Cassazione penale Sez. VI sentenza n. 27809 del 22 maggio 2025

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di procurata inosservanza di pena, ai fini dell'applicabilitā dell'aggravante della finalitā di agevolazione di associazione di tipo mafioso, č necessario che le prove raccolte consentano di dimostrare non soltanto la consapevolezza da parte dell'indagato della identitā e degli specifici connotati del boss favorito, ma anche che quest'ultimo, nel periodo dell'ottenuto favoreggiamento, sia rimasto titolare, in base ad una fondata ipotesi ricostruttiva, della capacitā di continuare a dirigere l'associazione di riferimento. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto l'aggravante in relazione alla condotta dell'imputato che, predisponendo un "bunker" dotato di sistemi di sicurezza, aveva garantito la sorveglianza, l'assistenza materiale e la riservatezza degli incontri del latitante funzionali allo svolgimento del suo ruolo direttivo della locale organizzazione di tipo mafioso).

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