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Articolo 550 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 30/06/2020]

Pluralità di pignoramenti

Dispositivo dell'art. 550 Codice di procedura civile

Il terzo deve indicare i pignoramenti che sono stati eseguiti presso di lui (1).

Se altri pignoramenti sono eseguiti dopo che il terzo abbia fatto la sua dichiarazione, egli può limitarsi a richiamare la dichiarazione precedente e i pignoramenti ai quali si riferiva (2).

Si applicano le disposizioni dell'articolo 524 secondo e terzo comma (3).

Note

(1) In caso di omessa indicazione si avrà come conseguenza la sola responsabilità del terzo per i danni che i creditori pignoranti hanno sofferto per non essere stati chiamati nella procedura esecutiva e non la più grave conseguenza della nullità della assegnazione o della vendita.
(2) Pertanto, la norma indica l'obbligo per il terzo di denunciare espressamente i soli pignoramenti successivi, essendo sufficiente, per quelli eseguiti anteriormente ed indicati nella dichiarazione, il richiamo di quest'ultima.
(3) Ovvero, risulta necessario distinguere a seconda che il pignoramento successivo sia stato eseguito prima o dopo l'udienza fissata per la vendita e l'assegnazione.
Nella prima ipotesi, il cancelliere inserisce l'atto di pignoramento nel fascicolo dell'esecuzione, dandone avviso al creditore istante, e l'esecuzione si svolge in un unico processo; diversamente, nella seconda ipotesi il pignoramento successivo produce gli effetti di un intervento tardivo.

Ratio Legis

L'articolo in esame svolge una funzione di tutela nel caso in cui sugli stessi beni (crediti o cose) del debitore esecutato siano stati eseguiti più pignoramenti. Infatti, la norma impone l'intervento di tutti i creditori pignoranti nella procedura espropriativa, i quali potranno soddisfare le proprie ragioni, nel rispetto della par condicio e salvi eventuali diritti di prelazione, partecipando con il creditore istante, fino a concorrenza dei rispettivi crediti, alla distribuzione della somma ricavata. Diversamente, gli stessi creditori potranno contestare la dichiarazione resa dal terzo, provocando il giudizio di accertamento di cui all'art. 548 del c.p.c., anche nel caso in cui non siano muniti di titolo esecutivo.

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