Cassazione civile Sez. III sentenza n. 11454 del 23 luglio 2003

(3 massime)

(massima n. 1)

In caso di chiamata in garanzia impropria, essendo l'azione principale e quella di garanzia fondate su titoli diversi, le due cause benché proposte all'interno di uno stesso giudizio rimangono distinte e scindibili; ne consegue che, se manchi da parte del convenuto rimasto soccombente l'impugnazione sulla causa principale, il passaggio in giudicato della sentenza sul punto relativo al rapporto principale non preclude al chiamato in garanzia impropria di contestare l'esattezza della decisione di merito nel limitato ambito del rapporto di garanzia e per i riflessi che tale decisione può avere su di esso.

(massima n. 2)

In tema di azione di arricchimento senza causa proposta nei confronti della Pubblica Amministrazione, relativamente a lavori effettuati da un imprenditore in favore di un ente pubblico in difetto di un valido contratto, il vantaggio conseguito dalla P.A. non deve necessariamente avere per contenuto un diretto incremento patrimoniale, ma pub consistere in qualsiasi forma di utilizzazione della prestazione consapevolmente attuata dalla P.A., e quindi anche in un semplice risparmio di spesa, mentre per quanto concerne l'imprenditore la diminuzione patrimoniale da questo subita deve essere commisurata alle spese sostenute per realizzare le opere richieste.

(massima n. 3)

Qualora all'interno di un unico giudizio siano dedotti un rapporto principale ed un rapporto di garanzia impropria, le due cause relative ai diversi titoli conservano la loro autonomia, tanto che la sentenza che definisce il processo è solo formalmente unica, ma in realtà consta di due diverse pronunce, ed il sistema delle impugnazioni è regolato separatamente nei confronti di ciascuna di esse; in particolare, il chiamato in garanzia impropria, non potendo formulare domande autonome che amplino l'oggetto della lite tra le parti principali o lo modifichino, non è legittimato a proporre impugnazione autonoma all'interno della quale non si limiti a sostenere le ragioni della parte principale contro il capo della sentenza sfavorevole alla medesima; ne consegue che se la causa principale non è oggetto di impugnazione da parte dell'attore o del chiamante, il chiamato può proporre impugnazione solo limitatamente al rapporto di garanzia.

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