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Articolo 255

Codice di Procedura Civile

Mancata comparizione dei testimoni

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Dispositivo dell'art. 255 Codice di Procedura Civile

Se il testimone regolarmente intimato [104 disp. att.] non si presenta (1), il giudice istruttore può ordinare una nuova intimazione oppure disporne l'accompagnamento all'udienza stessa o ad altra successiva (2). Con la medesima ordinanza lo condanna a una pena pecuniaria non inferiore a 100 euro e non superiore a 1.000 euro (3). In caso di ulteriore mancata comparizione senza giustificato motivo, il giudice dispone l'accompagnamento del testimone all'udienza stessa o ad altra successiva e lo condanna a una pena pecuniaria non inferiore a 200 euro e non superiore a 1.000 euro (4).
Se il testimone si trova nell'impossibilità di presentarsi o ne è esentato dalla legge o dalle convenzioni internazionali [105 disp. att.], il giudice si reca nella sua abitazione o nel suo ufficio; e, se questi sono situati fuori della circoscrizione del tribunale, delega all'esame il giudice istruttore (5) del luogo [203 c.p.c.].

Note

(1) Il testimone cui non sia stata notificata ritualmente e tempestivamente l'intimazione, non è obbligato a comparire.

(2) Il giudice ha facoltà di scegliere a sua discrezione il più opportuno provvedimento da adottare, sempre che sia stata ritenuta ingiustificata la mancata comparizione del teste: diversamente, il giudice dovrà limitarsi a rinviare ad altra udienza l'assunzione della prova.

(3) Si tratta di una ordinanza di cui all'art. 179 (Ordinanze di condanna a pene pecuniarie), che va notificata, a cura del cancelliere, all'interessato: questi, entro il termine perentorio di tre giorni, può proporre reclamo allo stesso giudice istruttore che l'ha pronunciata, che provvede con ordinanza non impugnabile. Quando l'ordinanza di condanna alla pena pecuniaria divenuta definitiva, per omessa o intempestiva proposizione del reclamo, essa costituisce titolo esecutivo.

(4) Comma così sostituito dalla l. 28 dicembre 2005, n. 263. L'ultimo periodo del comma è stato aggiunto dalla l. 18 giugno 2009. n. 69.

(5) Ai sensi dell'art. 65, d.lgs. 19 febbraio 1998, n. 51, l'originaria parola "pretore" è stata sostituita da "giudice istruttore".


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Quesiti degli utenti
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Quesito n. 10836/2014 lunedì 21 luglio 2014

fabio c. chiede

Buonasera,
in una denuncia per ingiurie e minacce (io sono la parte offesa) da parte dell ex della mia fidanzata per cui si terrà udienza presso il giudice di pace è stata citata a comparire come testimone anche lei. Ora, io non l ho citata tra i testimoni e i testimoni che ho citato non sono stati chiamati e deporre e non stati presi in considerazione. Lei ha già vinto un provvedimento penale per stalking e percosse. non ha ancora deciso se fare un processo civile per lo stress immenso che proverebbe nel sostenerlo e che subirebbe dal rivederlo. É possibile fare qualcosa? Chiedere al giudice o al pm di non farli incontrare o di revocare l'ordine di testimonianza ? sentirla senza la presenza del suo ex?
Vi ringrazio
Cordiali saluti

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redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 10836/2014 [risposta a pagamento]

Ai sensi dell'art. 133 del c.p.p., se il testimone, regolarmente citato, omette senza un legittimo impedimento di comparire nel luogo, giorno e ora stabiliti, il giudice può ordinarne l'accompagnamento coattivo e può altresì condannarlo al pagamento di una somma da 51 a 516 euro a favore della cassa delle ammende nonché alle spese alle quali la mancata comparizione ha dato causa.
Il codice di procedura parla di "legittimo impedimento" ed è su questo concetto che si deve concentrare l'attenzione.
Il testimone che legittimamente non possa comparire in udienza, può far valere le sue ragioni avvisando tempestivamente l’autorità giudiziaria che ha trasmesso la citazione, segnalando i motivi dell’impedimento.
Nel caso di specie, se il forte stress psicologico che la donna potrebbe subire nel dover affrontare l'ex compagno è tale da causarle alterazioni psicofisiche di una certa rilevanza, è possibile ipotizzare la richiesta ad un competente professionista (es. psichiatra) di una certificazione che attesti tale stato fisico e mentale della persona.
Tale certificazione sarà poi inoltrata, con tutti i dati relativi al procedimento (tribunale, nome del giudice, nome dell'imputato, data dell'udienza, numero di ruolo), alla cancelleria del giudice di pace. Se il giudice riterrà fondato l’impedimento, la testimonianza potrà essere posticipata, ma non necessariamente espunta dal fascicolo.
In alternativa, si può pensare di domandare al giudice di pace di assumere la testimonianza con particolari modalità, tali da evitare l'incontro tra la donna e l'ex compagno: ciò, sempre sulla base di una perizia medico-legale che attesti la gravità della situazione psicologica della signora. Va ricordato che il giudice di pace è giudice non togato, che ha una maggiore elasticità nell'assunzione delle prove e che potrebbe accogliere una richiesta in tal senso senza eccessivi formalismi: il tutto è lasciato alla sua discrezione, quindi non è possibile anticipare in questa sede l'eventuale decisione positiva o negativa.
Per risolvere del tutto la questione, comunque, sarebbe necessario che la parte che ha chiamato la donna quale testimone rinunciasse all'audizione del teste, con il consenso dell'altra (es. la teste è stata chiamata dalla difesa dell'imputato: è necessario il consenso del P.M.). Si dovrebbe tentare di rappresentare al legale dell'imputato la situazione della donna, provando a chiedere che questi rinunci alla testimonianza, con tutte le incertezze del caso.

Tag: Processo penale, falsa testimonianza

Quesito n. 10309/2014 giovedì 8 maggio 2014

elisabetta chiede

ho dimenticato di citare formalmente un teste per un'udienza civile. il teste però ne è venuto a conoscenza ed ha scritto al mio studio una mail dicendo che pur non avendo ricevuto la citazione, ne aveva avuto notizia e che dunque sarebbe comparso. l'udienza non si è tenuta a causa dello sciopero e dunque non si è compiuta a alcuna attività nè si è dato atto della circostanza ma il giudice ha richiesto, alla prossima udienza, la produzione della citazione. mi risulta che la mancata notifica sia supplita dalla conoscenza dell'udienza comunque acquisita dal teste, che come detto mi ha mandato una mail in proposito. non trovo però riferimenti giurisprudenziali. potete aiutarmi? grazie

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redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 10309/2014 [risposta a pagamento]

L'intimazione ai testimoni di comparire in udienza per l'escussione è imposta dall'art. 250 del c.p.c., che prevede la possibilità di eseguirla con diverse modalità.
L'omessa citazione del teste non è sopperita dalla mera conoscenza che questi abbia avuto della sua chiamata a testimoniare, bensì può essere sanata solo laddove egli compaia in giudizio: è nota, infatti, la sentenza Cass. civ., sez. lav., 29 marzo 1993, n. 3759, in base alla quale "la mancata intimazione ai testi non comporta decadenza dalla prova testimoniale ove l'omissione di tale adempimento - necessario, appunto, per evitare la decadenza predetta (oltre che per l'adozione dei confronti dei testi non comparsi dei provvedimenti di cui all'art. 255, primo comma, c.p.c.) - sia stata priva di rilievo per essersi i testimoni indicati presentati spontaneamente al giudice, nell'udienza fissata per rendere la loro deposizione".

Se, invece, il testimone (che anche abbia saputo per altre vie di essere stato chiamato a testimoniare) non ha ricevuto alcuna formale intimazione, non comparendo non incorre in alcuna sanzione; però, la parte che ha omesso l'intimazione viene dichiarata, anche d'ufficio, decaduta dalla prova, salvo che l'altra parte dichiari di avere interesse all'audizione (art. 104 disp. att. c.p.c.).

Nel caso di specie, se alla prossima udienza il teste comparirà per rendere la testimonianza, non si ravvisano ragionevoli motivi in base ai quali il giudice potrebbe dichiarare la decadenza dalla prova.
Difatti, poiché quando l'udienza non si è tenuta a causa dell'astensione il giudice non ha ritenuto di dichiarare la decadenza dalla prova - cosa che avrebbe potuto fare, considerando che il giudice non ha l'obbligo di rinviare l'udienza solo perché i difensori dichiarano di aderire all'astensione collettiva, a meno che questi non avvisino l'autorità giudicante con congruo anticipo e con mezzi adeguati, ciò che nella prassi di solito non avviene - non si vede perché lo debba fare in una udienza successiva, ove peraltro il testimone comparirà.

In ogni caso, qualora il giudice dovesse continuare a pretendere la produzione della citazione, sussiste la possibilità per il difensore di provare che l'omissione dell'intimazione fu giustificata, ottenendo così la fissazione di una nuova udienza per l'assunzione della prova (art. 104 disp. att. c.p.c., secondo comma). Nel caso di specie, l'intimazione venne omessa in quanto il teste aveva già dichiarato che sarebbe comparso in udienza. Il difensore potrà provare che il testimone aveva l'intenzione di comparire mediante il deposito della mail da questi inviata al suo studio, nonché attraverso le dichiarazioni del testimone stesso, che potrà rendere direttamente in udienza.

Tag: mancata comparizione testimoni, intimazione testi

Quesito n. 8994/2013 martedì 29 ottobre 2013

Giovanni chiede

Buongiorno, mi hanno chiamato a testimoniare per una causa civile, ho letto i commenti e le norme in cima alla pagina, ma purtroppo non ho trovato una soluzione. Sotto l' art 250, leggo che l intimidazione va eseguita per raccomandata entro sette giorni dalla data dell' udienza. La raccomandata mi è arrivata oggi, fra 2 giorni vi è l udienza e la raccomandata porta il timbro di 5 giorni fa. Se non fossi stato a casa, il postino mi rilasciava la ricevuta per poter andare in posta a ritirarla, e quindi sarebbero passati 2 giorni in piu e non avrei potuto recarmi all' udienza. Comunque, per i 7 giorni, si calcola da quando mi arriva oppure dal timbro della partenza della raccomandata? grazie e scusate del disturbo.

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 8994/2013 [risposta gratuita]

Il teste al quale sia giunta tardivamente l'intimazione non avrà l'obbligo di comparire e pertanto non dovrà subire le sanzioni previste all'art. 255 del c.p.c.. Il giudice potrà disporre il rinvio della prova e al testimone dovrà essere nuovamente intimata la comparizione.

Quesito n. 8888/2013 martedì 8 ottobre 2013

valeria chiede

Salve.. Se mia madre è stata chiamata in giudizio e deve quindi presentarsi in tribunale per l' udienza, ma lei è impossibilitata ad andarci per causa malattia ed è ricoverata da un anno e non è ingrado di intendere e di volere.. Come bisogna comportarsi?

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 8888/2013 [risposta gratuita]

Sarà necessario comunicare tempestivamente al Tribunale ove si dovrà tenere l'udienza oppure all'avvocato che ha intimato la comparizione del testimone (solitamente nell'atto vi sono i recapiti del legale) l'impedimento della signora. In tal modo, il giudice non applicherà alcuna sanzione per la mancata comparizione del teste e rinvierà l'escussione ad altra data. Qualora la signora fosse del tutto incapace di rendere testimonianza, sarà bene sottolineare tale impossibilità nella comunicazione, allegando certificazioni mediche che comprovino lo stato di salute della stessa.

Quesito n. 8832/2013 lunedì 30 settembre 2013

rita chiede

Salve. Oggi ho ricevuto una citazione dove mi invitano a testimoniare presso il tribunale di Roma. Da premettere che io sono di Foggia. La data di comparizione è fissata per il 17 ottobre, ed io rientro da Dubai il 19. Se invio alla cancelleria del tribunale un fax in cui espongo il problema di non esserci per tale data in quanto ho prenotato le mie derie avrò dei problemi? Sono giustificata?

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 8832/2013 [risposta gratuita]

Solitamente i motivi che vengono ritenuti dal giudice giustificativi della mancata comparizione del testimone attengono alla salute o al lavoro del teste. La motivazione riguardante le ferie andrà valutata dal giudice del procedimento, pertanto si consiglia di prendere tempestivamente contatto con il Tribunale o con l'avvocato che ha intimato la comparizione, affinché sia disposto un eventuale rinvio dell'assunzione della prova testimoniale.

Quesito n. 5892/2012 venerdì 1 giugno 2012

Franco chiede

Salve. Ho saputo, il 1° giugno, di essere stato citato come teste a comparire davanti al Tribunale il giorno 10 luglio, ma quel giorno sono in ferie, che mi sono state concesse l'11 maggio (dal 9 al 20 luglio). Preciso che, al 1° giugno, non ho ancora prenotato le mie eventuali vacanze.
La domanda è questa: sono obbligato ad andare dal Giudice?

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5892/2012 [risposta gratuita]

Si. Chi è chiamato a testimoniare e a tal fine viene regolarmente intimato a comparire, ha l'obbligo di presentarsi innanzi il giudice. Infatti, la testimonianza costituisce un dovere a cui la persona non può sottrarsi, la quale dovrà attenersi alle prescrizioni date dal giudice in relazione alle esigenze processuali e dovrà rispondere secondo verità alle domande che gli saranno rivolte.

In caso di mancata comparizione senza giustificato motivo il testimone potrà incorrere nelle sanzioni di cui all'art. 255 del c.p.c.. Sono considerati giustificati motivi per la mancata comparizione i motivi di salute ed i motivi di lavoro, correlati da idonea documentazione da far pervenire al giudice, tramite deposito nella cancelleria del giudice competente oppure da presentare direttamente in udienza.

Pertanto, nel caso posto all'attenzione, la mancata comparizione dovuta al fatto che l'udienza cade nel periodo di ferie, non pare essere un motivo che possa giustificare l'assenza del testimone. Il consiglio è quello di comparire all'udienza per la quale si è stati intimati.

Tag: mancata comparizione testimone

Quesito n. 5759/2012 martedì 22 maggio 2012

lety chiede

Sono stata invitata a testimoniare, ma in tale data dovrò partecipare ad un concorso pubblico. posso rifiutare, e come??

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5759/2012 [risposta gratuita]

Chi viene regolarmente intimato a comparire ha l'obbligo di presentarsi, di attenersi alle prescrizioni date dal giudice in relazione alle esigenze processuali e di rispondere secondo verità alle domande che gli saranno rivolte.
Nel caso in cui il testimone non si presenti senza giustificato motivo potrà incorrere nelle sanzioni previste all'art. 255 del c.p.c..

L'assenza può essere giustificata da motivi di salute o di lavoro e la documentazione che giustifichi la mancata comparizione del testimone dovrà essere depositata in udienza o comunicata al Giudice Istruttore, il quale rinvierà ad un'udienza successiva.

Nel caso prospettato, onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge per la mancata comparizione del testimone senza un giustificato motivo, si potrà depositare presso la cancelleria del giudice competente la documentazione comprovante che nella stessa giornata in cui è stata fissata l'udienza si svolgerà il concorso pubblico al quale si intende partecipare. Oppure, si potrà far pervenire la predetta documentazione al difensore che ha effettuato l'intimazione del il testimone.

Tag: mancata comparizione testimone

Quesito n. 5652/2012 domenica 13 maggio 2012

giuseppina chiede

Salve, sono stata intimata a comparire, come testimone, in un processo civile che riguarda una caduta di un ciclista nel comune in cui risiedo. In data della convocazione, sarò assente dovendomi recare per motivi famigliari in altra regione. Come posso giustificare la mia assenza all'udienza suddetta senza incorrere in sanzioni? Ringrazio anticipatamente per l'eventuale e sperata risposta

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5652/2012 [risposta gratuita]

Chi viene regolarmente intimato a comparire ha l'obbligo di presentarsi, di attenersi alle prescrizioni date dal giudice in relazione alle esigenze processuali e di rispondere secondo verità alle domande che gli saranno rivolte.

Solo nel caso in cui il testimone non si presenti senza giustificato motivo potrà incorrere nelle sanzioni previste all'art. 255 del c.p.c..
L'assenza può essere giustificata ad esempio per motivi motivi di salute (con la produzione di certificati medici) o di lavoro (se l'intimato non si trovi in Italia o ha la residenza in un luogo lontano). La documentazione probatoria dovrà essere depositata in udienza o comunicata al G.I., il quale rinvierà a successiva udienza.

Pertanto, nel caso prospettato sarebbe opportuno far pervenire presso la cancelleria del giudice competente la documentazione necessaria al fine di giustificare l'assenza, onde evitare di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge.

Tag: mancata comparizione testimone

Quesito n. 5564/2012 domenica 6 maggio 2012

Sonia chiede

Salve
Innanzitutto chiedo se possibile avere una risposta il prima possibile perchè ho l'udienza il giorno 8 maggio.
Sono una semplice impiegata di banca (non sono procuratrice nè altro) e sono stata convocata come testimone in una causa civile da parte di una cliente della stessa. Sono stata convocata personalmente ma come incaricata/dipendente delle banca inoltre la convocazione mi è stata inviata in sede della banca. I legali della banca mi confermano che devo comparire io stessa da sola e che nessun legale della banca mi accompagnerà. Inoltre vivo a Milano e l'udienza è all'Aquila. Non so nello specifico neanche il motivo della mia chiamata.
Devo necessariamente presenziare io da sola, è possibile richiedere un procuratore della banca? Se sono assente per malattia è possibile che il processo si svolga e si concluda e la mia presenza non sia successivamente richiesta?
Ringrazio per disponibilità

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5564/2012 [risposta gratuita]

La testimonianza costituisce un dovere a cui la persona non può sottrarsi. Colui che è chiamato a testimoniare ha l'obbligo di presentarsi, di attenersi alle prescrizioni date dal giudice in relazione alle esigenze processuali e di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte.

L'art. 255 del c.p.c. precisa che se il testimone regolarmente intimato non si presenta può rischiare di incorrere nell'accompagnamento coatto (che di norma viene disposto alla seconda assenza ingiustificata), oltre all'irrogazione di una sanzione pecuniaria. Questo vale nel caso di mancata comparizione senza giustificato motivo.

Invero, ci sono dei casi in cui l'assenza del testimone può essere giustificata da motivi di salute (provati con opportuna documentazione medica) o di lavoro (se l'intimato si trova all'estero o comunque in un luogo lontano). Tali motivazioni devo essere supportate da idonea documentazione probatoria da far pervenire al giudice, il quale rinvierà ad udienza successiva per consentire al testimone di comparire.

Nel caso posto all'attenzione, la testimone che è stata citata regolarmente sarà pertanto obbligata a comparire. Non essendo parte del giudizio non necessita della necessaria presenza di un legale. Nel caso in cui non possa comparire per motivi di salute dovrà far pervenire al giudice la documentazione idonea che comprovi l'impossibilità temporanea di comparire e rendere la testimonianza. A quel punto il giudice rinvierà ad udienza successiva per consentire al testimone di comparire ed assumere la testimonianza.

In caso di assenza ingiustificata vale quanto sopra detto che è contenuto nell'art. 255 del c.p.c..

Tag: mancata comparizione testimone

Quesito n. 5097/2012 martedì 20 marzo 2012

Bruno chiede

Salve, sono stato convocato come testimone principale in un processo civile, e vorrei sapere se è necessario che io chieda un giorno di ferie (azienda privata) oppure posso presentare copia della convocazione o altro documento in ufficio ed essere così esonerato dall'attività lavorativa per quel giorno senza dover chiedere ferie.
Grazie

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5097/2012 [risposta gratuita]

Nel caso in cui sia convocato a testimoniare un dipendente di azienda privata, si deve fare riferimento ai relativi C.C.N.L. di categoria, i quali sono prodighi nell'elencare il numero di permessi individuali di lavoro (P.I.L.) o di recupero orari di lavoro (R.O.L.) o comunque ancora l'entità delle ferie di cui ha diritto di godere il lavoratore subordinato: non è infrequente, infatti, il caso in cui, a fronte dell'intimazione teste ricevuta, il dipendente abbia la possibilità di usufruire di qualche permesso di lavoro nel novero di quelli previsti dalla legge.

Tag: Testimonianza, ferie, permessi

Quesito n. 5079/2012 giovedì 15 marzo 2012

ilaria chiede

Salve sono stata convocata come teste in un processo civile. Sono previsti rimborsi se si ha un domicilio diverso (no residenza) inoltre io lavoro cosa devo richiedere ferie, permessi?
Grazie

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redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5079/2012 [risposta gratuita]

Il testimone citato in un processo civile ha diritto ad un'indennità giornaliera e, se abita in un Comune diverso da quello dove ha sede il Tribunale, al rimborso delle spese di viaggio calcolate in base alle tariffe di seconda classe sui servizi di linea (D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, agli artt. 45-48 a cui si rinvia). Per ottenere l'indennità, il testimone deve fare domanda al cancelliere del giudice avanti al quale è stato ascoltato. La domanda va presentata, a pena di decadenza, entro 100 giorni dalla data della testimonianza.

Per ciò che concerne l'assenza dal lavoro generata da una citazione a comparire in tribunale come testimone, è opportuno in proposito distinguere se il destinatario dell'intimazione sia dipendente di un'azienda privata ovvero dipendente pubblico. Nel primo caso, i relativi C.C.N.L. di categoria prevedono il numero di permessi individuali di lavoro o di recuperi orari di lavoro o ancora una quantità di giorni di ferie di cui ha diritto di godere il lavoratore subordinato. Di conseguenza, i permessi per rendere una testimonianza riescono ad essere fruiti senza che il dipendente debba patire alcuna decurtazione dello stipendio, neppure in percentuale oraria.

Per l'impiego pubblico, nel caso in cui la testimonianza sia resa nell'interesse dell'amministrazione, il dipendente deve essere considerato in servizio, altrimenti l'assenza sarà imputata a ferie, permesso a recupero o permesso per particolari motivi personali.

Tag: Testimonianza, indennità accesso fondo

Quesito n. 4940/2012 domenica 5 febbraio 2012

fiorella chiede

mercoledi' 8/02/2012 sono stata convocata in tribunale per una testimonianza ma per impossibilità di tempo meteo (chiusura autustrada causa neve) non posso presentarmi. Sono soggetta a sanzioni?

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redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 4940/2012 [risposta gratuita]

Il teste che si trova nell'impossibilità di presentarsi deve giustificare la sua assenza: il giudice, se ritiene legittima la causa dell'impedimento, fissa una nuova udienza di assunzione. In particolare, in caso di grave impossibilità, il testimone può inviare al legale che ha provveduto alla chiamata in causa una comunicazione attestante la motivazione della propria impossibilità. In questo modo il legale provvederà in udienza a consegnare al giudice la documentazione ricevuta dal testimone al fine di ottenere una nuova comparizione. Così si impedirà l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 255 del c.p.c. per la mancata comparizione dei testimoni in udienza.

Tag: mancata comparizione testimoni

Quesito n. 4898/2012 mercoledì 25 gennaio 2012

giuliano chiede

Salve, sono stato citatato da un avvocato come testimone in un processo civile. Ho dimenticato presentarmi al processo, cosa succede adesso ?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 4898/2012 [risposta gratuita]

Ai sensi dell'art. 255 del c.p.c. se il testimone regolarmente intimato non si presenta, il giudice istruttore può ordinare una nuova intimazione o disporre l'accompagnamento coatto in udienza. Con la medesima ordinanza il giudice, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, può condannarlo ad una pena pecuniaria non inferiore a 200 euro e non superiore a 1000 euro.

Di norma l'accompagnamento con la forza pubblica non viene disposto alla prima udienza e il giudice si limita a rinviare ad udienza successiva. Alla seconda assenza non giustificata l'ordine di accompagnamento è invece maggiormente probabile, come l'irrogazione della pena pecuniaria.

Per non incorrere nel rischio di sanzioni il consiglio è quello di presentarsi all'udienza successiva fissata dal giudice nell'ordinanza.
Il testimone ha l'obbligo di presentarsi davanti al giudice e di rispondere secondo verità alle domande che gli saranno rivolte.

Quesito n. 4885/2012 domenica 22 gennaio 2012

angela chiede

salve,sono una dipendente comunale, sono stata testimone di un processo;quindi vorrei chiedervi se è vero che per testimoniare ad un processo, come rimborso devo usare o "l'art19"o le ferie?.

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 4885/2012 [risposta gratuita]

In relazione ala possibilità di ottenere una indennità o comunque di non perdere alcun elemento della retribuzione per il testimone che ottempera all'invito notificatogli, è opportuno distinguere a seconda della categoria del soggetto destinatario dell'intimazione.

Nell'impiego pubblico si sono registrati alcuni interventi chiarificatori in tema di permessi retribuiti: da ultima la circolare dell'agenzia delle entrate del 17.04.2003 che, se da un lato sembra parificare i dipendenti pubblici a quelli privati in quanto l'assenza del dipendente che si allontani dal luogo di lavoro per servizio al fine di rendere una testimonianza "può essere imputato a ferie, a permesso breve, a permesso retribuito per motivi personali, ai sensi dell'art. 18, comma 2, del C.C.N.L. 16.05.1995", finisce poi per distinguere a seconda del motivo per cui la testimonianza viene richiesta. Secondo la predetta circolare, infatti, "nel caso in cui la testimonianza sia resa nell'interesse dell'amministrazione il dipendente deve essere considerato in servizio".

Quindi, nel caso in cui l'assenza sia dovuta per rendere una testimonianza giudiziale ed essa non sia svolta nell'interesse dell'Amministrazione essa sarà imputata a ferie, permesso a recupero o permesso per particolari motivi personali. Qualora, invece, il dipendente pubblico si assenti dal servizio per rendere una testimonianza svolta nell'interesse dell'Amministrazione, tale assenza verrà giustificata o per l'intera giornata o per il tempo necessario all'assolvimento di tale compito.

Tag: Testimonianza, dipendente pubblico

Quesito n. 4708/2011 lunedì 31 ottobre 2011

emanuele chiede

Salve non ho mai ricevuto mezzo posta nessun invito a comparire ad un udienza dove sono testimone, ma si evince dalla lettera di un secondo testimone che io vengo ammonito perchè non sono comparso ed incorro nelle sanzioni dell'art 255 cpc. Oggi siamo al 31 ottobre il secondo testimone nonchè insime a me l'unico ha ricevuto l'invito a comparire per il gg 2 novembre... come possono scrivere una cosa del genere!?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 4708/2011 [risposta gratuita]

Il consiglio è, per non incorrere in sanzioni, di comparire all'udienza del 2 novembre di cui ha avuto conoscenza indiretta, poiché, anche non avendo ricevuto personalmente la notifica, la stessa potrebbe essersi perfezionata in uno dei modi previsti dalla legge, ad esempio mediante il procedimento di cui all'art. 140 del c.p.c.

All'udienza potrà chiedere che venga verificata la regolarità della notifica alla sua persona: si tratterà di controllare se la parte che doveva notificare l'intimazione ha depositato l'originale della stessa corredata da regolare relazione di notificazione dell'ufficiale giudiziario e se è presente la ricevuta di ritorno (cartolina verde).

Quesito n. 4173/2011 giovedì 23 giugno 2011

chiara chiede

Buongiorno, sono stata citatata da un avvocato come testimone in un processo civile. Sono obbligata a presentarmi al processo?
Inoltre io abito a Roma e il tribunale si trova a Bari, tutte le spese devo pagarle io?
Se fossi impossibilitata, come mi devo comportare visto che la citazione parla di una sanzione pecuniaria che va da 100 a a 1000 euro?

In attesa di una pronta risposta
Ringrazio anticipatamente

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 4173/2011 [risposta gratuita]

Chi è chiamato a testimoniare in un processo civile, e a tal fine viene regolarmente intimato, è obbligato a comparire. Rischia, altrimenti, l’accompagnamento coattivo, obbligatorio già dopo la prima convocazione andata deserta e senza giustificato motivo, a norma del novellato art. 255 del c.p.c. dalla L. n. 69 del 2009 e la comminatoria della sanzione pecuniaria prevista da un minimo di 200 euro a un massimo di 1000 euro. Questo, lo ribadiamo, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo.

L'assenza potrà essere giustificata per motivi di salute (con la produzione di certificati medici) o di lavoro (se l'intimato non si trova in Italia o ha la residenza in un luogo lontano). La documentazione probatoria deve essere depositata in udienza o comunicata al G.I., il quale rinvierà a successiva udienza.

Il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, (D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115, agli artt. 45-48 a cui si rinvia), prevede il diritto per i testimoni ad ottenere un’indennità (invero non molto generosa) per l’impegno profuso. In particolare ai testimoni non residenti nel Comune ove ha sede l’ufficio Giudiziario presso cui sono stati citati spetta il rimborso delle spese di viaggio, per andata e ritorno, pari al prezzo del biglietto di seconda classe sui servizi di linea o al prezzo del biglietto aereo della classe economica, se preventivamente autorizzato dall'autorità giudiziaria.

Tag: impedimento testimone, rimborso spese testimone

Quesito n. 3684/2011 giovedì 5 maggio 2011

vanda r. chiede

Nel mio istituto comprensivo (scolastico) una dipendente a t. determinato ha chiesto un giorno di permesso per recarsi dal giudice di pace perchè convocata come teste in un processo a suo carico. Ha diritto al permesso per motivi di famiglia o per obblighi di servizio?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 3684/2011 [risposta gratuita]

La distinzione sui motivi posti a fondamento della concessione dei permessi retribuiti resiste nel settore impiegatizio pubblico e particolarmente nel comparto scuola.

il dipendente citato dall’autorità giudiziaria a comparire in qualità di testimone o giudice popolare o onorario - e quindi non per motivi personali – ha diritto di assentarsi per tutto il tempo strettamente necessario e la sua attività è considerata a tutti gli effetti orario di servizio. Il dipendente è tenuto a presentare preventiva comunicazione e a produrre al rientro in servizio la relativa documentazione probatoria” (art. 2 bis Legge 24.3.1978, n. 74).

Quesito n. 3658/2011 martedì 3 maggio 2011

ALESSIO chiede

salve,
sono stato intimato per una testimonianza da una ex collega che personalmente non conosco e questa citazione mi ha procurato una forte reazione negativa xk ho dei problemi personali legati ad un divorzio e questo avviso di comparizione nello stesso tribunale mi ha buttato completamente giù;
è possibile che io sia obbligato a comparire per una causa della quale non so nulla in quanto lavoro in un'altro ramo dell'azienda e non conosco la persona in causa ??
potrei citarla a mia volta per avermi causato questo disagio ????
grazie mille
Alessio.

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 3658/2011 [risposta gratuita]

Come prevede l'art. 255 del c.p.c. il testimone regolarmente intimato che non si presenta può rischiare di incorrere nell'accompagnamento coatto (di norma disposto alla seconda assenza ingiustificata), oltre che una cospicua pena pecuniaria. Questo, ovviamente, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo.

L'assenza potrà essere giustificata per motivi di salute (con opportuna documentazione medica) o di lavoro (se l'intimato si trova all'estero o comunque in un luogo lontano). Il tutto supportato da documentazione probatoria da far pervenire al G.I., il quale rinvierà a successiva udienza.


Quesito n. 2706/2011 mercoledì 9 marzo 2011

matteo chiede

Vorrei chiedervi, se l'obbligo di comparizione è obbligatorio, anche nel caso non si conosca la persona che ha fatto il mio nome e il motivo.
Grazie

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Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 2706/2011 [risposta gratuita]

Sì, chi è chiamato a testimoniare in un processo civile, e a tal fine viene regolarmente intimato, è obbligato a comparire. Qualora non si presentasse, troverà applicazione la norma in esame, indipendentemente dal fatto che il teste conosca o meno la parte processuale che lo ha indicato come testimone.

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Testi per approfondire questo articolo

Manuale del consulente tecnico del tribunale civile. Guida all'attività del consulente tecnico d'ufficio e di parte. Con CD-ROM

Autore: Botti Alberto
Pagine: 576
Data di pubblicazione: aprile 2013
Prezzo: 54,00 -10% 48,60 €

Questo manuale fornisce i fondamenti normativi e le cognizioni tecniche e procedurali indispensabili per svolgere l'attività di ausiliario del Giudice, arricchite da preziose indicazioni di buonsenso ed esperienza, derivanti dalla più che ventennale attività svolta dall'autore "sul campo". È dunque una insostituibile guida, di cui potranno beneficiare sia i giovani professionisti, che vogliano avvicinarsi alle consulenze tecniche svolte per il Tribunale civile,... (continua)

La consulenza tecnica nel processo civile

Editore: Giuffrè
Data di pubblicazione: gennaio 2013
Prezzo: 50,00 -10% 45,00 €

Il testo si propone di fornire, tramite un'esauriente trattazione sia teorica che pratica della materia, un quadro completo della consulenza tecnica d'ufficio, indirizzato sia al giurista che al tecnico. In tale ottica, il testo dà ampio spazio al giudizio di cognizione dinanzi il giudice ordinario, pur soffermandosi anche sull'istituto dell'accertamento tecnico preventivo, compreso l'ATP obbligatorio di recente introduzione, sulla consulenza tecnica preventiva e sul procedimento di... (continua)

Le prove civili

Editore: CEDAM
Collana: Manuali per la professione
Data di pubblicazione: ottobre 2014
Prezzo: 50,00 -10% 45,00 €
Categorie: Istruzione

Un volume operativo destinato ad avvocati e magistrati. Offre una ricostruzione del panorama giurisprudenziale analizzando il tema della prova in una chiave prevalentemente processuale.

La prima sezione analizza i singoli mezzi di prova nel procedimento di primo grado, nonché la prova nel giudizio di appello ed in quello di legittimità.

La seconda valorizza il tema della prova in funzione della particolare natura del diritto da tutelare. Si è analizzato... (continua)

Delle presunzioni. Artt. 2727-2729

Editore: Giuffrè
Collana: Il codice civile. Commentario
Data di pubblicazione: marzo 2014
Prezzo: 34,00 -10% 30,60 €
Categorie: Presunzioni

L'opera presenta una lettura interdisciplinare del tema delle presunzioni, che analizza, anzitutto nei suoi fondamenti teoretici e, quindi, nei contenuti istituzionali. Una particolare attenzione è dedicata alla dimensione processuale dell'istituto, rispetto alla quale i recenti interventi legislativi, operati nel segno della ragionevole durata del processo, mettono alla luce gli aspetti di maggiore criticità. L'ultima parte è dedicata alla prove atipiche, che, delle... (continua)

Le prove informatiche nel processo civile

Collana: Diritto e professione
Data di pubblicazione: febbraio 2014
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

Il volume tratta il fenomeno delle prove informatiche nel processo civile, ormai trasversale a quasi tutte le attività giudiziali. Oltre alle più tradizionali questioni circa il documento informatico, le firme elettroniche e l'utilizzo dell'informatica per illeciti tradizionali compiuti attraverso mezzi digitali, gli influssi dell'informatica sul diritto stimolano nuove e ormai più ricorrenti sfide giudiziali: si pensi ad un risarcimento danni per incidente stradale... (continua)

Presunzioni giurisprudenziali e riparto dell'onere probatorio

Autore: Benigni Elena
Editore: Giappichelli
Pagine: 240
Data di pubblicazione: marzo 2014
Prezzo: 25 €
Categorie: Istruzione

Sommario

Introduzione. – I. Il diritto alla rappresentazione dei fatti nel processo. – II. Dal diritto alla prova all’onere della prova quale regola di giudizio. – III. La distribuzione dell’onere probatorio nel processo. Il dato normativo e la tutela del diritto alla prova. – IV. Le convenzioni sull’onere della prova . – V. La presunzione giurisprudenziale e la “difficoltà a provare” nel processo.... (continua)

Perizie civili. Strategie e opposizioni

Collana: Legale. L'attualità del diritto
Pagine: 262
Data di pubblicazione: aprile 2014
Prezzo: 34,00 -10% 30,60 €

L'opera, con la sezione questioni giurisprudenziali dove si risponde ai quesiti pratici con l'interpretazione della giurisprudenza più recente, analizza le strategie processuali e le opportunità che si offrono all'avvocato per sindacare le conclusioni del giudice che riguardano la consulenza tecnica nel processo di cognizione e nei riti speciali. Tali opportunità si colgono nel corpo del testo e si evincono ogni qual volta è affrontata la tematica relativa alla... (continua)

Manuale di ingegneria forense. Teoria e pratica della consulenza ingegneristica nel processo penale e civile

Pagine: 360
Data di pubblicazione: giugno 2014
Prezzo: 38,00 -10% 34,20 €

Un manuale per gli ingegneri che desiderano applicarsi alle consulenze giudiziali, una guida agli adempimenti che vanno dall'Iscrizione all'Albo dei consulenti tecnici, allo svolgimento degli incarichi nel rispetto della procedura, fino alla redazione della parcella, Al professionista vengono illustrati i principi di un'attività che non consiste nella semplice raccolta di dati materiali, ma nello studio e nell'elaborazione critica dei dati storici su base scientifica, nella ricerca... (continua)

Il nuovo manuale del CTU. Con CD-ROM

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Data di pubblicazione: aprile 2013
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Il volume "Il nuovo manuale del CTU" si propone come un'utile guida per i professionisti che intendono occuparsi di perizie e consulenza tecnica giudiziaria specialmente in campo immobiliare. La consulenza d'ufficio sugli immobili è un particolare settore professionale che sta assumendo negli ultimi tempi un crescente rilievo parallelamente al notorio incremento del contenzioso civile e amministrativo. Per altro verso, è lecito attendersi un ulteriore sviluppo per l'effetto... (continua)

L'esperto del giudice. Manuale operativo del consulente tecnico d'ufficio

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Data di pubblicazione: febbraio 2011
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Il presente volume ha lo scopo è fornire una guida ai tecnici agli inizi della carriera e un supporto di confronto, analisi e verifica ai professionisti più esperti. In questa seconda edizione - profondamente rinnovata - il lavoro si arricchisce di nuovi e diversi contenuti. Il volume non si limita a trattare le attività rituali in cui è coinvolto il CTU ma va oltre, dedicando un completo ed ampio spazio al tentativo di conciliazione della controversia che, dopo... (continua)