(massima n. 1)
In tema di riparazione per ingiusta detenzione, la condotta gravemente colposa, ostativa al riconoscimento del diritto, non č incompatibile col vizio di mente, posto che l'esclusione dell'imputabilitā per tale causa non impedisce di verificare se, indipendentemente dalla sua rilevanza penale, il comportamento della persona sottoposta a custodia cautelare abbia dispiegato efficacia causale rispetto all'applicazione della misura. (In motivazione, la Corte ha chiarito che, a tale fine, possono essere valutati anche fatti non costituenti oggetto dell'accertamento penale, purché riguardanti condotte che hanno influito sulla restrizione). (Annulla con rinvio, CORTE APPELLO ROMA, 10/10/2024)