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Articolo 716 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Capacità processuale dell'interdicendo e dell'inabilitando

Dispositivo dell'art. 716 Codice di procedura civile

L'interdicendo o l'inabilitando possono stare in giudizio e compiere da soli tutti gli atti del procedimento, comprese le impugnazioni (1), anche quando è stato nominato il tutore o il curatore provvisorio previsto negli articoli 419 e 420 del c.c. (2) (3).

Note

(1) Si precisa che l'attribuzione della capacità processuale all'interdicendo o all'inabilitando anche in caso di nomina del tutore o curatore provvisorio, rappresenta una disposizione eccezionale che, come tale, non contrasta con il generale principio di cui all'art. 75. La sua ratio si riscontra infatti nella necessità di consentire al soggetto nei cui confronti è promossa l'azione di interdizione o di inabilitazione, di difendere personalmente il proprio diritto alla conservazione della capacità di agire, in contraddittorio con la parte ricorrente.
(2) Si precisa che l'art. 420 c.c. è stato abrogato dalla l. 13-5-1978, n. 180 (Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori).
(3) Le attività processuali compiute dall'interdicendo o inabilitando e dal tutore o curatore sono del tutto autonome tra loro e la loro eventuale conflittualità non incide sulla sentenza. Inoltre, data la capacità processuale dell'interdicendo e dell'inabilitando, tutore e curatore provvisorio non assumono la veste di parte necessaria del processo. Pertanto, la mancata notificazione dell'impugnazione ai suddetti tutore e curatore provvisorio, non incide sull'ammissibilità dell'impugnazione stessa.

Ratio Legis

La eccezionale attribuzione della capacità processuale al soggetto sottoposto al procedimento deriva dal particolare oggetto del giudizio che, come in precedenza accennato, consiste nella attribuzione di uno status. Il legislatore ha voluto attribuire all'interdicendo o inabilitando la possibilità di perorare di persona il suo interesse alla affermazione della propria capacità di agire. Dalla particolare previsione legislativa taluni hanno desunto la natura contenziosa del procedimento. La Cassazione ha, peraltro, sostenuto che i poteri di legale rappresentanza dell'interdicendo prima della nomina di un tutore appartengono esclusivamente al tutore provvisorio; l'interdicendo, però, non perde la capacità di agire fino alla pubblicazione della sentenza di interdizione.

Massime relative all'art. 716 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 1643/1967

Parte del giudizio di interdizione e soltanto l'interdicendo. Nei suoi confronti vanno proposte domande ed impugnazioni e ogni atto compiuto nei confronti del curatore, qualora l'interdicendo sia già inabilitato, non produce alcun effetto nei rapporti con l'interdicendo.

Cass. civ. n. 636/1965

Poiché, ai sensi dell'art. 716 c.p.c. — il quale dispone che l'interdicendo o l'inabilitando possono stare in giudizio e compiere da soli tutti gli atti del procedimento, comprese le impugnazioni, anche quando è stato nominato il tutore o il curatore provvisorio previsto dagli artt. 419 e 420 c.p.c. — l'interdicendo o l'inabilitando conservano il libero esercizio dei propri diritti processuali, il tutore o il curatore provvisorio non assumono, limitatamente all'ambito del giudizio di interdizione o di inabilitazione, né la veste di parti necessarie in proprio del giudizio, né quella di rappresentanti processuali dell'interdicendo o dell'inabilitando. Da ciò deriva che la notifica al tutore provvisorio o al curatore provvisorio dell'atto di impugnazione, ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 719 c.p.c., avverso la sentenza che ha provveduto sulla interdizione o sulla inabilitazione, non è conseguente ad una ipotesi di litisconsorzio necessario, ma ha la finalità di una mera denuntiatio litis sicché la mancanza di detta notifica non importa la nullità del procedimento.

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