(massima n. 1)
In tema di riparazione per l'ingiusta detenzione, il giudice di merito, per valutare se chi l'ha patita vi abbia dato o concorso a darvi causa con dolo o colpa grave, deve apprezzare, in modo autonomo e completo, tutti gli elementi probatori disponibili, con particolare riferimento alla sussistenza di condotte che rivelino eclatante o macroscopica negligenza, imprudenza o violazione di leggi o regolamenti, fornendo del convincimento conseguito motivazione, che, se adeguata e congrua, č incensurabile in sede di legittimitā. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione che aveva ritenuto gravemente colposa la condotta di un indagato per il delitto di associazione con finalitā di terrorismo, che, come emerso dalle conversazioni intercettate e dal materiale rinvenuto nel suo computer, aveva intrattenuto assidue frequentazioni e prolungati dialoghi con soggetti legati al fondamentalismo islamico, contenenti riferimenti al martirio, alla guerra e alla "jihad" di matrice islamica, e scaricato da internet materiale propagandistico e documenti inerenti alla fabbricazione di ordigni e all'addestramento militare di appartenenti a gruppi terrostici). (Dichiara inammissibile, CORTE APPELLO BARI, 26/07/2018)