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Articolo 1901

Codice Civile

Mancato pagamento del premio

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Dispositivo dell'art. 1901 Codice Civile

Se il contraente non paga il premio o la prima rata di premio stabilita dal contratto, l'assicurazione resta sospesa fino alle ore ventiquattro del giorno in cui il contraente paga quanto è da lui dovuto.
Se alle scadenze convenute il contraente non paga i premi successivi, l'assicurazione resta sospesa dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno dopo quello della scadenza (1) (2).
Nelle ipotesi previste dai due commi precedenti il contratto è risoluto di diritto se l'assicuratore, nel termine di sei mesi dal giorno in cui il premio o la rata sono scaduti, non agisce per la riscossione; l'assicuratore ha diritto soltanto al pagamento del premio relativo al periodo di assicurazione in corso [1918 ss.], e al rimborso delle spese (3). La presente norma non si applica alle assicurazioni sulla vita [1924, 1932; disp. att. 187].

Note

(1) Cfr. art. 7, comma 2, l. 24-12-1969, n. 990 (Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti).

(2) L'obbligo principale del contraente consiste nel pagamento del premio previsto dal contratto di assicurazione. La norma considera le conseguenze che derivano dal fatto che il contraente viene meno al suo obbligo di pagamento. Sono previste due ipotesi distinte: a) mancato pagamento del primo premio: spesso le parti possono decidere di considerare il pagamento del primo premio come condizione indispensabile per la conclusione del contratto; nel caso in cui il contraente non paga il primo premio il contratto è inesistente. Se le parti non prevedono tale condizione, conseguenza del mancato pagamento, è la sospensione dell'efficacia del contratto; per cui, se l'evento previsto dal contratto si verifica durante tale periodo l'assicuratore non è tenuto al pagamento; b) mancato pagamento dei premi successivi: in tale ipotesi è previsto un periodo di tolleranza (quindici giorni) durante il quale, se si verifica il sinistro, l'assicuratore è comunque tenuto ad intervenire. Trascorso tale periodo, è sospeso l'obbligo di intervento dell'assicuratore.

(3) Il legislatore prevede ulteriori conseguenze all'inadempimento del contraente. In primo luogo, l'azione esecutiva, mediante la quale l'assicuratore mette in atto un comportamento al fine di ottenere il pagamento del premio. Se l'assicuratore non agisce nei confronti dell'assicurato, è prevista la risoluzione di diritto del contratto [v. 1453]. Tale effetto è la conseguenza dell'inadempimento del contraente e del mancato esercizio dell'azione esecutiva da parte dell'assicuratore. L'assicurato può comunque eliminare le conseguenze della sospensione del contratto, fino a quando questo non è stato risolto, pagando il premio all'assicuratore; in tal caso si ha la riattivazione del contratto.


Ratio Legis

Attraverso il rimedio della sospensione si vuole evitare che il contratto perda efficacia in seguito al mancato pagamento del premio da parte del contraente, nel rispetto del principio generale della conservazione del contratto. Diversa è la disciplina prevista per le assicurazioni sulla vita [v. 1924], mentre tali disposizioni trovano comunque applicazione per le assicurazioni infortuni o malattia.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 25130/2010

In forza del combinato disposto dell'art. 7 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (attuale art. 127 del d.l.vo 7 settembre 2005, n. 209) e dell'art. 1901 c.c., il rilascio del contrassegno assicurativo da parte dell'assicuratore della r.c.a. vincola quest'ultimo a risarcire i danni causati dalla circola­zione del veicolo, quand'anche il premio assicu­rativo non sia stato pagato, ovvero il contratto di assicurazione non sia efficace, giacché, nei con­fronti del danneggiato, quel che rileva, ai fini della promovibilità dell'azione diretta nei confronti dell'assicuratore del responsabile è l'autenticità del contrassegno, non la validità del rapporto as­sicurativo. Tuttavia, posto che la disciplina del citato art. 7 mira alla tutela dell'affidamento del danneggiato e copre, pertanto, anche l'ipotesi del­l'apparenza del diritto, per escludere la responsa­bilità dell'assicuratore in ipotesi di contrassegno contraffatto o falsificato occorre che questi provi l'insussistenza di un proprio comportamento colposo, tale da ingenerare l'affidamento erroneo del danneggiato stesso .

Cass. n. 23264/2010

In tema di contratto di assicurazione, nel caso di risoluzione di diritto ai sensi dell'art. 1901, terzo comma, c.c., il periodo di assicura­zione in corso - relativamente al quale è dovuto il pagamento del premio, nonostante l'avvenuta risoluzione del contratto - è soltanto quello che sarebbe stato coperto dalla garanzia assicurativa se il premio non assolto fosse stato corrisposto. Ne consegue che, ove il contratto abbia durata annuale ed il pagamento del premio sia stato ra­teizzato in periodi più brevi, il periodo in corso è quello più breve coperto dalla singola rata.

Cass. n. 16394/2009

Nell'assicurazione contro i danni con clau­sola di regolazione del premio (in virtù della quale quest'ultimo viene determinato in parte in misura fissa, ed in parte in misura variabile, dipendente dal volume d'affari dell'assicurato o da altri elementi fluttuanti concernenti la sua attività) l'omessa comunicazione, da parte dell'assicurato, dei dati necessari per la determinazione della parte variabile del premio non comporta la sospensione della garanzia assicurativa, ai sensi dell'art. 1901 c.c., a meno che tale effetto non sia espressamente previsto nel contratto, e la relati­va clausola non sia debitamente approvata per iscritto ai sensi dell'art. 1341 c.c.

Cass. n. 15801/2009

In tema di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione di autoveicoli, l'assicuratore è tenuto a risarcire il terzo danneggiato quando il sinistro si sia verifi­cato entro il quindicesimo giorno dalla scadenza del periodo indicato sul contrassegno, sebbene non sia stato pagato il premio per il periodo suc­cessivo, e ciò anche nell'ipotesi in cui la suddetta scadenza coincida non con lo spirare del periodo per il quale è stato pagato un premio rateizzato, ma con la scadenza dell'intero contratto assicurativo.

Cass. n. 2488/2009

In materia di contratto di assicurazione con clausola di regolazione del premio, l'obbligo del­l'assicurato di pagare il maggior premio, determi­nato in base ai dati "successivamente comunicati, sorge nel momento in cui interviene l'indicazio­ne degli elementi di variabilità, ed è, perciò, da tale momento che l'assicuratore può chiederne il pagamento, salvo l'effetto risolutivo del con­tratto dipendente dalla sua inerzia. (Nella specie la S.C., nel confermare la sentenza impugnata, ha affermato che il termine semestrale di deca­denza di cui all'art. 1901, terzo comma, cod. civ decorreva dalla data di emissione dell'appendice di regolazione del premio, trattandosi di obbliga­zione non soggetta al termine di scadenza delle rate di premio fisso stabilite al momento della conclusione del contratto).

Cass. n. 2390/2008

Nel contratto di assicurazione, il mancato pagamento dell'intero premio comporta in ogni caso la sospensione della copertura assicurativa ai sensi dell'art. 1901 c.c., non operando come momento perfezionativo del contratto il criterio dell'incontro delle volontà di entrambi i con­traenti stabilito negli art. 1326 e 1335 c.c. ma, esclusivamente l'esatto adempimento all'obbligo di versamento del premio. (Nella specie la S.C. non ha ritenuto operante la copertura assicurati­va in caso di versamento di una parte del premio seguita dalla stipula del contratto, in mancanza del saldo alla scadenza prevista).

Cass. n. 23313/2007

In tema di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazio­ne di veicoli, se l'assicurato non paga il premio (pattuito in un'unica soluzione) o la prima rata di esso, la sospensione della copertura assicurativa che si produce tra le parti del rapporto negoziale ai sensi del primo comma dell'art. 1901 c.c. non è opponibile al terzo danneggiato e la copertura assicurativa rimane operante per tutto il periodo di tempo indicato nel certificato o contrassegno assicurativo mentre nel caso in cui non sia pagata la seconda o non siano state corrisposte le rate successive di premio, cosa come previsto dall'art. 1901, comma secondo, c.c., la sospensione della copertura assicurativa è opponibile al terzo danneggiato come espressamente previsto dall'art. 7 legge n. 990 del 1969.

Cass. n. 18525/2007

La clausola del contratto assicurativo che contempli, in caso di mancato pagamento dei pre­mi assicurativi, la loro persistente esigibilità e la decadenza dell'assicurato dal diritto di pretende­re l'indennizzo, espone l'assicurato al pagamento del corrispettivo per un periodo in cui manca la prestazione dell'assicuratore, così derogando, in senso a lui sfavorevole, all'art. 1901 c.c., per il quale il mancato pagamento dei premi successivi al primo comporta la sospensione della garanzia assicurativa per il periodo cui si riferisce il pre­mio, fermo restando l'obbligo dell'assicuratore di indennizzare i sinistri verificatisi precedentemen­te, ne consegue che detta clausola, in base all'art. 1932 c.c., è nulla ed è sostituita di diritto dalle disposizioni di cui all'art. 1901 c.c.

Cass. sez. un. n. 4631/2007

La determinazione del premio nei contratti di assicurazione contro i danni, fissata convenzio­nalmente in base ad elementi variabili (cosiddetta assicurazione con clausola di regolazione del pre­mio assicurativo), comporta che l'adempimento dell'assicurato è adempimento di un'obbligazione civile diversa dalle obbligazioni indicate nell'art. 1901 c.c., tenendo conto del comportamento di buona fede tenuta dalle parti nell'esecuzione del contratto, del tempo in cui la prestazione è effettuata e dell'importanza dell'inadempimento. (Nella specie, le Sezioni Unite hanno cassato con rinvio la sentenza impugnata, con la quale non era stato considerato il carattere autonomo dell'obbligazione di pagamento del conguaglio del premio dipendente dalla suddetta clausola, il cui inadempimento non avrebbe dovuto essere valutato alla stregua dell'art. 1901 c.c., bensì in maniera indipendente dalla disciplina contenuta in questa disposizione ovvero secondo le regole che presiedono alla valutazione dell'adempimento delle obbligazioni civili, considerando il comportamento dell'obbligato con il metro della buona fede oggettiva).

Cass. n. 11946/2006

La sospensione dell'assicurazione — come effetto giuridico previsto dall'articolo 1901 c.c. — a decorrere dalle ventiquattro ore del quindi­cesimo giorno dalla scadenza dei premi succes­sivi al primo, comporta, ex articolo 7 comma secondo legge n. 990/69, il venir meno dell'ob­bligo dell'assicuratore di risarcire i danni al terzo danneggiato per i sinistri verificatisi nel predetto periodo di sospensione, se i relativi premi non risultano pagati in precedenza, e ciò in virtù del principio secondo cui non vi è copertura del ri­schio senza un precedente pagamento del premio nei modi e nei termini previsti dalla legge e dal contratto. Tale ipotesi non rientra, infatti, nella previsione del comma secondo dell'art. 18 legge n. 990/69, come sostituito ad opera dell'art. 1 D.L. n. 857 del 23 dicembre 1976, convertito in legge n. 39 del 26 febbraio 1977, che presuppone che il contratto sia operante a seguito di regolare paga­mento del premio, non rilevando, d'altro canto, in contrario, con riferimento al sinistro accaduto. nel periodo in cui la garanzia assicurativa sia so­spesa, il pagamento del premio successivamente effettuato, stante che la mancanza della copertura assicurativa al momento del verificarsi del sini­stro ha irrevocabilmente prodotto la irrisarcibi­lità dello stesso da parte dell'assicuratore. Nei rapporti fra assicuratore e assicurato, il primo non ha l'onere di provare il fatto su cui si basa la sua contestazione relativa alla tempestività del pagamento del rateo di premio. Si tratta infatti di una contestazione afferente al diritto dell'as­sicurato, cui incombe provare la sussistenza dei presupposti per farlo valere.

Cass. n. 15407/2000

In tema di assicurazione, l'art. 1901, secon­do comma, c.c. — il quale prevede la sospensione della garanzia per effetto del mancato pagamento del premio alle scadenze convenute — costituisce applicazione dell'istituto generale dell'eccezione di inadempimento, di cui all'art. 1460 c.c. In ap­plicazione al secondo comma di tale ultima di­sposizione deve, pertanto, negarsi all'assicuratore la facoltà di rifiutare la garanzia assicurativa ove ciò sia contrario alla buona fede, come nel caso in cui, l'assicuratore medesimo abbia, sia pur tacita­mente, manifestato la volontà di rinunciare alla sospensione, ad esempio tramite ricognizione del diritto all'indennizzo ovvero accettazione del versamento tardivo del premio senza effettuazio­ne di riserve, nonostante la conoscenza del pre­gresso verificarsi del sinistro. (Nel caso di specie, relativo a un contratto di assicurazione contro gli infortuni stipulato da un Az. USL a favore dei sanitari impegnati nel servizio di guardia medica, si è ritenuta l'operatività di una seconda polizza che aveva previsto un sensibile aumento del mas­simale rispetto ad una precedente polizza, benché il relativo premio fosse stato pagato circa un anno dopo il sinistro).

Cass. n. 9693/1998

Nel caso in cui un agente o un subagente di assicurazione stipulino un contratto di assicu­razione obbligatoria per la responsabilità civile dipendente dalla circolazione dei veicoli avente decorrenza dalle ore ventiquattro del giorno della stipula e rilascino il relativo regolare contrassegno; la compagnia assicuratrice rimane esposta nei confronti dei terzi danneggiati per gli incidenti successivamente verificatisi anche se, in relazione al ritardo con cui il contratto sia stato comunicato e alle relative prescrizioni del contratto di agenzia, il contratto stesso non possa ritenersi opponibile alla compagnia (ed eventualmente all'agente, nel caso di contratto stipulato dal subagente), in ap­plicazione di principio analogo a quello di cui all'art. 1901, comma 1, c.c.; ne consegue che la Compagnia può rivalersi sull'agente — e quest'ul­timo,sul subagente — per gli indennizzi che la prima sia stata tenuta a corrispondere per incidenti verificatisi nel periodo di efficacia del contratto nei confronti del terzo ma non nei confronti della compagnia. (Nella specie, sulla base dei riportato principio, la S.C. ha confermato sull'an la sentenza impugnata, che aveva condannato il subagente a rivalere l'agente — nei cui confronti si era rivalsa la Compagnia). 

Cass. n. 4612/1997

Qualora, in un contratto di assicurazione, venga inserita una clausola di cosiddetta «re­golazione del premio» (in virtù della quale l'as­sicurato è tenuto, oltre che al pagamento di un premio minimo da versarsi in via provvisoria ed anticipata, alla corresponsione di un maggior premio definitivo, alla scadenza di ciascun perio­do assicurativo, in funzione di elementi variabili, da trasmettersi periodicamente all'assicuratore), la comunicazione degli elementi variabili in essa prevista integra una vera e propria obbligazione accessoria, rispetto a quella del pagamento del premio, derivando, da ciò, a carico dell'assicurato che invochi la copertura assicurativa, l'onere di fornire la prova di aver adempiuto anche alla detta obbligazione e, in difetto, la sospensione della garanzia assicurativa nonché la successiva, eventuale risoluzione del contratto. Non può, ex adverso rilevare, neppure sotto il profilo dell'ese­cuzione delle prestazioni contrattuali secondo buona fede, il mancato esercizio, da parte dell'assicuratore, della facoltà di sollecitare, all'assicu­rato, la trasmissione dei dati, concedendogli un ulteriore termine per tale comunicazione.

Cass. n. 9715/1996

In materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circola­zione dei veicoli a motore e dei natanti, il manca­to pagamento del premio da parte dell'assicurato, una vola decorso il termine di cui all'art. 1901 comma secondo c.c., esclude l'obbligo dell'assicuratore nei confronti del terzo danneggiato.

Cass. n. 2724/1996

L'innalzamento del massimale garantito, con conseguente aumento del premio, compiuto in pendenza del contratto dell'assicuratore della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, costituisce un mero adeguamento e non una novazione del contratto assicurativo. Ne consegue che, qualora l'assicurato corrisponda il maggior premio successivamente all'adeguamento, ma entro il termine di tolleranza previsto dall'art. 1901 c.c., l'assicuratore sarà te­nuto sia nei confronti del terzo, sia nei confronti dell'assicurato, nei limiti del nuovo massimale. 

Cass. n. 8293/1994

L' art. 1901, comma 3, c.c., il quale dispone che in caso di mancato pagamento del premio o di una rata di esso il contratto di assicurazione si risolve di diritto qualora l'assicuratore entro sei mesi dalla scadenza non agisca per la riscos­sione del proprio credito, va interpretata nel sen­so che entro tale termine deve essere iniziato il giudizio, mediante notifica dell'atto di citazione all'assicurato. Pertanto, qualora la società assicuratrice agisca con il procedimento monitorio, non è sufficiente che nel termine di sei mesi sia presentato il ricorso per il decreto ingiuntivo o questo sia concesso, bensì è necessario che entro tale termine l'ingiunzione venga notificata al destinatario, verificandosi in caso contrario la decadenza prevista dalla norma suddetta e la conseguente risoluzione di diritto del contratto di assicurazione.

Cass. n. 7518/1994

Nel caso in cui il contratto di assicurazione è risolto di diritto, a norma dell'art. 1901 c.c., per l'inerzia dell'assicuratore — che nel termine di sei mesi dal giorno in cui la rata è scaduta non agisce per la riscossione — questi conserva comunque il diritto al pagamento del premio per il periodo di assicurazione in corso, poiché detto diritto non soggiace a termine di decadenza, ma al termine di prescrizione breve sancito dall'art. 2952 c.c.

Cass. n. 9758/1993

In tema di assicurazione contro i danni, il patto di «proroga» del rapporto, che intervenga dopo il decorso di oltre sei mesi senza che l'assicuratore si sia attivato per la riscossione di premi dovutigli in base a precedente polizza, e che, oltre a fissare le condizioni della nuova copertura assicurativa, contempli anche la persi­stente esigibilità di detti premi anteriori, si tradu­ce, rispetto alla risoluzione ope legis contemplata dall'art. 1901, terzo comma, c.c., in una deroga sfavorevole all'assicurato, in quanto lo espone al pagamento del corrispettivo per un periodo in cui la prestazione dell'assicuratore è mancata, e, pertanto, per tale seconda parte, è invalido ed inoperante, ai sensi dell'art. 1932 c.c.

Cass. n. 6157/1992

Nel contratto di assicurazione, il mancato pagamento del premio, o della prima rata di esso, determina, a norma del primo comma, dell'art. 1901, c.c., la sospensione immediata dell'effica­cia del contratto, mentre, ove il pagamento sia effettuato e l'assicurazione, secondo le intese contrattuali, abbia avuto regolare corso per un certo periodo di tempo, il mancato pagamento delle rate successive costituisce inadempimento sopravvenuto e comporta l'applicabilità del secondo comma del citato art. 1901, per il quale l'assicu­razione resta sospesa dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno dopo quello della scadenza. La protrazione dell'inadempienza dell'assicurato e la mancata proposizione da parte dell'assicuratore dell'azione giudiziaria per la riscossione, a norma del terzo comma dello stesso articolo, determinano ope legis la risoluzione del contratto, indipendentemente da iniziative od attività di parte.

Cass. n. 7647/1991

Il termine di sei mesi previsto dall'art. 1901 c.c., ai fini della risoluzione di diritto del contratto di assicurazione nel caso di mancata azione dell'assicuratore per il pagamento del premio non av­venuto alla scadenza inizia a decorrere dal giorno della scadenza stessa e non da quello in cui inizia la sospensione dell'efficacia del rapporto assicu­rativo a norma del secondo comma dell'ari. 1901, con la conseguenza che il pagamento del premio eseguito dopo l'inutile decorso del detto termine e, quindi, dopo la risoluzione, non comporta la reviviscenza del rapporto, ma vale soltanto ad estinguere il relativo credito dell'assicuratore.

Cass. n. 2383/1990

La sospensione dell'assicurazione — che se­condo l'art. 1901, comma secondo, c.c. deriva dal mancato pagamento dei successivi premi entro quindici giorni dalla loro scadenza — è stabilita a tutela dell'interesse individuale dell'assicura­tore e, poiché attiene ad un diritto disponibile, può essere oggetto di valida rinunzia anche tacita che, per poter essere configurata, richiede per) un comportamento dell'assicuratore implicante una volontà negoziale del medesimo, ricognitiva del diritto all'indennizzo ed abdicativa rispetto alla applicazione delle clausole contrattuali a sé favorevoli, che non può essere desunta dall'aver l'assicuratore accettato il tardivo pagamento del premio, trattandosi di circostanza di per sé equi­voca, in quanto attinente ad uno specifico diritto dell'assicuratore con l'unico effetto della cessazio­ne della sospensione dell'assicurazione (art. 1901 c.c.).

Cass. n. 5576/1983

In tema di sospensione dell'assicurazione, la disciplina prevista nel primo e nel secondo comma dell'art. 1901 c.c., a seconda che il manca­to pagamento dell'assicurato riguardi «il premio o la prima rata del premio» oppure «i premi successivi», non mira a distinguere tra l'ipotesi dell'unicità del premio (contratto di assicurazione annuale) e quella della pluralità dei premi (contratto pluriennale), con conseguente esclusione dall'ambito di operatività della disciplina del se­condo comma della norma citata nel caso in cui, pur essendo unico il premio, non venga pagata una rata di esso successiva alla prima, ma tende solo a contrapporre un inadempimento iniziale ad un inadempimento nel corso del rapporto assicurativo, riferibili, rispettivamente, alla stregua dell'espressa menzione, nel primo comma della norma citata, del premio e della prima rata di esso e della generica espressione «premi successivi» del secondo comma, al mancato pagamento dell'intero premio o della prima rata dello stesso ed al mancato pagamento tanto dei premi succes­sivi al primo, quanto delle rate successive alla prima.

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