(massima n. 1)
L'art. 1147 c.c., in base al quale la buona fede č presunta ed č sufficiente sussista al tempo dell'acquisto, detta un principio di carattere generale, applicabile anche al possessore dei beni ereditari; ne consegue che chi agisce per rivendicare i beni ereditari - eventualmente previo annullamento del testamento che ha chiamato all'ereditā il possessore di buona fede - puō pretendere soltanto i frutti indebitamente percepiti nei limiti fissati dall'art. 1148 c.c..