Cassazione civile Sez. III sentenza n. 9916 del 23 novembre 1994

(1 massima)

(massima n. 1)

La disdetta costituisce un atto negoziale, unilaterale e recettizio, concretantesi in una manifestazione di volontÓ diretta ad impedire la prosecuzione o la rinnovazione tacita del rapporto locativo, la quale, al di fuori di forma scritta convenzionale (art. 1352 c.c.), pu˛ indifferentemente essere comunicata per iscritto o verbalmente. Dal principio di libertÓ di forma consegue che, qualora si controverta se la disdetta risulti validamente comunicata ed, in particolare, che non vi sia la certezza che essa provenga dal locatore per difetto di sottoscrizione, l'indagine da compiere deve essere diretta ad accertare con ogni mezzo se, sul piano della prova, la manifestazione negoziale, quale che sia il mezzo adoperato, abbia raggiunto lo scopo di far conoscere al conduttore l'intenzione inequivocabile del locatore di porre fine al contratto, senza che possa incidere la disciplina della scrittura privata ex art. 2702 c.c. e la mancanza del requisito della sottoscrizione.

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