Cassazione penale Sez. III sentenza n. 8035 del 21 aprile 2016

(1 massima)

(massima n. 1)

In materia di rapporti tra giudizio penale e civile, l'assoluzione dell'imputato secondo la formula "perchÚ il fatto non sussiste" non preclude la possibilitÓ di pervenire, nel giudizio di risarcimento dei danni intentato a carico dello stesso, all'affermazione della sua responsabilitÓ civile, considerato il diverso atteggiarsi, in tale ambito, sia dell'elemento della colpa che delle modalitÓ di accertamento del nesso di causalitÓ di materiale. (Nella specie, la S.C. ha annullato la decisione con cui il giudice di merito, sul presupposto dell'intervenuta assoluzione, in via definitiva, di due medici dal delitto di lesioni personali, ne aveva per ci˛ solo escluso - ai sensi dell'art. 652 c.p.p. - la responsabilitÓ civile, omettendo di valutare l'incidenza del loro contegno rispetto sia alla lamentata lesione dell'autonomo dritto del paziente ad esprimere un consenso informato in ordine al trattamento terapeutico praticatogli, sia all'accertata mancata disinfezione della camera operatoria, all'origine della contaminazione ambientale individuata come causa del danno alla salute dal medesimo subito). (Cassa con rinvio, App. Roma, 05/06/2012).

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