglio 1988 n. 334), di aggravare il trattamento sanzionatorio stabilito dalla sentenza straniera, non implica che debba anche trovare applicazione la più favorevole disciplina prevista in materia di misure premiali dall'ordinamento straniero; e ciò avuto anche riguardo al disposto dell'art. 738 c.p.p. secondo cui, in caso di riconoscimento di sentenza straniera ai fini dell'esecuzione, la relativa pena è eseguita «secondo la legge italiana». (Nella specie, in applicazione di tali principi, è stato rigettato il ricorso del condannato il quale lamentava che, in luogo della liberazione anticipata nella misura prevista dall'art. 54 dell'ordinamento penitenziario, non gli fosse stata concessa la riduzione della metà della pena espiata in concreto, come previsto dalla legislazione britannica).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.