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Articolo 2560

Codice Civile

Debiti relativi all'azienda ceduta

Dispositivo dell'art. 2560 Codice Civile

L'alienante non è liberato dai debiti, inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i creditori vi hanno consentito (1).
Nel trasferimento di un'azienda commerciale [2556] risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda [1546, 2160], se essi risultano dai libri contabili obbligatori [2214].

Note

(1) Non vi può essere una novazione soggettiva, dal lato passivo, del rapporto obbligatorio, senza il consenso del creditore, in quanto lo stesso potrebbe vedere pregiudicate le sue pretese creditorie ove il nuovo debitore non fornisca una idonea garanzia patrimoniale.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 6107/2013

In tema di cessione di azienda, alla stregua del regime fissato dall'art. 2560, secondo comma, c.c., con riferimento ai debiti inerenti l'esercizio dell'azienda ceduta anteriori al trasferimento, allorché la cessione sia avvenuta nel corso di un processo al cui esito sia stata pronunciata una sentenza poi azionata in via esecutiva, è opponibile al cessionario il titolo conseguito dal ceduto nei confronti del cedente, relativo ad un rapporto contrattuale d'impresa non del tutto esaurito.

Cass. n. 23828/2012

In tema di cessione d'azienda, la disposizione di cui all'art. 2560, secondo comma, c.c., secondo cui l'acquirente risponde dei debiti inerenti all'esercizio dell'azienda ceduta soltanto se essi risultino dai libri contabili, è dettata non solo dall'esigenza di tutelare í terzi creditori, già contraenti con l'impresa e peraltro sufficientemente garantiti pure dalla norma di cui al primo comma del medesimo art. 2560 c.c., ma anche da quella di consentire al cessionario di acquisire adeguata e specifica cognizione dei debiti assunti, specificità che va esclusa nell'ipotesi in cui i dati riportati nelle scritture contabili siano parziali e carenti nell'indicazione del soggetto titolare del credito, non potendosi in alcun modo integrare un'annotazione generica delle operazioni mediante ricorso ad elementi esterni di riscontro.

Cass. n. 22199/2010

In tema di cessione di azienda in favore di una banca, l'art. 58 del d.l.vo 1° settembre 1993, n. 385, prevedendo il trasferimento delle passività al cessionario, in forza della sola cessione e del de­corso del termine di tre mesi dalla pubblicità no­tizia di essa (secondo quanto previsto dal comma 2 dello stesso art. 58), e non la semplice aggiunta della responsabilità di quest'ultimo a quella del cedente, deroga alla norma di cui all'art. 2560 c.c., sulla quale prevale in virtù del principio di specialità. Ne consegue che, in caso di cessione di azienda bancaria, alla cessionaria si trasferisce anche l'obbligazione sanzionatoria ricompresa tra debiti della banca cedente, inclusi nella ces­sione stessa, e già sorta per effetto dell'illecito compiuto dai soggetti ad essa appartenenti.

Cass. n. 29653/2008

In tema di trasferimento d'azienda, in caso di donazione di una ditta individuale a due sog­getti e di successiva costituzione di una società di persone tra loro, si verifica una duplice cessione di azienda, in quanto i due donatari divengono titolari nello stesso momento di una posizione imprenditoriale derivante dalla comproprietà dell'azienda donata nella sua unità e devono es­sere considerati soci di fatto della società, poi regolarizzata, secondo il modello legale della so­cietà di persone; pertanto, non essendovi discon­tinuità nella vita aziendale che dalla conduzione individuale passa alla conduzione societaria, prima irregolare e poi legalizzata, ai sensi dell'art. 2560 cod. civ dei debiti relativi all'azienda ceduta, anteriori al trasferimento, continua a rispondere l'alienante, salva diversa volontà dei creditori, ma solidalmente risponde anche l'acquirente, ove i debiti risultino dai libri sociali obbligatori, mentre deve escludersi l'applicabilità dell'art. 2558 cod. civ., che si riferisce alla diversa ipotesi di cessione dei contratti aziendali (In applicazione di tale principio, la S.C. ha affermato la legittimazione passiva della società di persone, a fini di recupero di un debito IVA dell'azienda individuale, ancor­chè i termini per la relativa dichiarazione fossero scaduti al momento della donazione).

Cass. n. 16473/2008

In caso di cessione di azienda, l'art. 2650 (Recte: 2560 - N.d.R.), secondo comma, c.c. che prevede che dei debiti dell'azienda risponda anche l'acquirente, purché essi risultino dai libri contabili obbligatori non trova applicazione con riferimento ai debiti tributari, atteso che, data la loro particola­re natura, i medesimi non sono equiparabili a quel­li di diritto comune. Ne discende che l'acquirente dell'azienda non può sottrarsi alla responsabilità per i debiti inerenti all'azienda ceduta, deducendo che i medesimi non siano stati iscritti nei registri contabili obbligatori.

Cass. n. 10676/2008

La società di capitali nella quale sia confe­rita l'azienda di una impresa individuale succede in tutti i rapporti attivi e passivi di quest'ultima. Da ciò consegue che la società nella quale sia con­fluita l'azienda di altra è soggetta all'esecuzione forzata fondata su un titolo giudiziale pronun­ciato nei confronti del conferente l'azienda, oltre ad essere legittimata a proporre opposizione al­l'esecuzione stessa.

Cass. n. 19454/2004

Il conferimento di una azienda individuale in una società di persone equivale ad una ces­sione della medesima in favore della società con­feritaria e, pertanto, alla fattispecie è applicabile l'art. 2560, c.c., con la conseguenza che la società conferitaria risponde dei debiti, inerenti l'azienda risultanti dai libri contabili obbligatori, ed il con­ferente non è liberato dai debiti suddetti, se il cre­ditore non vi abbia consentito, restando escluso che la mera conoscenza del conferimento da par­te del creditore e l'assenso ad emettere le fatture a nome della società conferitaria equivalgano a consenso alla liberazione del conferente dalla re­sponsabilità per i succitati debiti.

Cass. n. 11318/2004

In tema di cessione di azienda, il regime fissato dall'art. 2560, secondo comma, c.c., con riferimento ai debiti relativi all'azienda ceduta, secondo cui dei debiti suddetti risponde anche l'acquirente dell'azienda allorchè essi risultino dai libri contabili obbligatori, è destinato a trova­re applicazione quando si tratti di debiti in sè soli considerati, e non anche quando, viceversa, essi si ricolleghino a posizioni contrattuali non ancora definite, in cui il cessionario sia subentrato a nor­ma del precedente art. 2558 c.c. Ed infatti, in tal caso, la responsabilità si inserirà nell'ambito della più generale sorte del contratto (purché, benin­teso, non già del tutto esaurito), anche se in fase contenziosa al tempo della cessione dell'azienda.

Cass. n. 8179/2001

In caso di trasferimento di azienda, i debiti contratti dall'afienante nei confronti degli istituti previdenziali per l'omesso versamento dei con­tributi obbligatori, esistenti al momento del tra­sferimento, costituiscono debiti inerenti all'eserci­zio dell'azienda e restano soggetti alla disciplina dettata dall'art. 2560 c.c., senza che possa operare l'automatica estensione di responsabilità all'acqui­rente ex art. 2112, secondo comma, c.c., sia perché la solidarietà è limitata ai soli crediti di lavoro del dipendente e non è estesa ai crediti di terzi, quali devono ritenersi gli enti previdenziali, sia perché il lavoratore non ha diritti di credito verso il datore di lavoro per l'omesso versamento dei contributi obbligatori (oltre il diritto al risarcimento dei danni nell'ipotesi prevista dall'art. 2116, secondo comma, c.c.), restando estraneo al rapporto con­tributivo, che intercorre fra l'ente previdenziale e il datore di lavoro.

Cass. n. 8363/2000

In tema di cessione d'azienda, a norma dell'art. 2560 c.c. l'acquirente risponde solo dei debiti inerenti all'azienda che risultino dai libri contabili; l'iscrizione nei libri contabili si confi­gura, pertanto, come elemento costitutivo della responsabilità dell'acquirente in relazione ai sud­detti debiti, senza che essa possa essere surrogata da altre forme di conoscenza della situazione de­bitoria dell'azienda eventualmente a disposizione dell'acquirente, atteso che il citato art. 2560 è nor­ma a carattere eccezionale e perciò insuscettibile di interpretazione analogica.

Cass. n. 1429/1999

In materia di cessione d'azienda, l'inesisten­za dei libri contabili, dovuta a qualsiasi ragione, compresa la loro non obbligatorietà per lo speci­fico tipo di impresa, rende impossibile l'elemento costitutivo della responsabilità del cessionario per i debiti relativi all'azienda e conseguentemen­te preclude il sorgere della medesima responsa­bilità.

Cass. n. 12739/1998

Il fenomeno di una azienda individuale con­ferita in società di capitali, estraneo alle ipotesi previste dall'art. 2498 c.c., configura un conferi­mento in natura con l'acquisto della posizione di socio da parte del titolare dell'azienda. Indefetti­bile presupposto per l'operatività di detta norma è infatti l'esistenza di una società sia pure irregolare, da trasformare in altra di tipo legale, mentre il conferimento in società di una azienda equivale ad una cessione di azienda in favore della società con­feritaria con la conseguenza che quanto ai debiti dell'azienda medesima anteriori al trasferimento, trova applicazione l'art. 2560 c.c. secondo cui il cedente non è liberato se non risulta che i creditori vi abbiano consentito, onde cedente e cessionario sono responsabili in via solidale verso i terzi credi­tori.

Cass. n. 6173/1998

L'iscrizione nei libri contabili obbligatori dell'azienda è un elemento costitutivo essenziale della responsabilità dell'acquirente dell'azienda per i debiti ad essa inerenti. Pertanto chi voglia far valere i corrispondenti crediti contro l'ac­quirente dell'azienda ha l'onere di provare fra gli elementi costitutivi del proprio diritto anche detta iscrizione, e se il giudice non può effettuare d'ufficio l'indagine sull'esistenza o meno dell'iscri­zione medesima ben può d'ufficio rilevare il fatto che quest'ultima quale elemento essenziale della responsabilità del convenuto non sia stata prova­ta.

Cass. n. 4367/1998

L'acquirente di azienda non subentra au­tomaticamente, ex art. 2558 c.c., anche nelle ob­bligazioni risarcitorie per danni cagionati a terzi dall'appaltatore alienante durante l'esecuzione di lavori in appalto; ma di tali obbligazioni può ri­spondere, ai sensi del successivo art. 2560, solo in via cumulativa e sempre che risultino dai libri contabili obbligatori dell'azienda ceduta.

A norma dell'art. 2558 c.c. perché si realizzi l'automatismo della successione nei contratti da parte dell'acquirente dell'azienda occorre che si tratti specificamente di contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda, non aventi carattere per­sonale e a prestazioni corrispettive non ancora eseguite (o esaurite). Diversamente, per quanto concerne i debiti anteriori all'alienazione, l'art. 2560 c.c. prevede un loro accollo cumulativo ex lege all'acquirente, ma alla condizione che detti debiti risultino dai libri contabili obbligatori. (Nella specie la S.C. ha respinto il ricorso con il quale si censurava la sentenza d'appello per ave­re ritenuto che i debiti dell'appaltatrice cedente verso il terzo danneggiato, essendo fuori dal sinallagma del contratto d'appalto non potevano ricadere sull'acquirente dell'azienda, se non alla condizione, non sussistente, della loro inclusione nei libri contabili obbligatori dell'impresa alie­nante).

Cass. n. 4351/1997

Quando è conferita in società un'azienda, il conferimento equivale — con riferimento ai debiti dell'azienda conferita risultanti dai libri conta­bili — ad una cessione d'azienda in favore della società conferitaria, e pertanto, ai sensi dell'art. 2560 c.c., il cessionario è responsabile al pari del cedente di detti debiti verso i terzi creditori che, a prescindere dalla regolamentazione dei rapporti interni tra le parti, possono pretendere l'adempimento anche immediatamente dal cessionario. Ne consegue che, ai fini della valutazione della espo­sizione patrimoniale della società conferitaria, va tenuto conto anche delle responsabilità per i de­biti delle aziende conferite, onde, nel caso in cui, fallita la società conferitaria, il curatore agisca per la revoca dei pagamenti ex art. 67 1. fall., la prova della scientia decotionis da parte dell'accipiens può essere tratta, per via presuntiva, anche dalla cono­scenza dell'esposizione patrimoniale delle aziende conferite.

Cass. n. 2108/1994

Agli effetti dell'art. 2560, secondo comma, c.c. il quale richiede come elemento costitutivo della responsabilità dell'acquirente per i debiti relativi all'esercizio della azienda trasferita, la risultanza di detti debiti dai libri contabili ob­bligatori, l'obbligatorietà prevista dagli artt. 25 e 39, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 della tenuta del registro degli acquisti non costituisce da sola elemento sufficiente per ritenere sussistente una completa equiparazione dei libri e dei registri Iva ai libri contabili obbligatori previsti dal codice civile all'art. 2214, cui si riferisce l'art. 2560, giacché, mentre l'efficacia probatoria di questi ultimi deriva espressamente dalla normativa codicistica (artt. 2709, 2710) ed attiene ai rapporti di debito e credito inerenti all'esercizio dell'impresa, i regi­stri Iva non hanno alcuna rilevanza probatoria nei rapporti di debito e di credito registrati, ma svolgono solo una funzione di documentazione ai fini del debito fiscale e sono dírettí da un Iato a consentire al contribuente l'esatto versamento del­l'imposta e, dall'altro, a permettere il controllo de­gli uffici.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 2560 del c.c.

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Avv P. E. chiede
lunedì 02/01/2017 - Campania
“IL CESSIONARIO DI UNA AZIENDA E' / O NON E' RESPONSABILE PER IL PAGAMENTO DI UN DEBITO ACCERTATO CON SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO IN UN PROCEDIMENTO INIZIATO CONTRO IL PROPRIO CEDENTE,QUALORA LA CESSIONE,SIA AVVENUTE NELLE MORE DEL GIUDIZIO,IN CUI,IL CESSIONARIO RISULTA ESSERE CONTUMACE E IL GIUDIZIO NON RISULTA DA ALCUNA SCRITTURA CONTABILE.”
Consulenza legale i 10/01/2017
Per meglio rispondere al Suo quesito occorrerebbe accertare la natura del debito.

Infatti, la lettera dell’art. 2560 c.c. prevede la non liberazione dell’alienante l’azienda salvo il caso del consenso dei creditori; mentre, in caso di azienda commerciale, sussiste la responsabilità solidale per i debiti esistenti al momento del trasferimento qualora gli stessi risultino dai libri contabili obbligatori.

L’art. 2112 c.c. riguarda invece il caso dei debiti inerenti i rapporti lavorativi: a tutela dei lavoratori dell’azienda ceduta, sussiste la responsabilità solidale tra cedente e cessionario per i crediti che il lavoratore aveva al momento del trasferimento della stessa.

Infine, per quanto concerne i debiti tributari, una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Terni (n. 424/01/2015 CTP Terni) ha statuito che “la responsabilità solidale dell’acquirente dell’azienda non si estende ai debiti tributari che siano stati accertati successivamente alla certificazione fornita, salvo il caso di una cessione in frode all’erario”. In altre parole, la responsabilità solidale sussiste, si ma solo per tutti i debiti esistenti ed accertati anteriormente alla cessione.

Fatta questa necessaria premessa, nel caso di specie occorre guardare al momento dell’insorgenza del debito: al momento della cessione, pendente il giudizio, si può – presumibilmente – affermare che il debito già fosse venuto ad esistenza e, pertanto, potrebbe affermarsi la responsabilità solidale anche dell’acquirente. Occorre naturalmente guardare all’atto di cessione e alle eventuali clausole limitative in esso contenute.
Non rileva infatti la contumacia del cessionario: certo è che – nel caso in cui il debito rientri in quelli di cui all’art. 2560 c.c. e l’azienda sia di tipo commerciale, allora occorrerebbe guardare al momento di venuta ad esistenza dello stesso, se risultante dai libri contabili obbligatori.

amalia valentini chiede
mercoledì 09/02/2011
“La responsabilità in solido del cessionario per i debiti del cedente è automatica e quindi posso notificare anche a l cessionario titolo esecutivo e precetto, o devo iniziare una causa per fare accertare la responsabilità?”
Consulenza legale i 09/02/2011

La responsabilità è "automatica".
Occorre però prestare attenzione a quanto disposto dal comma 2 dell'articolo che
recita:

Nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori.


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