Cassazione civile Sez. V sentenza n. 27786 del 31 ottobre 2018

(1 massima)

(massima n. 1)

In tema di imposta sui redditi d'impresa, il principio dell'inerenza esprime la riferibilitÓ dei costi sostenuti all'attivitÓ d'impresa, anche in via indiretta, potenziale o in proiezione futura, escludendo i costi che si collocano in una sfera ad essa estranea, e, infatti, quale vincolo alla deducibilitÓ dei costi, non discende dall'art. 75, comma 5 (attuale art. 109, comma 5), del d.P.R. n. 917 del 1986, che concerne il diverso principio dell'indeducibilitÓ dei costi relativi a ricavi esenti (ferma l'inerenza), cioŔ la correlazione tra costi deducibili e ricavi tassabili. Da ci˛ consegue che l'inerenza deve essere apprezzata attraverso un giudizio qualitativo, scevro dai riferimenti ai concetti di utilitÓ o vantaggio, afferenti ad un giudizio quantitativo, e deve essere distinta anche dalla nozione di congruitÓ del costo, anche se l'antieconomicitÓ e l'incongruitÓ della spesa possono essere indici rivelatori del difetto di inerenza.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.