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Articolo 391 quinquies Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Potere di segretazione del pubblico ministero

Dispositivo dell'art. 391 quinquies Codice di procedura penale

(1) 1. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all'attività di indagine, il pubblico ministero può, con decreto motivato, vietare alle persone sentite di comunicare i fatti e le circostanze oggetto dell'indagine di cui hanno conoscenza. Il divieto non può avere una durata superiore a due mesi.

2. Il pubblico ministero, nel comunicare il divieto di cui al comma 1 alle persone che hanno rilasciato le dichiarazioni, le avverte delle responsabilità penali conseguenti all'indebita rivelazione delle notizie.

Note

(1) Tale articolo, come l'intero Titolo all'interno del quale è inserito, è stato aggiunto dall'art. 11, della l. 7 dicembre 2000, n. 397.

Ratio Legis

Tale disposizione è stata inserita nel codice penale al fine di fornire una più ampia tutela i poteri e doveri del difensore.

Spiegazione dell'art. 391 quinquies Codice di procedura penale

Al fine di tutelare il buon andamento delle indagini, il pubblico ministero può intimare alle parti sentite di non comunicare a nessuno i fatti e le circostanze di cui è venuto a conoscenza, sia per conto proprio, nel momento in cui ha assistito o ha avuto percezione dei fatti oggetto di indagine, sia di quanto il pubblico ministero può aver avuto necessità di rivelare al fine di approfondire l'audizione del soggetto.

Appare infatti chiaro che in molte ipotesi il segreto investigativo sia di fondamentale importanza, soprattutto per rintracciare i colpevoli o i concorrenti nel reato.
Ad ogni modo, il divieto di comunicazione non può avere una durata superiore ai due mesi.

Il pubblico ministero deve comunque avvertire il soggetto delle responsabilità penali conseguenti alla indebita rivelazione delle notizie, nello specifico la configurabilità dell'art. 379 bis c.p..

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