Cassazione civile Sez. VI-2 ordinanza n. 39 del 7 gennaio 2021

(2 massime)

(massima n. 1)

La vendita a terzi, con atto trascritto, di un bene immobile che abbia giÓ formato oggetto, da parte del venditore, di una precedente alienazione si risolve nella violazione di un obbligo contrattualmente assunto nei confronti del precedente acquirente, determinando la responsabilitÓ contrattuale dell'alienante, con connessa presunzione di colpa ex art. 1218 c.c.; per converso, la responsabilitÓ del successivo acquirente, rimasto estraneo al primo rapporto contrattuale, pu˛ configurarsi soltanto sul piano extracontrattuale, ove trovi fondamento in una dolosa preordinazione volta a frodare il precedente acquirente o, almeno, nella consapevolezza dell'esistenza di una precedente vendita e nella previsione della sua mancata trascrizione e, quindi, nella compartecipazione all'inadempimento dell'alienante, in virt¨ dell'apporto dato nel privare di effetti il primo acquisto, al cui titolare incombe, di conseguenza, la relativa prova ex art. 2697 c.c. (Cassa e decide nel merito, CORTE D'APPELLO ANCONA, 21/02/2018).

(massima n. 2)

Nel caso di occupazione illegittima di un immobile, il danno subito dal proprietario, essendo collegato all'indisponibilitÓ di un bene normalmente fruttifero, Ŕ oggetto di una presunzione relativa, che onera l'occupante della prova contraria dell'anomala infruttuositÓ di quello specifico immobile. (Cassa e decide nel merito, CORTE D'APPELLO ANCONA, 21/02/2018).

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