Cassazione penale Sez. V sentenza n. 11478 del 28 febbraio 2023

(2 massime)

(massima n. 1)

Il bene giuridico tutelato dagli artt. 624 e 640 c.p. è il patrimonio di chi subisce una deminutio, indipendentemente dalla titolarità del bene di cui si gode. Conseguentemente, la legittimazione alla presentazione della querela per questo genere di fattispecie non può essere rimessa soltanto in capo a chi è il proprietario o il titolare di un diritto reale di godimento sul bene, né deve discendere da una formale attribuzione di poteri di rappresentanza.

(massima n. 2)

Il diritto di querela per il delitto di truffa spetta, indipendentemente dalla formale attribuzione del potere di rappresentanza, anche all'addetto di un esercizio commerciale che si sia personalmente occupato, trovandosi al bancone di vendita, della transazione commerciale con cui si è consumato il reato, assumendo egli, in quel frangente, la responsabilità in prima persona dell'attività del negozio e rivestendo pertanto la titolarità di fatto dell'interesse protetto dalla norma incriminatrice.

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