Brocardi.it, il sito dedicato al latino dei giuristi... e molto altro CHI SIAMO   PRIVACY

Articolo 396

Codice di Procedura Civile

Revocazione delle sentenze per le quali è scaduto il termine per l'appello

Dispositivo dell'art. 396 Codice di Procedura Civile

Le sentenze per le quali è scaduto il termine per l'appello possono essere impugnate per revocazione nei casi dei nn. 1, 2, 3 e 6 dell'articolo precedente, purché la scoperta del dolo o della falsità o il recupero dei documenti o la pronuncia della sentenza di cui al n. 6 siano avvenuti dopo la scadenza del termine suddetto (1).
Se i fatti menzionati nel comma precedente avvengono durante il corso del termine per l'appello, il termine stesso è prorogato dal giorno dell'avvenimento in modo da raggiungere i trenta giorni da esso.

Note

(1) Qualora non sia ancora decorso il termine per proporre appello, la sentenza di primo grado dovrà essere impugnata con il normale mezzo di gravame. In tal caso, infatti, i motivi di revocazione si convertono in motivi di appello, essendo quest'ultimo un rimedio impugnatorio a carattere generale.

Hai un dubbio su questo articolo?
Risolvi il tuo problema!

Scrivi alla nostra redazione giuridica!

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica. Non promettiamo di poter rispondere a tutti. Il servizio offerto è del tutto gratuito e senza alcun scopo di lucro. Chi avesse urgenza di ricevere risposta dovrà specificare che desidera il servizio a pagamento (per tutti i quesiti il costo è di 24,51 € + IVA per un totale di 29,90 €).
(leggi l'informativa)

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 396 del c.p.c.che hanno ricevuto risposta dalla redazione di Brocardi.it

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it. Trattasi di quesiti per cui è stato richiesto il servizio di risposta a pagamento o che presentano particolare interesse giuridico in ragione del quale la redazione ha ritenuto di rispondere gratuitamente.

Quesito n. 12582/2015 lunedì 9 marzo 2015

Antonio C. chiede

Ho chiesto la revocazione della sentenza di primo grado per DOLO ai sensi dell'art. 395 del c.p.c. in quanto il c.t.u. non ha mai eseguito i sopralluoghi perché minacciato dal detentore del fondo rustico sul quale ha impiantato a sue spese un frutteto previa preparazione del terreno e costruito un fabbricato civile di 20 vani; sopralluoghi non eseguiti dal c.t.u. perché autorizzato da un primo giudice riguardante il calcolo dei miglioramenti e le addizioni e da un secondo giudice succeduto al primo, per la valutazione del nuovo fabbricato facendo basare la valutazione secondo i grafici progettuali prelevati sul comune. Valutazioene estremamente dolorosa nei riguardi del detentore degli immobili La controparte intende porre in atto la sentenza esecutiva emessa nel mese di luglio 2013, notificata a dicembre del 2013.In sede di accesso per l'esecutività della sentenza da parte dell'Ufficiale giudiziario, mi opporrò all'esecuzion esibendo la citazione per revocatoria della stessa la cui udienza è stata fissata per il 3 giugno 2015, ma oltre a tanto cosa posso fare?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 12582/2015 [risposta a pagamento]

Nel caso di specie, in cui si lamenta l'incompletezza della perizia elaborata dal consulente tecnico d'ufficio - che è stato autorizzato dal giudice a poter effettuare le sua valutazioni sulla base della documentazione depositata in comune (senza eseguire sopralluoghi) - una revocazione per dolo sembra essere un rimedio non appropriato.
Se l'accusa è quella di dolo della controparte (art. 395, n. 1, c.p.c.), risulta necessario provare in maniera inequivocabile che la parte abbia tenuto una condotta processuale finalizzata all'inganno del giudice, mediante un raggiro (non una semplice omissione di fatti o un comportamento che rientra nel normale diritto di difesa) che abbia avuto lo scopo e l'effetto di incidere sulla sentenza. Si veda ad esempio Cass. civ., sez. I, 10.4.2012, n. 5648: "Il dolo processuale di una delle parti in danno dell'altra in tanto può costituire motivo di revocazione della sentenza, ai sensi dell'art. 395, n. l, c.p.c., in quanto consista in un'attività deliberatamente fraudolenta, concretantesi in artifici o raggiri tali da paralizzare o sviare la difesa avversaria ed impedire al giudice l'accertamento della verità, facendo apparire una situazione diversa da quella reale. Di conseguenza, non sono idonei a realizzare la fattispecie descritta la semplice allegazione di fatti non veritieri favorevoli alla propria tesi, il silenzio su fatti decisivi della controversia o la mancata produzione di documenti, che possono configurare comportamenti censurabili sotto il diverso profilo della lealtà e correttezza processuale, ma non pregiudicano il diritto di difesa della controparte, la quale resta pienamente libera di avvalersi dei mezzi offerti dall'ordinamento al fine di pervenire
all'accertamento della verità
".

Il rimedio processuale più adatto alla contestazione di una c.t.u. sarebbe stato l'appello contro la sentenza di primo grado: con l'appello, si sarebbe dovuta chiedere una nuova consulenza tecnica, essendo stata la prima incompleta e asseritamente falsata dal comportamento fraudolento di una delle parti, e si sarebbe così ottenuta una nuova quantificazione del valore dei beni. Tuttavia, il termine per proporre l'appello è oggi spirato.

Peraltro, come evidenziato nel quesito n. 12485, l'atto di citazione per revocazione di sentenza di primo grado ai sensi dell'art. 395 n. 1 è stato proposto prima che la sentenza di primo grado fosse passata in giudicato: quindi, a rigore, la revocazione dovrebbe essere dichiarata inammissibile, in quanto pendeva ancora il termine per proporre appello. Dice l'art. 396 del c.p.c. che se la scoperta del dolo avviene durante la decorrenza del termine per l'appello, il termine stesso è prorogato di trenta giorni, per consentire di proporlo comunque: lo scopo è proprio quello di far valere il dolo nel giudizio di appello, che "assorbe" la revocazione.

Considerando, quindi, che - salvo esistano prove inconfutabili a sostegno della revocazione proposta per dolo e sempre che l'azione non venga considerata inammissibile - la revocazione non ha ampie probabilità di successo, dal punto di vista processuale non vi sono molte altre soluzioni da proporre.

La sentenza di primo grado è passata in giudicato, pertanto costituisce titolo esecutivo ad efficacia piena.
Pendente il giudizio di revocazione, la sospensione della sentenza può aversi solo ai sensi dell'art. 373 del c.p.c. (richiamato dall'art. 401), cioè su istanza di parte inserita nell'atto di citazione e qualora dall'esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, inteso in senso molto stringente: è tale solo il danno che consiste in un pregiudizio irreversibile contro la parte soccombente (es. distruzione totale di una cosa) e viene escluso generalmente nel caso in cui si tratti del mero pagamento di una somma di denaro (salvo il caso in cui si provi che l’entità assai elevata della somma da versare comporti il rischio della impossibilità di recupero).

Poiché la sentenza ha visto la reciproca soccombenza delle parti rispetto alle domande proposte, è consigliabile intavolare una trattativa al fine di evitare inutili e costose esecuzioni forzate reciproche, cercando di raggiungere un accordo sul pagamento delle somme vicendevolmente dovute, magari concordando di attendere l'esito della prima udienza del giudizio di revocazione prima di intraprendere qualsiasi iniziativa.

Testi per approfondire questo articolo

  • Commentario del codice di procedura civile
    Articoli 323-394

    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 130,00 -10% 117,00 €

    Il volume è un commentario articolo per articolo o per gruppi di articoli alle norme del codice, alle principali leggi collegate e alla normativa speciale. Il testo di ogni articolo è scomposto in "frammenti" numerati e ad ogni numero corrisponde un paragrafo del commento in cui gli autori analizzano la norma nel dettaglio. Questa impostazione consente una lettura veloce, per individuare rapidamente le informazioni necessarie per affrontare un caso concreto, ma non preclude... (continua)

  • Codice delle impugnazioni civili. Annotato con dottrina, giurisprudenza e formule

    Editore: neldiritto.it
    Collana: I codici del professionista
    Data di pubblicazione: marzo 2011
    Prezzo: 120,00 -10% 108,00 €

    Il "Codice delle impugnazioni civili" nasce dall'idea di mettere a disposizione degli operatori del diritto (avvocati e magistrati) uno strumento per orientarsi nel modo migliore all'interno della complessa materia dei rimedi esperibili avverso le sentenze del giudice civile. Una simile guida si rivela utile nell'attuale quadro normativo, segnato da due recenti, importanti provvedimenti di riforma: il d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, che ha rinnovato funditus il giudizio di cassazione, e la... (continua)

  • Codice delle impugnazioni civili: Impugnazioni in generale, regolamento di competenza, appello-Ricorso per cassazione, revocazione, opposizione di terzo

    Editore: neldiritto.it
    Collana: I codici del professionista
    Data di pubblicazione: aprile 2013
    Prezzo: 120,00 -10% 108,00 €

    Giunto alla seconda edizione, il "Codice delle impugnazioni civili" si propone l'obiettivo di fornire agli operatori del diritto (avvocati e magistrati) uno strumento per orientarsi nel modo migliore all'interno della complessa e delicata materia dei rimedi esperibili avverso le sentenze del giudice civile. Una simile guida si rivela particolarmente utile nell'attuale quadro normativo, segnato da alcuni importanti provvedimenti di riforma. Tra i più recenti, si segnala il d.l. 22... (continua)