Cassazione penale Sez. II sentenza n. 26190 del 26 maggio 2023

(1 massima)

(massima n. 1)

Nei contratti ad esecuzione istantanea, integrano il reato di truffa gli artifici e raggiri posti in essere al momento della trattativa e della conclusione del negozio giuridico che traggono in inganno il soggetto passivo, indotto a prestare un consenso che altrimenti non avrebbe prestato, sicché, nel caso di contratto stipulato senza alcun artificio o raggiro, l'attivitā decettiva commessa successivamente alla stipula e durante l'esecuzione contrattuale č penalmente irrilevante, salvo che non determini, da parte della vittima, un'ulteriore attivitā giuridica che non sarebbe stata compiuta senza quella condotta decettiva.(Fattispecie in cui la Corte ha annullato per l'insussistenza del fatto la decisione di condanna emessa nei confronti di soggetti che avevano preso in locazione un appartamento di proprietā delle persone offese con la mediazione di un'agenzia immobiliare, rilasciando due assegni privi di copertura a titolo di caparra, salvo poi recedere dal contratto per impossibilitā di far fronte ai relativi oneri, con l'impegno di restituire l'appartamento nell'arco di tre giorni).

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