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Articolo 35 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

IncompatibilitÓ per ragioni di parentela, affinitÓ o coniugio

Dispositivo dell'art. 35 Codice di procedura penale

1. Nello stesso procedimento non possono esercitare funzioni, anche separate o diverse, giudici che sono tra loro coniugi, parenti o affini fino al secondo grado.

Massime relative all'art. 35 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 4178/1995

Posto che l'incompatibilitÓ prevista dall'art. 35 c.p.p. ricorre solo nel caso che magistrati legati fra loro da rapporto di coniugio, parentela od affinitÓ fino al secondo grado esercitino le loro funzioni nello stesso procedimento, non pu˛ dirsi sussistente detta ultima condizione quando, avendo un tribunale di sorveglianza prima concesso e poi revocato una misura alternativa alla detenzione (nella specie, affidamento in prova), uno dei magistrati abbia fatto parte del collegio che aveva adottato il primo provvedimento e l'altro del collegio che ha poi adottato il secondo.

Cass. pen. n. 7988/1993

La nullitÓ di cui all'art. 178, lettera a) c.p.p. Ŕ prevista in relazione al difetto di capacitÓ del giudice, inteso come mancanza dei requisiti occorrenti per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali, e non anche in relazione al difetto delle condizioni specifiche per l'esercizio di tali funzioni in un determinato procedimento. Pertanto le cause di incompatibilitÓ non determinano la nullitÓ del provvedimento adottato dal giudice incompatibile, ma costituiscono soltanto motivi di ricusazione da far valere con la specifica procedura.

Cass. pen. n. 1407/1992

La nullitÓ di cui all'art. 178, lettera a) c.p.p. Ŕ prevista in relazione al difetto di capacitÓ del giudice, inteso come mancanza dei requisiti occorrenti per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali e non anche in relazione al difetto delle condizioni specifiche per l'esercizio di tali funzioni in un determinato procedimento. Non pu˛ dar luogo, quindi, alla anzidetta nullitÓ la esistenza di una causa di incompatibilitÓ, non incidendo questa sulla capacitÓ di giudicare, in generale, ma costituendo soltanto motivo di eventuale ricusazione.

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